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venerdì, dicembre 07, 2012

Andrà tutto bene

A me non piace mentire alle persone. Non solo non mi piace, voglio non farlo.
Se mi chiedi "Andrà tutto bene?" quando ti trovi in una situazione brutta o difficile, io non ce la faccio a dirti "Si", posso dirti "No" o, al massimo, "Non lo so".

Mi piacerebbe molto incontrare una persona che mi faccia venire voglia di mentire, che mi faccia desiderare di dire "Ti prometto che andrà tutto bene" anche quando sono convinto che le cose continueranno ad andare male.

NOW ON AIR: "Funeral" Band Of Horses

sabato, settembre 01, 2012

Dentro i bordi

Da bambino (già a partire dai due anni circa) ero uno di quei pochi strambi e malconsiderati individui che non potevano fare a meno di colorare dentro i bordi, a differenza di quelli normali che coloravano tutto a cacchio di cane.
Vi ricordate gli "albi da colorare"? Mia madre me ne comprava tantissimi e io passavo molto tempo a colorare con attenzione quasi morbosa ai colori e alla correttezza della "colorata".
Ricordo perfettamente che a tre anni avevo una mia personalissima gomma per cancellare i segni di pastello che uscivano dai bordi del disegno e quanto mi arrabbiavo se per caso il troppo cancellare finiva per bucare il foglio. Quando invece coloravo con i pennarelli era tutto molto più calmo: al primo errore, giravo pagina e passavo al successivo disegno senza più tornare indietro.
Che infanzia terribile la mia, sotto certi aspetti; la cosa più strana probabilmente è che oggi, a trent'anni suonati, io mi senta quasi orgoglioso di esser stato quel bambino "particolare". Lungi da me pensare di dovermene vergognare, ma ricordare queste cose di me da bambino mi fanno stare meglio con il me stesso di oggi e ancora non ne ho capitoa pieno il motivo.


NOW ON AIR: "Behind blue eyes" The Who

lunedì, agosto 27, 2012

Se non odi...

Se non odi, se non sei neanche capace di odiare, il tuo amore non ha alcun valore.

NOW ON AIR: "All along the watchtower" Jimi Hendrix

venerdì, agosto 17, 2012

Il tuo sguardo su di me

Ti guardo e non riesco a vedere nient'altro che i tuoi occhi; splendidi, penetranti occhi verdi.
Desidero che il tuo sguardo incroci il mio, lo desidero come non ho mai desiderato niente in vita mia.
Ho paura che tu finalmente ti accorga che ti sto guardando, ho paura che dopo un attimo il tuo sguardo possa fuggire via disenteressato, per non tornare più.
Sono terrorizzato dalla possibilità che invece il tuo sguardo incroci il mio e rimanga lì a fissarmi, curioso? divertito?
Sta di fatto che ogni volta che quell'istante, terribile e magnifico al tempo stesso, sembra avvicinarsi, il mio cuore rischia di scoppiare, mentre il cervello sembra aver perso qualsiasi capacità di guidare il corpo; tra paura e desiderio io muoio mille volte in un secondo e questo morir mi risulta più dolce e piacevole di qualsiasi altro istante della mia vita.

NOW ON AIR: "God's dice" Pearl Jam

sabato, novembre 12, 2011

Curiosità, interesse, passione

Sono curioso di tutto, ma veramente tutto, lo sono sempre stato, dalla cucina alla meccanica, dalla pittura alla fisica dei quanti. Io guardo, osservo, ascolto, leggo, rifletto, scrivo, rileggo, schematizzo... a volte cerco anche di ricordare, ma la maggior parte delle volte i concetti acquisiti svaniscono presto. Svaniscono perché manca loro qualcosa a cui attaccarsi per rimanere ancorati nella mia memoria a lungo termine.

Questa mia curiosità così vasta e, forse, dispersiva, mi impedisce di interessarmi veramente alle cose. Forse è paradossale, o forse non lo è. Non sono mai riuscito ad interessarmi davvero a qualcosa, forse è colpa del modo in cui lavora la mia curiosità, oppure c'è qualcosa di più profondo che mi impedisce di interessarmi e che mi consente, al massimo, di avere curiosità per le cose. Non ho ancora capito questo aspetto di me, ma mi piacerebbe tanto farlo. Certo è che l'assenza di interesse è alla base della mia incapacità di ricordare la maggior parte delle cose che approfondisco per curiosità.

