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giovedì, gennaio 27, 2011

Ovazioni per le banalità

Ho finito da poco di seguire il discorso del Presidente della Repubbilca pronunciato al Quirinale in occasione delle celebrazioni del "giorno della memoria" (27 gennaio 2011).
Il risultato è che sono arrabbiato, davvero tanto. Non solo per il contenuto del discorso ma, forse ancor di più, per la standing ovation finale. Una standing ovation per un discorso così sterile e banale, dai contenuti insulsi e insignificanti mi fa torcere lo stomaco. Dal Presidente non mi aspettavo niente ti più, ormai ho capito le cariche istituzionali non possono avere originalità per definizione, ma quella standing ovation proprio non mi va giù. Non riesco a pensare ad altro, non riesco a vederla se non come l'ennesima scena di un teatrino ridicolo che solitamente chiamiamo vita civile, in cui seguiamo ciecamente le istruzioni dateci dalla "convezione sociale" senza capire niente, o quasi niente, di quello che ci sta intorno. C'erano molti ragazzi tra il pubblico, questo ai miei occhi non li giustifica ma sicuramente ne riduce le colpe aumentando, al contempo, quelle degli adulti che hanno la responsabilità di questi giovani.
Questo, in sintesi, il discorso del Presidente:
- olocausto è brutto;
- i giovani sono il nostro futuro;
- i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi;
- comprate questo nuovo libro sulla Shoah edito da Adelphi.

Sono forse io troppo critico? Sono forse io che pretendo troppo dagli esseri umani? O forse mi sfugge qualcosa? Non lo so, non lo so... mi viene quasi da sperare che sia io a non capire niente, a cercare qualcosa che non c'è motivo di cercare, a desiderare qualcosa che non ha motivo di esistere.
Non lo so, ma non ce la faccio a vedere e sentire queste persone che con i loro discorsi, in teoria, dovrebbero rappresentare anche me e, soprattutto, non ce la faccio a vedere queste manifestazioni di entusiasmo da parte di persone che sono li in rappresentanza di tutti gli italiani.

NOW ON AIR: Inno nazionale d'Italia

giovedì, novembre 25, 2010

Venti di guerra tra le due Coree... secondo il TG3

Dal servizio "Venti di guerra tra le due Coree" andato in onda lo scorso 23 novembre (si prega di seguire il link per provare con mano, anzi con orecchio).

I colpi arrivano improvvisi, tra le case ancora addormentate. Scene che sembravano relegate alle memorie della Seconda Guerra Mondiale, perché le esplosioni che vediamo in queste immagini impressionanti sono provocate da salve di artiglieria pesante, cannonate. [...]

Servizio di Oliviero Bergamini

Tralasciando il fatto che paragonare "colpi di artiglieria pesante" a "cannonate" è un po' riduttivo e poco efficace, più o meno come paragonare un M-16 con un moschetto, ma dove le mettiamo le tante guerre più vicine ai nostri giorni e che, secondo questo giornalista del TG3, sembrerebbero non esserci mai state? Una su tutte, se non altro perché più vicina a noi e perché lì se ne sono viste di "cannonate", la guerra di Yugoslavia.

NOW ON AIR: --silenzio--

giovedì, luglio 29, 2010

Vomitiamo tutti insieme...

Un invito per tutti gli amanti del vomito, proprio ed altrui, leggere questa pagina di commenti.

Io ho cominciato a leggere questa pagina, relativa ad una notizia di cronaca romana, e non sono riuscito a leggere tutti i commenti. Mi sono dovuto fermare per vomitare: così tante persone talmente prive di qualsiasi buon senso. Tutte le opinioni espresse mi sembrano così banali, semplicistiche, inutili, insopportabili.

La razza umana ben meriterebbe di essere completamente distrutta.

NOW ON AIR: --silenzio--

domenica, giugno 13, 2010

Libertà di espressione

La libertà di espressione è sicuramente un qualcosa di molto importante.

Peccato che per consentire di esprimersi a chi ha "qualcosa da dire", uso questa espressione nel senso più ampio possibile, si debba necessariamente lasciare spazio a persone che, invece, probabilmente hanno l'acqua al posto del cervello, e ho scritto acqua perché sono un signore, nonché a tutte quelle persone che sono in malafede.

Spesso mi capita di riflettere su quanto la gente sia stupida o solo ignorante, su quanto molte volte sarebbe meglio starsene zitti oppure sarebbe meglio non scrivere.
Inevitabilmente finisco per pensare che la maggior parte delle persone non pensano di essere stupide o di essere ignoranti e sicuramente non si rendono conto di quando dovrebbero stare zitti o dovrebbero evitare di scrivere qualsiasi cosa gli passi per la testa. Quindi cosa mi rende diverso da loro? Quante volte sarò stato stupido anch'io senza accorgermene? Quante volte avrò detto qualcosa che sarebbe stato meglio non dire? Quante volte ho scritto qualcosa di completamente superfluo se non proprio idiota?
Mi faccio spesso domande come queste e a volte mi permettono di riconoscere che mi capita di "inciampare", ma non mi va di tornare a quando stavo sempre zitto e non mi sbilanciavo mai nemmeno per iscritto per paura di sbagliare. Uso questi momenti di autocritica per spingermi ad esprimere pensieri su cui credo di aver riflettuto abbastanza, oppure di premettere al mio interlocutore il mio non aver mai riflettuto a fondo sulla questione proponendo di rifletterci insieme discutendo, alla Socrate, se vogliamo.

