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giovedì, dicembre 31, 2009

Intitolare una strada a Craxi non è poi così grave

Piccola rassegna stampa da www.ilmessaggero.it:

E' polemica dopo la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una via o un'area della città a Bettino Craxi a dieci anni dalla morte.

A dieci anni dalla morte e a diciassette dalla stagione dei processi per corruzione, Di Pietro non vede ragioni per rivedere il giudizio contro colui che affrontò in tribunale nel processo per le tangenti Enimont e scende in campo per contrastare il progetto della Moratti. «Facciamola questa piazza Bettino Craxi - scrive provocatoriamente il leader dell'Idv - ma sotto il nome, come in tutte le targhe, scriviamoci anche quel che era: "politico, corrotto, latitante"».

Tace anche il Pd, che deve forse ancora metabolizzare le passate riabilitazioni di Craxi (Fassino lo inserì nel «Pantheon» del partito, per Veltroni «innovò più di Berlinguer»).

Ma tutti gli ex socialisti finiti nel Pdl insorgono contro il vecchio nemico [Di Pietro, ndb] e Sandro Bondi definisce le parole del leader Idv «senza precedenti».

Da Pier Ferdinando Casini arriva un via libera alla via per Craxi accompagnato da un giudizio equanime sull'ex leader socialista: «Le vie d'Italia - è la sua considerazione - non devono necessariamente essere dedicate ai santi ma a personalità che hanno servito il proprio Paese. Credo che Craxi sia stato riabilitato già nei fatti molto prima di questa decisione della Moratti. Ha fatto errori, e certamente non ce ne possiamo dimenticare, ma ha avuto anche meriti».

«Faccio una proposta: a Bettino Craxi venga intitolata non solo una strada a Milano, la sua città, ma tante strade e piazze italiane. Solo così l'Italia potrà rendergli onore e ricordare la sua memoria». «Dobbiamo molto a Bettino - prosegue Rotondi - perché ha difeso fino alla fine il rispetto di un ordine democratico. Si apra un confronto serio, un dibattito ampio sull'eredità politica lasciata da Craxi e non ci si fermi a una polemica inutile e strumentale».

Bonaiuti: giusto intirolargli una via. «Stiamo parlando di un clima di dialogo tra persone serie, di un anno che si rinnova e mi pare giusto che a Bettino Craxi sia intitolata una strada, una piazza, un parco, qualcosa della sua Milano. Al di là di qualsiasi discussione», ha detto il portavoce del premier Silvio Berlusocni Paolo Bonaiuti, intervistato dal Gr Rai.

Frattini: restituirgli l'onore. «Non dobbiamo permettere che il decennale della scomparsa di Bettino Craxi ci butti in faccia una storia e una memoria manipolata». E che «una ferita ancora aperta - scrive il ministro degli esteri, Franco Frattini nella rubrica a sua cura sul sito internet del Velino - torni a farci male: dobbiamo impedire che l'idea di Letizia Moratti, di onorare Craxi, nella sua Milano, dedicandogli una strada, ridia improvvisamente voce a tutta la canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia, puntando ad attribuire ad una sola parte politica la responsabilità e la colpa della cosiddetta "questione morale"». Frattini spiega così che «celebrare Bettino Craxi non significa soltanto compiere una doverosa opera di risarcimento morale: per la sua famiglia e la sua comunità politica. Significa restituire l'onore, insieme, ad un politico lungimirante ed al suo Paese».


Leggendo alcuni dei commenti sopra riportati qualche brivido mi è venuto.
Ma riflettendo meglio ho capito come non sia poi così grave intitolare una via ad una persona dalla dubbia moralità, diciamo così. L'unica differenza tra Bettino Craxi e molti di quelli a cui una strada è già stata intitolata è che il primo lo abbiamo conosciuto. Lo abbiamo conosciuto nel senso che fa ancora parte della cronaca del nostro paese e non ancora della storia.
Difficilmente ci pensiamo, difficilmente ci vogliamo pensare, ma quante strade sono già intitolate a persone che alla loro epoca avevano una dubbia moralità?
Il primo che mi viene in mente, nettamente sopra a tutti glia altri, è Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi. Ma diversi storici sostengono che questo eroe non fosse altro che un mercenario, uno che era scappato dall'Italia chissà per quale motivo per diventare in Sudamerica prima un ladro di mandrie e poi un "mercenario della libertà". Tornato poi in Italia dove, secondo gli attuali libri di storia, combatté per puro spirito patriottico. Infine mandato in pensione a Caprera con tanti ringraziamenti e tanta riconoscenza... dopo tutta quella fatica neanche un po' di quattrini gli avranno dato?
E quanti tra quelli che compaiono sulle targhe delle nostre città, in segreto, nella vita privata, avranno avuto segreti? Quanti adulteri ci saranno, quanti pedofili, corrotti, corruttori, collusi, assassini, ladri e chi più ne ha più ne metta.
Possibile che tutti i personaggi cui abbiamo già intitolato una strada abbiano avuto una vita completamente limpida senza nessuna macchia, segreta o pubblica ma di cui ormai ci si è dimenticati dopo anni, decenni o secoli?
Quindi che differenza fa un mascalzone in più o uno in meno?
D'altronde con tutti i mascalzoni che abbiamo in parlamento chi se ne frega di un nome scritto su una targa.

