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venerdì, giugno 11, 2010

Il ciclo delle fondazioni


Dopo mesi di lettura sono finalmente riuscito a finire "Il ciclo delle Fondazioni" di Isaac Asimov. Si tratta di una raccolta di quattro libri scritti in periodi differenti e non contigui dal noto scrittore di fantascienza:


  • Prima Fondazione;

  • Fondazione e Impero;

  • Seconda Fondazione;

  • L'orlo della Fondazione.


Un'opera notevole per ingegno letterario e per stile. Anche se scritti in periodi differenti e, anche per questo, in stili differenti, la lettura è sempre molto scorrevole. Seppure alcune vicende narrate in questi libri siano molto affascinanti e dotate di una certa originalità sono rari i momenti di vera suspence in cui il lettore non vede l'ora di scoprire come si svilupperanno gli avvenimenti. Sotto questo punto di vista mi permetto di ritenere la trama un po' troppo piatta.
Le vicende raccontate ricoprono un arco di centinaia di anni, descrivendo un percorso, interpretato da una grande quantità di personaggi diversi, che parte dalla disgregazione di un imponente impero galattico per cercare di arrivare alla creazione di un nuovo impero, costruito sulle ceneri del vecchio su nuove basi. Non credo di rovinare la lettura a nessuno scrivendo che tale percorso rimarrà incompiuto, non perché si fallirà nell'impresa ma perché la sua conclusione, qualora prevista, non è stata narrata: d'altra parte il percorso è sempre più importante della meta. Questo comunque per me ha rappresentato una piccola delusione. Inoltre l'arco narrativo così esteso ha reso necessario lo sviluppo di un gran numero di personaggi che si susseguono in vari scenari sul filo conduttore del cosiddetto "Piano Seldon": un piano scientifico, basato sulla materia denominata psicostoria (analisi delle dinamiche macro-sociali tramite strumenti matematici), ideata dal professor Hari Seldon. Tanti personaggi, forse troppi. Tanti personaggi e, nonostante quattro libri, troppo poco "spazio" per definirli compiutamente.
A questo si aggiunga una fine che ho trovato alquanto deludente, arricchita da idee poco utili al compimento di una vicenda così lunga e per certi versi intensa, idee che non contribuiscono affatto alla conclusione del percorso e che, a mio parere, stonano con tutto il resto della raccolta.
Insomma, un libro tecnicamente ben scritto ma dai contenuti deludenti.

UPDATE 13/01/12: più di una persona mi ha chiesto informazioni circa la leggibilità del volume da me letto (riconoscibile dalla immagine della copertina pubblicata all'inizio di questo post), poiché ho imparato che la valutazione della leggibilità è molto personale ho deciso di evitare una descrizione di mie impressioni che potrebbero essere di ben poco aiuto ai più e, invece, ho scelto di postare una immagine della prima pagina del libro nell'edizione Mondadori del 2006, sperando di fare cosa gradita.

NOW ON AIR: "Love will tear us apart" Joy Division

sabato, giugno 28, 2008

Lucky Starr e i pirati degli asteroidi


Altro libro, altra delusione.
Ho letto il secondo capitolo della saga di Lucky Starr, "Lucky Starr e i pirati degli asteroidi", e l'ho trovata una pallida imitazione del primo, tanto da pensare che probabilmente l'unico punto forte del capostipite della serie fosse soltanto la novità e nient'altro. Ancora troviamo il buono che se la cava sempre, il compagno di avventure un po' più sfigato, un po' più basso, un po' più grasso,... poi c'è lo scagnozzo attaccabrighe, il cattivo che sembra contare e poi si scopre non conta niente o quasi, l'insospettabile burattinaio che si nasconde dietro le quinte, talmente insospettabile che appena appare sulla scena già cominci a sentire puzza di bruciato. Tutti questi personaggi conditi da intrighi interstellari scoperti non si sa bene come: arrivi alla fine e il protagonista ha capito tutto, al limite della preveggenza, naturalmente non ci sono prove, a parte la confessione del cattivo che, trovandosi "alle strette", non può far altro che confessare.
Spero vivamente che il prossimo episodio della serie "Lucky Starr" sia caratterizzato da qualche elemento innovativo, per il momento però passerò a letture di altro genere, mi sento in vena di romanzo storico.

NOW ON AIR: "How soon is now" The Smiths

domenica, aprile 20, 2008

Lucky Starr il vagabondo dello spazio


Ho finito di leggere "Lucky Starr il vagabondo dello spazio" di Isaac Asimov e l'ho trovata un'ottima lettura.
Un'ottima lettura di disimpegno, tra un testo di ingegneria del software (colpa dell'università) ed un saggio filosofico (colpa mia). Non leggero ma "snello", in un certo senso diritto allo scopo, senza fronzoli: "voglio raccontarti una storia di una persona" sembra dire implicitamente l'autore.
Non è una storia tipicamente fantascientifica, in quanto di fantascientifico ha principalmente l'ambientazione: un futuro lontano in cui gli uomini abitano anche altri pianeti (e satelliti) del Sistema Solare oltre alla Terra. A parte questo e poco altro, che non svelo per rispetto di chi vuole leggerlo o vorrà farlo, "Lucky Starr il vagabondo dello spazio" è la storia di un uomo che trova la sua strada nella vita e, ironia della sorte, trova la strada diventando un "vagabondo dello spazio".
Sembrerebbe un controsenso ma lo è veramente? Io penso che un uomo trovi la sua strada quando diventa consapevole della destinazione che vuole raggiungere: il percorso per raggiungere tale destinazione dipende da troppe cose per essere individuato. Soltanto una volta giunti a destinazione possiamo guardare indietro e vedere quale è stato il persorso che ci ha permesso di arrivare dove volevamo o dovevamo, fino a quel momento siamo tutti vagabondi, quelli che hanno già scelto una destinazione e quelli che ancora devono farlo.
A parte questa mia personalissima riflessione pseudo-esistenziale, il libro è costituito di circa 150 pagine di piacevole lettura che sono passate in velocità anche per me che sono un lettore molto lento.
Consiglio di provarlo e, in caso piacesse, provare a proseguire con la saga di Lucky Starr leggendo gli altri libri della serie, a partire dal seguito diretto, "Lucky Starr e i pirati degli asteroidi", come io farò sicuramente.
Buona lettura.

NOW ON AIR: "Ask" The Smiths