Detto ciò, naturalmente questo blog è inutile, potrei smettere di scrivere e in pochi se ne accorgerebbero, nessuno ne sentirebbe la mancanza e molte meno inutilità sarebbero pubblicate sul Web. Io comunque continuerò a scrivere, ogni volta che avrò qualcosa che mi va di pubblicare, non tanto per gli altri quanto per me. Ultimamente mi capita di scrivere molto più in inglese che in italiano, mi capita di scrivere usando linguaggi di programmazione più che linguaggi naturali, mi capita di parlare molto più di quanto scrivo: con questo blog cerco di mantenere una certa capacità di espressione chiara ed efficacie nella mia lingua madre. Spero di riuscirci anche se a volte i contenuti sono un po' carenti di contenuti.

Comunque quando penso che quello che scrivo possa essere inutile o superfluo o addirittura stupido, mi faccio un giro su qualche forum o anche solo su qualche quotidiano online e mi risollevo l'autostima abbassandomi contemporaneamente il morale (per la miseria intellettuale del mondo in cui viviamo) leggendo commenti come questi (cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere):



Non sono un campione di emoticon e nemmeno voglio esserlo, quindi assumo un mio personalissimo formalismo per esprimere il mio stato d'animo: 'SBIGOTTITO'.

NOW ON AIR: "Closing time" Semisonic

giovedì, giugno 10, 2010

Con un cinque non si boccia nessuno

Da Messaggero.it del 10 giugno 2010;

«Con un cinque non si boccia nessuno». Dallo studio di ”Porta a Porta” ieri il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha restituito il sorriso a tanti ragazzi che ormai davano per spacciato l’accesso alla maturità. [...]
«Rispetto alla prassi di questi anni, di ammissione totalitaria - ha spiegato Gelmini - questa è una delle norme pensate per restituire rigore e maggiore serietà alla scuola e all’esame. Comunque - ha aggiunto il ministro, smussando un po' toni severi delle nuove regole - non mi sfugge che laddove c’è l’insufficienza in una materia, il consiglio di classe debba valutare collegialmente se ammettere o no lo studente». Insomma «con un cinque non si boccia nessuno».


In pratica, nonostante tutto, la scuola si rivela essere la stessa farsa di sempre, d'altra parte con questa classe politica cosa vogliamo aspettarci?
D'altra parte la scuola dovrebbe insegnare ai ragazzi come funziona la vita e forse questo è il modo migliore per farlo, almeno in Italia: i più furbi vengono premiati, gli "intrallazzatori" vengono incoraggiati, i mediocri vengono esaltati e le regole vengono aggirate... come nella vita degli adulti del nostro paese.
E poi non dovesse mai essere che roviniamo l'estate di tanti ragazzi e tante faliglie italiane proprio durante il mondiale di calcio.

NOW ON AIR: "Livin' on the edge" Aerosmith

sabato, marzo 13, 2010

Un gioiello di giornalismo televisivo

Dal TG1 Economia dell'11 marzo 2010, disponibile sul sito della Rai (link, cercare l'edizione dell'11/3 a sinistra della pagina), propongo un'immagine che sottolinea uno dei tanti strafalcioni con cui i giornalisti ogni giorno massacrano le menti dei più attenti di noi.



Secondo il TG1 Economia, Guido Alpa sarebbe il Presidente del Consiglio Nazionale Forenze.
Ragioniamo un po', perché abbiamo due possibilità:
1) Ignoranza, chi ha scritto la cosiddetta sovraimpressione potrebbe non sapere che si scrive "forense" e non "forenze"
2) Errore di battitura, sulle tastiere italiane la 'z' si trova proprio sotto la 's', quindi potrebbe trattarsi di un dito scivolato verso il basso.
In ogni caso io mi aspetterei, soprattutto, dalla tv nazionale maggiore attenzione a ciò che viene prodotto. Possibile che nessuno controlli l'accuratezza di ciò che viene mandato in onda? Certamente è possibile, poiché è successo e succede spesso, ma lo trovo comunque fastidioso.

Si parla spesso di informazione deviata, di notizie non date, di notizie nascoste: io preferisco che le notizie rimangano nascoste se devono essere sbagliate, parziali, mal presentate o descritte in un italiano discutibile.

