Riecco Fabrizio Masia
Ne avevo parlato già tanto tempo fa, in occasione di una tornata elettorale che l'aveva visto, a suo modo, protagonista (qui).
Ne avevo parlato recentemente, in quanto risulta essere la chiave di ricerca che con maggiore frequenza porta al presente blog (potrei spiegarvi perché ma dovrei entrare in alcuni noiosi dettagli circa il funzionamento dei motori di ricerca e sulla rilevanza dei termini nelle pagine indicizzate).
Fabrizio Masia è rispuntato fuori con un nuovo, molto più piccolo, clamore, grazie a Mentana che l'ha riportato in primo piano su La7 e, soprattutto, all'Onorevole Italo Bocchino che ha voluto "scatenare" una piccola polemica riguardo le effettive capacità del cosiddetto "sondaggista" (cosiddetto perché non so se sia il termine corretto e non so se io al posto suo vorrei essere chiamato così).
Fabrizio Masia rappresenta in televisione (ad oggi soprattutto su La7) l'Istituto EMG, un istituto che si occupa di realizzare sondaggi. Leggendo sul web nuove opinioni sul suddetto professionista si può trovare di tutto: insulti alla sua professione, alla sua persona, alla sua professionalità, alla sua integrità. Non voglio entrare troppo nello scientifico, quello che voglio dire è che la statistica è una materia molto complessa e che la statistica applicata ai sondaggi incorpora difficoltà ancora maggiori. Lo ammetto candidamente, io non credo nella statistica e ancora meno nei sondaggi; a questo proposito voglio riportare una frase di Mentana presente nel video che ho incorporato.
Sui sondaggi anche chi è parte in causa spesso non ci azzecca. I sondaggi sono una cosa seria, con criteri scientifici [...] poi ci può prendere o non prendere, tutti lo sappiamo e cosa vuol dire?Sarò semplice: se un sondaggio ci può prendere o non prendere vuol dire che non serve a niente, se non a prendere in giro, raggirare in qualche modo, quelli che la statistica non la conoscono per niente, poi questo raggiro a noi ci costa poco o niente, se non il tempo che spendiamo a seguire uno o due servizi in televisione, quindi poco male, quel tempo probabilmente lo avremmo perso comunque. Ma su una cosa non transigo, la statistica e la sondaggistica non presentano il carattere fondamentale del metodo scientifico, la riproducibilità, e quindi scientifiche non sono.
Come detto, di Fabrizio Masia avevo parlato qualche tempo fa perché in un fuori onda si era lamentato che la gente non capisce un cavolo, su questo ero d'accordo con lui, razionalmente direi che la soluzione è semplice, invece di dare in pasto al pubblico dei semplici numeri, spieghiamogli cosa rappresentano e come sono ottenuti questi numeri, spieghiamogli la statistica e la cosiddetta "arte del sondaggio". Purtroppo non si può, per due ragioni: la prima è che la maggior parte della gente non vuole capire e non vuole faticare, vuole il numero già bello e pronto, vuole il risultato senza capire lo svolgimento, ovviamente in televisione non si può fare altrimenti, una rete senza telespettatori è inutile tanto a chi guarda quanto a chi la fa; la seconda è che spiegando veramente la natura dei numeri presentati, spiegando cosa significano veramente, la gente smetterebbe comunque di guardarli perché la gente capirebbe veramente che non valgono niente (come dice Mentana, un sondaggio "ci può prendere o non prendere"). Una cosa che forse posso condividere di tutte le cose lette è che Fabrizio Masia appare in televisione un po' troppo arrogante, nella più completa sicurezza dei dati che presenta, senza mai accennare a spiegare come i dati reali possano deviare da quelli presentati: lui parla come se ti stesse già dando la notizia, "sarà così". Ma non vedo cosa ci sia di strano: nelle nostre "scuole di alta formazione" e anche in molte università è questo che si insegna, a vendersi bene, attenzione, non a vendersi per più di quello che si vale, questa potrebbe essere letta come un'offesa, ma a vendersi come un prodotto "di qualità" indipendentemente da reali riscontri oggettivi... cosa vorrà dire poi "di qualità" non l'ho ancora capito. Non importa cosa tu faccia e come tu lo faccia, importa convincere il tuo interlocutore che sei il migliore che può scegliere. Qualcun'altro diceva "Non importa cosa dici, l'importante è con quanta sicurezza lo dici.", o qualcosa del genere, ma non ricordo chi fosse, chiedo scusa.
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