Mancando completamente la fase dell'interesse, ovviamente mi manca anche la capacità di appassionarmi, alle cose, alle attività, alle persone. Non è certo un gran problema, si può vivere anche senza passioni: si può respirare, si può mangiare, si può bere, anche senza passioni o interessi. Ma lo si fa con molta più fatica. Anzi, si vive con la stessa fatica di tutti gli altri ma sentendola molto di più, perché non hai qualcosa che ti alleggerisce il peso di quello che "devi" fare.

La differenza tra un capriccio e una passione che dura una vita è che il capriccio dura un po' più a lungo.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

NOW ON AIR: "Faint" Linkin Park

sabato, ottobre 22, 2011

Il dono della sintesi

Mi piacerebbe avere il proverbiale dono della sintesi.
In attesa di riceverlo, mi cullerò ancora qualche tempo nell'illusione che chi riesce ad essere sintetico lo è perché ha poco da dire.

NOW ON AIR: "You oughta know" Alanis Morisette

lunedì, settembre 19, 2011

Il piccolo arrampicatore d'alberi



Ricordo distintamente che quando ero bambino salivo sugli alberi e non avevo paura; non importava quanto l'albero fosse alto o fragile o quanto la presa fosse debole, non avevo paura. Probabilmente si trattava di incoscienza. Non avevo paura e non sono mai caduto.
Poi, un giorno, non ricordo quale, non ricordo il perché, tutto cambiò: non riuscii più a salire senza avere paura di cadere. Quel giorno la mia vita divenne peggiore e non solo in relazione agli alberi, in fondo non è così importante salire su un albero almeno che tu non sia un potatore.
Mi mancano tanto quei giorni in cui mi sentivo libero e sicuro nell'arrampicarmi, vorrei essere ancora lì, su uno di quegli alberi. Vorrei essere di nuovo quel ragazzino, già così pieno di problemi ma completamente inconsapevole di quelli che sarebbero venuti.

NOW ON AIR: "Reach" Collective Soul

domenica, febbraio 06, 2011

Apocalisse

I Cavalieri dell'Apocalisse (1887) rappresentati da Victor Vasnetsov

L'Apocalisse di Giovanni (ma non solo quella) descrive l'arrivo di quattro cavalieri che annuncieranno l'arrivo del giudizio universale: Guerra, Pestilenza, Carestia e Morte.
Questi sono anche i segni che chi crede nell'Apocalisse è convinto porteranno lentamente alla distruzione del genere umano. Molti di quelli che credono nell'Apocalisse credono che l'evento sia sempre più vicino, perché i quattro Cavalieri sono tra noi, lo possiamo vedere ogni giorno.
In effetti, non hanno tutti i torti: guerre, pestilenze, carestie, morte, anche se lontano da noi sono ogni giorno tra gli uomini. Quindi è evidente, il mondo sta per finire, o almeno il mondo degli uomini.
Riflettendo un po' meglio, però, mi viene in mente una cosa: c'è mai stato nella storia dell'uomo un periodo privo di guerre, pestilenze, carestie o morte? Direi di no. Quindi se si trattasse di un segno dell'Apocalisse sarebbe un segno davvero molto strano, sicuramente poco affidabile.
Oppure c'è un'altra possibilità: l'Apocalisse non è in attesa di arrivare, l'Apocalisse è ora e adesso, sin dall'alba dell'esistenza dell'uomo, e sarà finché l'uomo non avrà definitivamente fine. L'Apocalisse non descrive la fine dell'uomo ma la sua stessa esistenza. Stiamo vivendo un processo che porterà inevitabilmente alla conclusione del genere umano, lentamente ma inesorabilmente.
La fine dell'uomo non è iniziata con l'industrializzazione come molti pensano: come ogni altra cosa esistente, animata e inanimata, la fine inizia esattamente nell'istante in cui si nasce, o si viene creati. Stiamo quindi vivendo la fine in ogni istante, stiamo vivendo l'Apocalisse, i quattro Cavalieri sono già con noi, così come lo sono sempre stati, potremmo dire che sono nati con noi e, sicuramente, moriranno con noi.
Non credo affatto che alla fine ci sarà un giudizio universale, ma pagherei con la mia anima per poter vedere dal vivo quel giorno, il giorno della fine dell'uomo, per vedere millenni di storia e di vite dissolversi nel nulla rivelando definitivamente l'inutilità di tutto ciò che è stato.