NOW ON AIR: "Ti giri" Caparezza

domenica, settembre 06, 2009

L'uomo del futuro e la guerra

Conosco alcune persone che ritengono deprecabile l'essere umano, tra i tanti motivi che ci sono, anche per la sua tendenza naturale a fare guerra ai suoi simili. Spesso in momenti di poca lucidità anch'io l'ho pensata così.
Riflettendo meglio possiamo facilmente notare che l'uomo non è l'unico animale a ricorrere alla violenza per ottenere un vantaggio personale: non tutte, ma moltissime specie animali lottano per ottenere cibo, territorio e "riproduzione". Ma le nostre guerre sono tutt'altro.
Io, però, non ho mai conosciuto direttamente una persona che volesse fare guerra ad uno stato straniero. Panettieri, salumieri, edicolanti, netturbini, idraulici, bancari, studenti, magari provano il desiderio di picchiare qualcuno, di rivalersi per un torto subito, ma questo è molto diverso dal fare guerra ad uno stato straniero, ed è anche più comprensibile, sensato, ai miei occhi.
Ciò che trovo completamente insensato è che, invece, riusciamo a mandare al governo (non necessariamente noi italiani, ma noi esseri umani) sempre persone che dichiarano, provocano o sostengono guerre. Sarà colpa nostra o è assolutamente inevitabile che una volta al governo un uomo debba diventare servo della guerra o servo di uno stato guerriero?
Io penso che i soldati americani non ce l'avessero mai avuta con i talebani finchè non è arrivato qualcuno che gli ha detto "I talebani sono cattivi e anti-democratici, è nostro dovere di cittadini degli Stati Uniti d'America, la più grande democrazia del mondo, donare la democrazia a quei poveri bambini afgani". Quindi il vecchio gioco del "Armiamoci e partite". Hitler, Stalin, Roosvelt, Churchill, Bush padre, Bush figlio (solo per citarne alcuni) hanno mai partecipato ad una azione militare, si sono mai avvicinati più di qualche migliaio di chilometri ad un fronte di guerra, quanti di questi sono morti dissanguati per un colpo di fucile sparato da un nemico sul campo di battaglia? Quanti sono morti in preda ad atroci sofferenze, dilaniati dall'esplosione di un mina o da un colpo di mortaio? E cosa dire di quei tanti governi europei (di "destra" o di "sinistra" non importa) che adesso sostengono senza batter ciglio qualsiasi iniziativa di guerra degli Stati Uniti? Mio malgrado sono italiano e mi da alquanto fastidio che una mattina meno di mille fantocci si alzino e dicano "Soldati italiani armatevi e partite per sostenere le truppe americane".
Gli uomini hanno tanti difetti, sono spesso violenti ed aggressivi, ma non fanno guerra, perchè un essere umano non può materialmente organizzare una guerra... i governi però si. La cosa che non sopporto è che quando l'Italia partecipa ad una guerra indirettamente è come se vi partecipassi anch'io.
Mi sento molto amareggiato.

NOW ON AIR: "Fade away" Seether

mercoledì, luglio 15, 2009

Il papa e i quattro gatti

Servizio del TG3 da non perdere.



Questo giornalista invece di essere promosso è stato rimosso dal proprio incarico.
Io gli farei una statua.
Bravo Roberto Balducci.

venerdì, aprile 10, 2009

Vergogna giornalistica

Ritengo vergognoso il modo in cui la redazione del TG1 si sia "vantata" degli straordinari successi di ascolto, ritengo comunque sbagliato che un TG tenga in così grande considerazione gli ascolti, ma è addirittura disprezzabile proclamare il proprio successo in momenti come questi.
Mi dispiace veramente tanto che i soldi che gli italiani sono costretti, e sottolineo costretti, a pagare ogni anno tramite il "Canone abbonamento RAI" contribuiscano anche a pagare lo stipendio di chi ha ideato o anche solo permesso questo atto maleducato e irrispettoso.

Questo è il testo di una e-mail che ho appena inviato alla RAI. Non credo che ci sia altro da aggiungere se non un link.

Chi fosse interessato ad inviare una e-mail (decidete voi se di protesta o di elogio) alla RAI può seguire questo altro link.

Update: forse era opportuno dare un riferimento al fatto che ha dato origine al vergognoso comportamento della redazione del TG1, cioè il terremoto (rivelatosi poi il primo di una lunga serie) che ha portato morte e distruzione nella città de L'Aquila all'inizio della settimana scorsa. Adesso che i fatti sono attuali sembra banale scriverlo, ma tra qualche mese, purtroppo, potrebbe non esserlo più.

martedì, marzo 31, 2009

Alla faccia della Crisi: più porno per tutti

È proprio il caso di dire "Alla faccia della crisi".

(Il seguente post contiene cifre "non confermate ufficialmente", faccio riferimento a diversi interventi pubblicati in rete e, in particolare, a questo articolo di Repubblica)

Non ho ancora trovato conferma di questi dati da nessuna parte, ma sembrerebbe che ogni giorno vengano comprati, in media, circa 200.000 (duecentomila) film porno sulla tv digitale satellitare in pay-per-view. Sembrerebbe anche (non ho fonti dirette da consultare) che ognuno di tali acquisti comporti una spesa di 10 euro.
Sorvoliamo sullo squallore della questione e anche sulla questione morale: della questione morale non me ne importa proprio niente, mentre sul cosa uno debba farci con i film porno sono solo affari suoi, anche se non vedo nessun buon motivo per vedere un film porno.
Mi vorrei concentrare sull'aspetto puramente economico, ovvero su quei 2 MLN (10x200.000) di euro che ogni giorno vanno "in fumo". Mi rifiuto categoricamente di pensare che questi numeri spaventino soltanto me e voglio ribadire che non c'è alcuna componente morale nel mio disappunto: non importa che siano film porno, anche se fossero cartoni animati per bambini inorridirei comunque, sarebbero comunque 2 milioni di euro letteralmente buttati. Sono buttatti perchè in cambio non ne otteniamo niente di utile, niente di importante, sono soldi spesi per comprare qualcosa che non ci è affatto necessario, anzi qualcosa che potrei definire completamente superfluo, che si tratti di porno, cartoni animati o telefilm non importa.
Il disappunto va oltre quello che provo nei confronti dei soldi spesi per alcol, droghe e tabacco perchè almeno nell'utilizzo di questi prodotti c'è una componente fortemente fisica e, perdipiù, sociale che naturalmente comporta una sorta di necessità psico-fisiologica.

C'è in giro chi dice che il modo migliore per combattere la Crisi è quello di continuare a spendere come abbiamo fatto sempre, affermazione che sicuramente, dal punto di vista economico, ha il suo senso. Ma da un punto di vista un po' meno materialista penso che dovremmo approfittare della Crisi per riflettere e pensare, riflettere, imparare, non a spendere necessariamente meno, ma almeno a spendere in modo più intelligente, più utile, più ragionato e, perchè no, anche più razionale. Cerchiamo di essere meno animali, meno massa, meno inconsapevoli nello spendere i nostri soldi, troppi spesso dicono che i soldi non crescono sugli alberi, ma poi si comportano come se ognuno di noi ne avesse una riserva infinita nel materasso... ormai nel materasso scarseggia anche la lana, ma consoliamoci con le nostre auto, i nostri abiti di marca e soprattutto con l'alcol che ci scorre nelle vene.

NOW ON AIR: "Crawling in the dark" Hoobastank

venerdì, marzo 13, 2009

Frustrazione creativa

Vorrei scrivere più spesso su questo blog ma proprio non ci riesco.
Non che mi manchino gli spunti, ma a volte ho paura di scrivere qualcosa di troppo banale, altre ho la certezza che potrei scrivere qualcosa di cui pentirmi: sono molti i fatti che mi fanno riflettere ma quando sono freschi rischio di scrivere con troppa rabbia, troppo risentimento, troppo politicamente scorretto. Non che mi dispiaccia essere politicamente scorretto, anzi è una delle mie qualità che apprezzo maggiormente, ma scrivendo di getto c'è pericolo anche di esprimersi in modo sbagliato, di veicolare un messaggio che non corrisponde al mio reale pensiero e, a volte, anche di andare contro la legge o di rischiare qualche problema di natura legale.
So che il mio blog non raggiunge una larga fetta della popolazione italiana, ma la vita è così: puoi scrivere tante cose belle ed intelligenti per anni senza che ti legga nessuno o solo pochi buoni affezionati, ma appena scrivi distrattamente una stupidaggine, non appena fai un passo falso, com'è come non è, c'è un'alta probabilità che ti becchino subito. La celeberrima Legge di Murphy.
Comunque anche se non ci fosse il rischio di essere scoperti preferirei non scrivere stupidaggini o pensieri di cui potrei pentirmi in seguito, quindi cerco di ponderare, ma ponderando ponderando, finisce che l'onda emotiva che inizialmente mi spingeva a scrivere riguardo ad un certo argomento si esaurisce e non posseggo più lo stimolo necessario a scrivere qualcosa di vagamente interessante o semplicemente a mettermi davanti alla tastiera, soprattutto quello che mi viene da scrivere in modo più ponderato mi sembra incredibilmente meno vero, mi sembra più costruito, creato appositamente per essere "distribuito" e meno rappresentativo della mia persona... quindi del tutto inutile.
Ecco perchè da qualche post a questa parte finisco per scrivere solo di ciò che leggo, mentre i temi su cui vorrei "sfogarmi" sono molteplici e vari, suggeriti dalla cronaca, dalla politica e dalla vita.
Spero di riacquistare presto quel tanto di forza mentale che mi permetta di scrivere ciò che penso nel modo migliore e più chiaro possibile, magari offendendo pure qualcuno ma nel rispetto di ogni punto di vista ragionevole.

NOW ON AIR: "Danziamo" Io, Carlo

lunedì, gennaio 12, 2009

Premiare lo studio con il denaro?

Un'altro tema che mi è tornato "sotto mano" in questi giorni è la proposta da parte di diversi tra politici, presidi, insegnanti, genitori, di premiare gli studenti particolarmente brillanti con somme in denaro. Per loro stessa ammissione questa soluzione funzionerebbe anche da stimolo a quelli che di stimoli nella scuola ne trovano pochi.

Il bisogno di pagare gli studenti per spingerli a studiare di più è simbolo del fallimento del sistema scolastico italiano: sintomo dell'incapacità dei nostri insegnanti, ma anche dei genitori e della società intera, di comunicare ai ragazzi l'importanza dello studio e della scuola.
Quello che la società comunica è che non importa quanto impegno ci metti e quali risultati ottieni, in un modo o nell'atro ce la fanno tutti, quindi perchè darsi pena?
Che schifo. Cacciamo un po' di insegnanti incapaci dalle scuole, facciamo studiare solo quelli che ne hanno voglia e premiamo gli studenti meritevoli mettendogli a disposizioni insegnanti all'altezza del loro compito e strutture, infrastrutture e mezzi di supporto alla didattica che permettano agli studenti volenterosi di costruirsi il futuro che vogliono.

NOW ON AIR: "From the inside" Linkin Park

Vogliamo veramente il grembiule?

Lo so che l'argomento non è propriamente attuale ma sono rimasto un po' indietro con i pensieri da esprimere. Riporto alcune riflessioni partorite dal mio cervello durante l'estate quando "grembiule" e "riforma della scuola" erano temi d'attualità.