NOW ON AIR: --silenzio--

sabato, febbraio 05, 2011

Got some

Questa canzone mi mette sempre di buon umore... e non riesco ad ascoltarla senza che almeno una parte del mio corpo cominci a muoversi, che sia la testa o il piede o la mano non importa.



NOW ON AIR: "Got some" Pearl Jam

martedì, febbraio 01, 2011

Il sole in una stanza

Ieri mattina, verso le 7.00 sono uscito dalla mia stanza, solitamente molto buia, per attraversare il resto della casa.
Proprio mentre arrivavo sulla soglia del soggiorno è spuntato il sole dai palazzi oltre le finestre. Dopo un momentaneo accecamento, mi sono sorpreso ad apprezzare il sole che inondava la mia casa. Anzi, qualcosa di più di "apprezzare", forse "gustare", direi quasi "godere".
Non ricordavo più perché ero uscito dalla mia stanza. E allora mi sono seduto sul divano del soggiorno, con il sole dritto in faccia dietro alle tende, guardando fuori senza alcun fastidio, dentro me solo una grande sensazione di pace e di benessere.
Avrei voluto rimanere lì per sempre, così, seduto a guardare uno splendido e caldo sole... poi una nuvola mi ha riportato alla "realtà" e sono tornato ai miei doveri, purtroppo.

Non so perché, ma scrivere questo post mi ha fatto bagnare gli occhi di "mezze lacrime", forse sono solo in un periodo un po' stressante e questo è il mio modo di scaricare la tensione.

A distanza di qualche giorno riesco ad inserire una foto che, però, non rende affatto l'idea, né di ciò che io ho visto né di quello che io ho provato... purtroppo la fotocamera di mio fratello ha un filtro per i raggi del sole e non è riuscito l'effetto abbagliamento che cercavo. Comunque eccolo qui il sole che in queste mattine sta spuntando di fronte a casa mia.


NOW ON AIR: "Heart songs" Weezer

lunedì, dicembre 27, 2010

Confusione, oppure...

Cerco di scrivere più che posso, sulla carta, sul web, su documenti elettronici che non stamperò mai.

Alcune cose che scrivo possono sembrare in contraddizione con cose scritte in altri momenti della vita. Non solo ad anni di distanza, a volte solo nel giro di qualche settimana.
Non sempre si tratta di confusione o poca lucidità: la vita è complicata ed è difficile essere coerenti con sè stessi, capita di vedere le cose da diversi punti di vista, a volte si cresce o comunque si cambia, altre volte, in effetti, si è alquanto confusi.

NOW ON AIR: "Voodoo child (slight return)" Jimi Hendrix

sabato, dicembre 18, 2010

Conoscenza

Libri, telefilm, film sono finzione, non possono aiutarmi a conoscere meglio il mondo. Dicono.

Possono, però, aiutarmi a conoscere meglio me stesso. L'unica cosa che veramente mi interessa.

NOW ON AIR: "Be yourself" Audioslave

giovedì, novembre 25, 2010

Preparazione

Cerco di essere sempre preparato, non per tutte le situazioni, ma almeno per quelle che è possibile prevedere.

NOW ON AIR: --silenzio--

martedì, novembre 23, 2010

Ho un sogno

Ho un sogno, un unico desiderio: che il mondo finisca, per tutti o solo per me non importa, purché finisca presto.

NOW ON AIR: "Burn" Deep Purple

domenica, settembre 12, 2010

Perché?

Nono sono sicuro di essere ancora "l'uomo del futuro" del titolo. Questo "ancora" può essere interpretato sia nel senso passato che in quello futuro: non so se lo sono stato ed ora non lo sono più; sicuramente attualmente non sono come "l'uomo del futuro" che ho descritto e chissà se lo sarò mai. Per questo mi riferirò a me stesso come a MaxParsifal. Naturalmente in terza persona, da perfetto psicopatico.

MaxParsifal non vuole crescere perché è già cresciuto abbastanza e non gliene è venuto nulla di buono, solo maggiore stress e maggiore infelicità.
Maxparsifal non vuole essere un eterno adolescente, bensì un eterno bambino. Non un bambino qualsiasi, il bambino che è stato lui prima di rompersi. Prima che qualcosa gli portasse via, troppo presto, il suo essere bambino. Il bambino che è stato lui: meno felice e sereno degli altri ma più consapevole, comunque più felice e sereno di quanto potrà mai essere da adulto.