Vogliono reintrodurre la divisa a scuola, o almeno il vecchio e caro grembiule delle scuole elementari. Io sinceramente ho sempre odiato quel maledetto oggetto del demonio, sia da bambino quando ero costretto ad indossarlo, sia da più grande quando ho potuto cominciare a guardarlo con spirito un po' più oggettivo.
Ancora non ho trovato un sostenitore del grembiule che sia riuscito a darmi una giustificazione che risulti per me sufficientemente sensata da giustificare la divisa scolastica.
Dicono che il grembiule serva a far capire ai bambini che siamo tutti uguali: il problema è che non è vero che siamo tutti uguali e prima i bambini lo capiscono prima potranno farsene una ragione o imparare che forse è molto bello che non lo siamo. Nascondere dietro un grembiule i vestiti firmati non serve a nulla, perchè i bambini parlano, perchè in fondo i bambini non sono stupidi come piace pensare a grandi. Con i grembiuli vogliamo insegnare ai bambini che nonostante ciò che indossiamo siamo tutti uguali, e allora perchè gli adulti non indossano grembiuli? E un domani cosa faremo? Faremo indossare delle maschere tutte uguali ai nostri figli dicendogli "non importa cosa c'è dietro la maschera siamo tutti uguali"? Che orrore.
Se poi parliamo di adolescenti, la divisa scolastica serve ancora meno, da questo punto di vista. E' incredibilmente stupido cercare di far credere ai ragazzi che sono tutti uguali: spieghiamogli da subito che non lo sono, facciamogli capire perchè questo è normale e che, come ogni cosa della vita, a volte è una cosa piacevole e altre volte lo è meno. Dimostriamogli che la differenza e la diversità può essere un valore e non una mancanza.
Ho persino sentito dire "non chiamiamola divisa, ma uniforme, affinchè unisca invece di dividere". Cosa? Invece di insegnare ai ragazzi a non uniformarsi, a pensare fuori dagli schemi, dovremmo insegnargli a seguire il gregge, ovvero ad uniformarsi? Ma si, tutti vestiti allo stesso modo e le pecore nere fuori dalle scatole.
A quelli che, invece, dicono ci sia bisogno di riportare un po' di buona creanza nel vestire dei ragazzi, dico che forse sarebbe meglio insegnare e rendere consapevoli questi ragazzi di cosa comunicano vestendosi in un certo modo: spiegarsi che anche il vestirsi è un linguaggio di comunicazione, a volte molto più efficacie di tante parole. Consapevolezza. Che i ragazzi siano consapevoli, perchè possano avere i mezzi per decidere da sè cosa fare e come vestirsi.
Poi a cosa serve il grembiule se ognuno può comprare quello che vuole: Armani, Gormiti, Pokemon, Wynx e siamo daccapo. Per non aprire il capitolo maschietti contro femminucce: non è discriminatorio e divisorio che i maschi abbiano solitamente un grembiule blu/azzurro e le femmine un grembiule rosa? Se dobbiamo essere tutti uguali dobbiamo esserlo da tutti i punti di vista, se no ha ancora meno senso di quel poco che già ha.
Il fatto è uno solo: siamo tutti diversi indipendentemente da come ci vestiamo, dovremmo imparare ad apprezzare i lati positivi di questa diversità, perchè un coglione è sempre un coglione con la divisa scolastica o senza, la quale, così come qualsiasi altra divisa, targhetta, effigie, uniforme o quant'altro, non fa che creare l'illusione di unione o divisione.

NOW ON AIR: "More than a feeling" Boston

sabato, luglio 12, 2008

Pochi soldi, tanti saldi

Devo dire quello che penso, mi dispiace, ma quando ci vuole ci vuole: ci sono veramente troppi coglioni in giro per le strade italiane, liberi di circolare e diffondere idiozia con le loro maledete teste di cavolo.
Non parlo di idioti al volante (anche se pure quelli sono molti) ma di quei deficienti che assaltano i negozi in occasione dei saldi. Attenzione, non ce l'ho con tutti quelli che usufruiscono dei saldi, perchè non c'è assolutamente niente di male.
La settimana scorsa a Roma, così come in tante altre città d'Italia, sono scattati i saldi e, oltre alle immagini aberranti viste in televisione, ho potuto vedere con i miei occhi file lunghissime fuori da negozi di grandi marche: due o tre ore di fila per comprare capi in saldo di Prada, Gucci, o Chissacchì. Come si fa? Come diavolo si fa? Perdere tutto questo tempo per pagare una firma, perchè è solo quello che si sta pagando, 300 euro invece che 500? Per questo è assurdo, molto più assurdo di chi compra capi firmati a prezzo pieno, spesso questi hanno i soldi in abbondanza per fare spese così idiote, ma ci sono tante persone, alcune delle quali conosco anche direttamente, purtroppo, che fanno pazzie tipo tre ore di fila per potersi comprare cose che non possono permettersi, per comprarsi un capo firmato.
Nel 2008 come possono esserci persone così idiote, certa gente non usa il cervello? Che domanda, la risposta la so, ma non riesco a rassegnarmi... provo rabbia ogni volta che vedo atteggiamenti come questi, la sostanza sottomessa in tutto e per tutto alla forma, tutta apparenza niente contenuto. Io maledico le deboli menti di questi incommensurabili idioti, questi miserabili, miserabili privi di qualsiasi ricchezza interna a discapito di una più o meno elemenosinata ricchezza esterna. Se perdi due ore della tua vita per poter comprare un completo firmato non posso che considerarti un miserabile.
Non abbiamo i soldi? Non lo metto in dubbio, anche se qualche dubbio ce l'ho. Non sarebbe più logico evitare di acquistare prodotti firmati anche se in saldo? Visto il prezzo ugualmente elevato rispetto a cose come il pane, la pasta, il latte, non sarebbe più sensato rinunciare a prodotti che non dovrebbero avere alcune reale, e sottolineo reale, valore nella vita di un qualunque essere umano? Tempo fa leggevo sul giornale di persone che pur di non rinunciare ad essere "presentabili" sul posto di lavoro, o nella vita sociale, spendono la maggior parte del denaro a loro disposizione per trucchi, prodotti per l'igiene personale, abiti e scarpe firmate, a volte per l'auto: per il resto, come cibo ed abitazione, fanno quello che possono, ricorrendo spesso all'aiuto dei parenti o a quello della Caritas. Come si può arrivare ad un tale punto di inciviltà e di barbarie.
La società dell'apparire sento spesso dire, lo sento da dieci anni, tutti quanti sono disgustati da questo "apparire prima che essere", ma sono sempre tutti là a fare la fila per le vie del centro, uccelli rapaci pronti ad accaparrarsi il capo visto sulla rivista, spendendo cifre da capogiro che non rappresentano neanche lontanamente il valore materiale dell'oggetto acquistato: compriamo aria, compriamo nomi, compriamo idee perchè evidentemente non ne abbiamo a sufficienza nei nostri cervelli bacati, compriamo pensieri perchè generarne di nostri è faticoso e pericoloso, rischiamo di pensare qualcosa che gli altri non condividono, aiuto!!!

Ritornando al pratico più spicciolo, io indosso indistintamente prodotti di marca e non, guardando sempre alla qualità e al prezzo senza fare caso a nient'altro e per questo sono stato considerato uno sciocco, uno sconsiderato, un coraggioso, un mentecatto, un poveraccio... io penso e spero solo di essere una persona razionale che usa il cervello ogni volta che può, perchè è il cervello che mi rende, o che può rendermi nel caso ancora non lo fossi, un uomo.
Per me cose come 3 magliette 5 euro non sono un problema ma un'opportunità, poi ci sono i vestiti usati specialmente quelli regalati da amici o conoscenti: sono uno scroccone? può darsi ma "scroccone" è solo una parola, a cui non associo alcuna importanza. Se mi regalano qualcosa, la prendo e se mi è utile la uso: nessuno si dispiacerebbe di utilizzare un'automobile regalata o di spendere dei soldi che gli sono stati regalati, perchè dovrebbe essere diverso per i vestiti. I saldi sono una buona cosa, ma solo quando vado a comprare al centro commerciale, spendendo 16 euro per dei pantaloni invece di 30, prezzo con cui li avevo visti 4 mesi prima; oppure quando mi permettono di comprare tre magliette della Reebok a 12 euro.
Se i soldi mancano, comportiamoci come se mancassero, non andiamo a spendere soldi che non abbiamo o che potremmo spendere molto meglio: con 300 euro spese da Prada, io ci mangio molto bene per un mese e mi avanza anche qualcosina se voglio.
Io sono un integralista per certe cose e voglio riconoscere che per certe cose a volte posso anche esagerare, ma esistono delle vie di mezzo in cui magari è possibile trovare un corretto equilibrio che possa farci vivere bene senza dover essere necessariamente degli idioti senza cervello.

NOW ON AIR: "Sick & Tired" Default

domenica, luglio 06, 2008

A spasso per le reti sociali

Ho voluto farmi del male, lo ammetto. Mi sono fatto un giro per alcuni di questi siti di social networking, sapete quei siti in cui si trovano tanti ragazzi che vogliono "conoscere tanta gente interessante" e per farlo pubblicano un profilo povero di informazioni ed eccessivamente standardizzato che non descrive praticamente niente di una persona vera.
Ho trovato un ammasso infinito di fighetti, tipi e tipe da discoteca con gli occhiali firmati in bella vista sulla foto che li rappresenta, una massa di alcolzzati che "quando bevono animano la serata" e a cui "piace divertirsi", senza parlare del "mi piace: musica, cinema, viaggi".
Ho avuto un'immagine disgustosa del genere umano, so che non tutte le persone sono così, ma mi disgusta comunque. Un popolo fatto di Pucci78, PrincipessaSorriso, Micina82, Bimba80, BambiBubbi... ho il morale abbattuto... poi che cacchio significa "mi piace divertirmi"? Che strano, perchè nessuno scrive che gli piace annoiarsi? Forse perchè a nessuno piace annoiarsi? O perchè è impossibile farsi piacere la noia? Oppure perchè nessuno vuole incontrarsi, o comunque "socializzare" con uno a cui piace annoiarsi? Beh, io dico che mi piacerebbe incontrare e conoscere qualcuno a cui piace annoiarsi, sono curioso ed un'affermazione come questa mi colpirebbe molto. Il resto è... amarezza, tanta amarezza.

NOW ON AIR: "Bleed American" Jimmy Eat World

sabato, maggio 17, 2008

Diventare adulto

Se diventare adulto significa dover diventare ipocrita e falso, rinunciare ad essere libero ed individuo, rinunciare ad essere me stesso... allora preferisco rimanere bambino per sempre.
Possibile che diventare adulto debba necessariamente significare rinunciare? Rinunciare ai sogni e alle speranze, anche per quei fortunati che ne hanno.
Secondo me questo non significa diventare adulto, questo significa rassegnarsi a fare quello che qualcuno ci dice che dobbiamo fare e smettere di pensare con la propria testa, se mai la si è usata, la testa.
La mia mente è l'unica cosa nell'intero Universo che è veramente mia e solamente mia, spero di non ingannarmi dicendo questo, e non voglio rinunciarvi. Nella vita le cose passano, le persone, gli amici, i posti, anch'essi passano e se ne vanno... in ogni posto ed in ogni tempo solo io rimango, sono l'unica invariante della mia vita e questo vorrà anche dire qualcosa. Gli eventi, le persone, le cose, contribuiscono a cambiare la mia mente, nel bene o nel male, e quindi è naturale che risultino essere importanti nel bilancio di una vita, ma senza la mia mente non esisterebbero, per me, perciò non posso fare a meno di essere convinto che la mia mente sia più importante di qualsiasi evento, persona o cosa della vita. E non vedo come un qualsiasi essere possa non pensare esattamente la stessa cosa di se stesso e della propria mente.