MaxParsifal vuole essere il bambino che chiede sempre "come" e, soprattutto, "perché" e che non si annoia a sentire ogni risposta, perché in ogni risposta c'è qualcosa di interessante. Come fanno le persone a vivere come se non ci fossero domande, come se tutto fosse completamente chiaro? Soltanto io vedo "perché" in ogni singolo aspetto dell'esistenza? Il fatto che trovare risposte sia difficile dovrebbe essere un buon motivo per non farsi le domande?
Le risposte non contano, o almeno non contano tanto quanto le domande: quando smettiamo di fare domande, il nostro cervello smette di vivere e quindi noi smettiamo di vivere. Si, certo, respiriamo, mangiamo, defechiamo, lavoriamo, ci picchiamo per un parcheggio, ma questo non significa vivere. Significa essere vivi, certo, per definizione medica, ma non significa che siamo individui che vivono perché, quando non ci facciamo più domande, non siamo più individui. Diventiamo dei gusci vuoti, corpi umani che si muovono e agiscono tutti alla stessa maniera, tutti uguali.
Io (cioé MaxParsifal) non ho paura di morire fisicamente, ma finché sono vivo fisicamente, morire mentalmente mi fa schifo ed orrore. Non voglio, tanto varrebbe morire del tutto. Per rimanere vivo nel cervello non conosco altro metodo che rimanere bambino, cercare (quando riesco) di guardare le cose come fosse la prima volta che le vedo e chiedermi "perché" ogni volta che posso (le occasioni non mancano di certo).
Intanto, perché ho scritto tutto ciò... al momento non lo so, se lo scoprirò e lo riterrò interessante potrei anche condividerlo qui, nel frattempo... perché?

NOW ON AIR: "Alive" Pearl Jam

mercoledì, luglio 14, 2010

Dolore

Trovo insopportabile e abominevole ogni forma di dolore fisico, insopportabile e abominevole come ogni cosa che mi ricorda con brutale forza che c'è qualcosa di esterno alla mia coscienza e alla mia consapevolezza. Qualcosa che rischia di essere più reale di quello che si trova nella mia mente e, soprattutto, sul quale non ho alcun controllo.
Il mondo delle mie idee è l'unico dove posso aspirare di non essere travolto e dilaniato. Probabilmente è vero quello che si dice, che ho una paura folle del mondo reale: ho paura di essere ferito, paura di non essere in grado, di non essere all'altezza, paura di perdere qualcosa, paura delle responsabilità. Ma se solo avessi un appiglio, un qualcosa per cui lottare, qualcosa per cui provare il desiderio di vivere nella vita reale e rischiare, afferrare, amare, odiare, soffrire...
Non ho trovato mai niente di simile e sarà difficile trovarlo rimanendo qui, da quest'altra parte del velo. Ma senza appiglio, senza un motivo, perché dovrei superare il confine?
A questo dilemma non ho ancora trovato risposta e la mia parte pessimista mi dice che più passerà il tempo più difficle sarà trovarla.

NOW ON AIR: "Hurt" Nine Inch Nails

martedì, gennaio 12, 2010

Sopravvissuto

Stavo dimenticando di pubblicare la notizia più interessante degli ultimi mesi.
A novembre sono stato colpito da influenza A/H1N1 e... sono sopravvissuto.
E' stata dura ma ce l'ho fatta: un mal di gola assurdo, tanta di quella tosse che avrei potuto regalarla, sei giorni di febbre con un picco di tre giorni in cui oscillavo tra i 38.5 e i 39.8 °C, poi un po' di convalescenza e come se niente fosse dopo un decina di giorni dai primi sintomi ero completamente guarito.
Tanto riposo poco riposante, tanta noia, tanti liquidi, tante sudate e tutto è passato.

Per aggiornamenti costanti e numeri che parlano da soli sulla "pandemia" da influenza A/H1N1 seguire il link.