NOW ON AIR: "Learn to fly" Foo Fighters

sabato, febbraio 23, 2008

Programmi elettorali

Stasera ho seguito, o meglio ho cercato di seguire i discorsi dei due principali candidati alle prossime elezioni: Veltroni su RaiUno (Tv7) e Berlusconi su Canale5 (Matrix).
Devo dire che sono stato illuminato, ho finalmente capito. Hanno ragione entrambi, ora devo solo trovare il modo di votarli tutti e due alle prossime elezioni.
E' geniale il modo in cui in Italia vengono condotte le campagne elettorali (spero che in paesi più civili non accadano le stesse cose): basta che pensi alle prime cose belle che ti vengono in mente e le proponi come idee innovative indipendentemente da quello che vorrai fare realmente, poi pensi un po' di cose brutte e le additi come cose da eliminare.
Faccio una prova anch'io, vediamo cosa viene fuori, di getto voglio dare vita ad un programma elettorale innovativo e convincente:
1) abbassamento delle tasse per i lavoratori;
2) abbassamento delle tasse per i datori di lavoro;
3) lotta alla evasione fiscale;
4) stipendi più alti;
5) minore spesa pubblica;
6) pensioni più alte per tutti i pensionati;
7) affitti meno cari;
8) più innovazione;
9) più crescita;
10) più sicurezza per tutti;
11) meno immondizia;
12) provvedimenti per calmierare i prezzi dei prodotti alimentari.

Ah già, siamo in Italia, quindi aggiungerei anche tre che non fanno certo male:

13) più calcio per tutti, calcio più sicuro, portiamo le famiglie allo stadio;
14) più vagina per tutti, non ce n'è mai abbastanza;
15) liberalizzazione delle droghe leggere.

Direi che più o meno è tutto, più o meno ho ripercorso tutto il libro del populismo, con qualche pagina di quello della pedagogia e tante righe tratte dal vocabolario delle prese per il sedere.

Indipendentemente dall'ambito politico io sono convinto che non ci si possa fidare delle parole, ma anche se ci fosse da fidarsi, le cose che dicono sono talemente stupide, scontate e banali che non potrei scegliere uno qualsiasi degli schieramenti che si prospettano per le prossime elezioni.
Quanto ai fatti abbiamo davanti agli occhi ancora i cinque anni di Berlusconi e noi romani abbiamo potuto vedere da vicino le conseguenze di tanti atti del super-sindaco Veltroni.
Come posso scegliere tra programmi elettorali che non hanno niente di propositivo ma tante belle parole che abbiamo sentito tante di quelle volte che ormai hanno perso qualsiasi significato?
Come posso scegliere tra persone che ci hanno mostrato spesso di saper soltanto fare i propri affari o quelli dei propri amici?
Come posso scegliere tra persone cui non affiderei neanche le cose della mia vita che tengo in minor conto?

Probabilmente c'è un'unica soluzione: candidarmi io stesso. Se ognuno di noi si candidasse per le elezioni, potremmo fare una salubre scelta di coscienza e votare ognuno per se stesso, almeno, in alcuni casi, le persone potrebbero votare per qualcuno di cui si fidano veramente.
Allora perchè non ti candidi? Semplice, sarei un pessimo governante (io lo ammetto), perchè delle persone non mi importa molto, sono un egocentrico, egoista, egomorfo inguaribile, quindi non credo sarei una buona guida per il paese, anche se probabilmente sarei milgiore di tanti tra quelli che nella prossima primavera verranno eletti nel nostro parlamento.
Viva l'Italia.
Viva gli Italiani.

Alla fine l'importante è che vinciamo gli europei di calcio e che i calciatori cantino l'inno.

NOW ON AIR: "From the inside" Linkin Park

Kill Tarantino - Volume 1, 2 e 3


Finalmente ho visto "Kill Bill" (11/01/08, nda). Bene, cosa dire? Anche se so che mi attirerò notevoli critiche, lo devo dire: uno dei film più brutti che io abbia mai visto.
L'ho trovato incredibilmente noioso, ho rischiato di addormentarmi guardandolo. Troppo sangue, soprattutto perchè inutile: c'è più sangue in "Kill Bill" che in un film di vampiri, ma in un film di vampiri tanto sangue avrebbe senso.
Arti marziali evidentemente scadenti e movimenti stile "Matrix" ingiustificati visto che non siamo in "Matrix".
Non capisco perchè uno che esce da un coma di quattro anni debba darsi da fare per "uscire dall'entropia". Non capisco perchè una che esce da un coma di quattro anni si ritrova con i muscoli perfettamente funzionanti dalla vita in su e completamente atrofizzati dalla vita in giù.
Una donna evidentemente priva di qualsiasi muscolatura come Uma Thurman come fa a compiere salti e capriole come quelli che si vedono nel film?
Se questo è un capolavoro, come l'ho sentito definire, allora sono convinto dobbiamo porre al livello di capolavoro anche tutti i film di Bruce Lee e tutti quelli con Tomas Millian, in particolare "Delitto al ristorante cinese".
La storia poteva anche essere carina, forse anche bella, se raccontata da un altro regista, un regista bravo, un regista a cui interessa raccontare una storia, non un pazzo visionario come Quentin Tarantino. Nella storia del cinema e dell'arte ci sono tanti visionari, ma Quentin è pazzo, uno sciroccato.
Per concludere vorrei ribadire che, nonostante la bellezza sia una fatto soggettivo, nessuno sano di mente può dire che Uma Thurman è una bella donna.

Ho visto anche "Kill Bill vol.2" (15/01/08, nda). Bene, leggermente meglio del primo, ma comunque un film scadente. Talmente lento da fare invidia ad un film giapponese.
Tra le cose insopportabili la presenza di troppo "finto Zen".
Unica nota vagamente positiva, il monologo sui supereroi e Superman: niente di eccezionale ma rispetto al resto del film risalta come una piumasporca sul sedere di un pavone spelacchiato.

Dopo aver visto "Le iene", "Pulp fiction", "Kill Bill", "Hostel", credo che non vedrò più un film che abbia qualcosa a che fare con il caro Quentin.

NOW ON AIR: "On fire" Sebadoh

giovedì, febbraio 07, 2008

Attenzione all'elezione selvaggia

Chiedo scusa in anticipo per questo post nel quale potrei non riuscire a trattenere la mia proverbiale intolleranza verso le persone idiote.
Voglio porre l'attenzione su una piaga che si sta diffondendo sempre più nella società: quella sempre più grande massa di gente che dice "non andiamo a votare così poi vediamo che fanno!".
Sono sempre rimasto sbalordito da affermazioni come queste, non avendo a mio avviso alcun senso logico. Questa volta mi sono deciso a farmi avanti e chiedere spiegazioni perchè, è raro, ma a volte sono io che non capisco delle cose che in realtà sono molto più semplici.
In effetti la cosa è molto più semplice di quello che pensavo: la gente è più stupida di quello che credevo ma soprattutto molto più ignorante. Chiedendo spiegazioni mi è stato detto, tra le tante cose: "eh eh, se convinci tante persone a non andare, non si raggiunge il quorum e le elezioni vanno a monte!".
Avrei voluto mettergli le mani al collo!!!
Gente come questa, e ne trovo sempre più spesso in giro, non dovrebbe avere il diritto di voto.
Che cacchio c'entra il quorum? Non c'è quorum alle elezioni politiche, anzi per essere precisi non c'è in nessuna elezione, il quorum c'è solo ai referendum.
Qualche altro, leggermente più informato, ma solo apparentemente, dice: "voglio vedere come fanno a raggiungere la maggioranza se la maggior parte degli italiani non va a votare.".
Come fanno? Non vedo dove sia il problema, visto che la maggioranza dei voti si calcola, come si evince dalla stessa frase, sul totale dei voti, non sul totale degli italiani. E' sin troppo semplice, se votano solo tre persone, per vincere le elezioni basta avere due voti.
Io capisco che per alcune menti tutto questo potrebbe essere eccessivamente complesso, capisco anche che per alcuni possa risultare noioso informarsi, ma non posso non provare fastidio, grande fastidio quando tali individui si lamentano perchè le cose vanno male e perchè i politici fanno i loro interessi: sono quasi autorizzati visto che gli italiani non fanno i propri interessi informandosi su quello che significa, ad esempio, votare o su quello che gli capita ogni giorno attorno.

Quindi, per chiudere, voglio ribadire:
1) alle elezioni non c'è alcun quorum, le elezioni sono valide comunque anche se votano in tre;
2) le elezioni vengono vinte da chi ottiene la maggioranza dei voti espressi, quindi anche le schede bianche non servono a niente.

Non andare a votare o votare scheda bianca, così come annullare la scheda, serve soltanto a tirarsi indietro, a dire "che scelgano gli altri, io me ne lavo le mani"; ai politici giustamente non gliene frega niente perchè noi non facciamo niente affinchè gliene possa importare qualcosa.
Se nessuno normale cittadino andrà a votare alle prossime elezioni succederà soltanto una cosa, che si voteranno tra di loro e decideranno veramente tutto loro questa volta: di certo i politici, i familiari dei politici, gli amici dei politici, i parenti dei politici non mancheranno certo di presentarsi alle urne e quei voti basteranno a loro per continuare a fare i loro comodi.

Detto questo, per come stanno le cose, io non andrò a votare, ma non per gli stupidi motivi che ho sentito professare in questi giorni, semplicemente perchè dovrei esprimere una preferenza che attualmente non ho: nessuno dei partiti e partitini che esistono ora mi ispirano fiducia o anche solo simpatia, spero di poter cambiare idea nelle prossime settimane ma sono molto dubbioso al riguardo.

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sabato, gennaio 19, 2008

Più istruzione per tutti

Asili per tutti.
Scuole per tutti.
Università per tutti.

La quantità è più importante della qualità?
Nel nostro paese sicuramente si, è sempre così.
Spero che nel resto del mondo che consideriamo civile non sia così.
In Italia qualità e quantità sono inversamnte proporzionali e sono stanco ma non so cosa fare: più istruzione per tutti significa istruzione più scadente per tutti. Siamo tutti più ignoranti ma tutti allo stesso modo.
Non dico che l'istruzione e la cultura dovrebbero essere elitarie, tutt'altro dovrebbero essere a disposizione di tutti... di tutti quelli che se lo meritano e che dimostrano di essere portati per lo studio e l'apprendimento.
Dare "spazio a tutti" significa non aver sufficienti strutture per tutti, non avere un sufficiente numero di insegnanti preparati e capaci per tutti e soprattutto significa sminuire la scuola stessa e la sua importanza all'interno della società, nonche compromettere la spendbilità di un titolo di studio nel mondo del lavoro.

NOW ON AIR: "From the inside" Linkin Park