NOW ON AIR: "Magic carpet ride" Steppenwolf

giovedì, ottobre 22, 2009

Inquietudine

Mi arrabbio con te che vivi una vita mentalmente misera, una vita insignificante per la maggior parte della gente ma, quel che è peggio, una vita che è insignificante ai tuoi stessi occhi, anche se ti è difficile rendertene conto.
Mi arrabbio con te, ma forse è quella rabbia che nasce dall'invidia, perchè riesci a vivere nel nulla come se fosse tutto, mentre io vivo tutto come fosse nulla. Vivo in una vacuità assoluta nella quale non c'è nulla per cui valga la pena faticare, in cui ogni passo, ogni più piccolo gesto pesa come l'intero universo sulle mie esili spalle. Mentre tu fai tutto come se ci fossero mille motivi per farlo e mai, neanche per sbaglio, ti chiedi se ce ne sia almeno uno, soltanto un motivo vero, non necessariamente buono, per agire.
Se questa è la vita... io non sono mai stato vivo. Ma tuttora non riesco a dispiacermene, al massimo sono amareggiato dal fatto che non mi importi di tutto ciò, dal fatto che non mi dispiaccia di non avere quello cui tutti aspirano: una vita.

NOW ON AIR: (nothing)

lunedì, ottobre 12, 2009

L'amicizia perduta

Gli amici ti dicono che sono fortunati a conoscerti e che l'averti conosciuto è uno degli eventi più apprezzabili o più belli della loro vita.
Poi, però, appena ti comporti in un modo leggermente diverso da quello che loro si aspettano, appena fai qualcosa di diverso da quello che per loro è "essere amico", ti abbandonano. Potresti arrabbiarti per questo ma di solito non lo fai, forse perchè non capisci fino in fondo quello che sta succedendo, forse pensi che sia solo una fase, una difficoltà dell'altro, che appena l'avrà risolta ogni contrasto tra di voi si appianerà. Ma di solito non succede, è il tuo ex-amico invece che si arrabbia e tu sei ancora più confuso. Gli ex-amici si arrabbiano perchè tu non sei stato quello che loro si aspettavano che tu fossi: perchè non hai rispettato l'immagine che loro hanno dell'essere amico, o l'immagine che in quel momento volevano del proprio amico. Cioè in quel momento non volevano te, volevano quello che gli serviva, e non eri tu. Per questo si sono arrabbiati e hanno deciso che con te non vogliono avere più a che fare, perchè nel momento in cui avevano bisogno di qualcuno diverso da te, lì c'eri soltanto tu e non eri abbastnza, o addirittura non eri niente di quel che gli serviva. Allora via, nel dimenticatoio, avevo bisogno di un altro tipo di amico, quindi addio per sempre.
Ancora qualcosa dentro mi dice che dovrei essere io quello arrabbiato, ma riesco solo ad essere dispiaciuto. Per il mio amico? Assolutamente no, io lo considero ancora tale, come se non fosse cambiato niente, se lo incontrassi oggi per la strada mi comporterei come se non fosse successo niente. Perchè penso di essere stato trattato male? Forse un pochino all'inizio, ma non è questo il problema, ormai questa sensazione è passata. Penso, invece, che mi infastidisca ancora adesso il fatto di aver scoperto di essere apprezzato come amico non per quel che ero ma per quel che rappresentavo, finchè la rappresentazione che il mio amico aveva di me gli andava bene, finchè l'immagine di me che lui aveva corrispondeva a quella che lui voleva, siamo stati amici, quando si è reso conto che io non ero quella persona sotto tutti gli aspetti che lui desiderava, o meglio, quando ha visto un immagine diversa al posto di quella che lui apprezzava, ha deciso improvvisamente che non la voleva più vedere quell'immagine, e forse nessun altra immagine che mi riguardasse, quindi mi ha cancellato.
Ma quella era ancora un'immagine, come quella precedente, e quindi, potenzialmente ingannevole, sicuramente parziale, io non sono l'immagine che gli altri hanno di me, così come gli altri non sono l'immagine che io percepisco di loro. Io sono una persona, non che questo voglia dire qualcosa di particolare, ma è per questo che cerco tutte le volte che sono sufficientemente presente a me stesso di non giudicare le persone dalle loro immagini, valuto le immagini, questo si, perchè ne sento il bisogno, ma consapevole del fatto che non mi basta un'immagine per comprendere una persona.
Mi sono riferito genericamente ad un amico, ma questo discorso non riguarda un amico in particolare, e potrebbe adattarsi bene anche a qualche amica, o ex-amica.

NOW ON AIR: "One thing" Finger Eleven

mercoledì, settembre 30, 2009

Dormire...

Sono stanco ma non voglio dormire,
il tempo speso dormendo è tempo sprecato.
Sono stanco ma è inutile dormire,
il sonno non mi ha mai ristorato.