UPDATE: Vorrei precisare il mio pensiero, se dovessimo intitolare strade soltanto alle brave persone o alle figure storiche dal passato impeccabile dovremmo cominciare ad utilizzare nomi di fantasia o intitolare strade a personaggi come Topolino, Paperino e Pluto. Comunque credo ci siano cose più importanti nella vita che i nomi delle strade, se un amministratore comunale intitola una strada a Craxi e poi nella sua attività giornaliera agisce nel bene e nell'interesse dei cittadini non penso che ci sia molto da lamentarsi. Chiarisco, infine, che se potessi decidere io, non intitolerei strade o piazze nè a Craxi, nè a Berlusconi, nè a Garibaldi... penso che eviterei completamente i personaggi della storia più o meno recente, preferendo fiumi, laghi, montagne, animali e piante.

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domenica, gennaio 25, 2009

Obama VS RestoDelMondo ... 1 a 0



Non nascondo mai che il neo-presidente Obama non mi piaccia e forse in un prossimo post cercherò anche di spiegare bene il perchè? Sia chiaro, non che McCain mi sarebbe piaciuto di più... il fatto è che sembra che tutti siano cattivi e "per fortuna è arrivato Sant'Obama che ci salverà da tutte le brutture del mondo".





Comunque da oggi il Barack mi sta un po' più simpatico: è arrivato da poco è ha già fatto incacchiare il papa, il caro Benny XVI c'è rimasto male, poverino.
Se non sapete di cosa sto scrivendo guardate qui e qui.





PS: strana coincidenza leggere questa notizia proprio nello stesso giorno in cui sono venuto a conoscenza dell'esistenza della "Mexico City Policy" guardando un episodio del telefilm "Boston Legal".

NOW ON AIR: "Teardrop" Massive Attack

venerdì, ottobre 31, 2008

Decreto Gelmini

Ho letto il decreto Gelmini che è stato approvato ieri (30/10/08) in Senato, è possibile trovarlo anche a questo link.

L'ho fatto perchè ho sentito tanto e tanti lamentarsi di questa approvazione, si dice che sia una riforma ingiusta e sbagliata, volevo capire perchè, visto che nessuno me lo sa spiegare. Volevo capire perchè tante persone sono scese in piazza per protestare, perchè tanti genitori hanno portato in piazza anche bambini di sei o sette anni.

Quello che voglio dire è che a me non è sembrato un decreto ingiusto, sono pochi punti che si leggono abbastanza facilmente, potremmo riassumerli in questo modo:

1) reintroduzione dell'insegnamento dell'educazione civica;
2) reintroduzione della bocciatura in base al voto di condotta;
3) utilizzo della votazione numerica anche alle elementari;
4) ritorno al maestro unico nelle scuole elementari;
5) i libri di testo devono durare almeno cinque anni;
5-bis) nuove disposizioni in materia di attribuzione dei posti nelle graduatorie;
6) chi ha conseguito la laurea in scienze della formazione primaria è esonerato dal sostenere l'esame di abilitazione all'insegnamento;
7) modifica delle modalità di accesso alle scuole di specializzazione in medicina e chirurgia;
7-bis) riassegnazione di fondi, altrimenti destinati, alla ristrutturazione e messa in siscurezza degli edifici scolastici.

Detto che a volte il "burocratese" è un po' complicato e risulta difficile non perdersi tra commi e riferimenti ad altri documenti, non mi sembra che ci sia nulla di palesemente errato o ingiusto in questo decreto, sicuramente non trovo sbagliati i punti 1, 2, 3, 5; sui punti 5-bis e 7 non posso giudicare perchè ne so veramente troppo poco; sul punto 7-bis tutto dipende da come verranno effetivamente gestiti i fondi, con quale livello di chiarezza e controllo.

Qualche dubbio me lo mette sicuramente il punto 6, perchè mi da l'impressione che serva a favorire qualcuno e sfavorire qualcun altro.

Riguardo al più discusso punto 5 io non lo trovo ingiusto nè sbagliato: non so se recentemente avete avuto a che fare con maestri elementari (lo stesso discorso purtroppo vale per insegnanti di ogni ordine e grado), ma io ho potuto rendermi conto che ci sono tanti incapaci tra le loro fila, questo significa probabilmente che non ci sono abbastanza persone in grado di ricoprire questo ruolo o che non ci sono persone capaci che vogliano fare questo lavoro: fatto sta che avere tre insegnanti poco capaci non aiuta i bambini in alcun modo, esagerando potrei dire che piuttosto che avere tre poco capaci è meglio averne uno poco capace, rischia di fare meno danni da solo.
Detto questo io ritengo che sia opportuno tagliare un po' di rami, certo sarebbe meglio se questa potatura di insegnanti venisse fatto con metodo, mantenendo gli insegnanti di valore e ricollocando o anche licenziando o non rinnovando quelli meno adatti a questo lavoro... ma non credo che in Italia siamo ancora pronti per questo passo di civiltà, sicuramente i "nuovi posti" verranno assegnati con il vecchio solito metodo italiano dell'anzianità di servizio, anche per questo in Italia non ci sarà mai posto per le persone meritevoli.

Infine, per quanto riguarda abolizione/riduzione delle ore di dopo-scuola dico quello che ho sempre detto: "Mamme e papà di tutta Italia, se non avete tempo per i figli... non li fate, non vi obbliga nessuno".
I figli si dovrebbero fare soltanto se si hanno la voglia e le risorse per crescerli, altrimenti si possono anche non fare.

NOW ON AIR: "Teardrop" Massive Attack

sabato, marzo 01, 2008

Il mio programma elettorale

Qualcuno mi ha chiesto cosa proporrei io se fossi candidato ed ecco la risposta:

  1. abolizione di tutti i privilegi delle chiese e delle religioni sul territorio italiano (a partire da quella cattolica);
  2. abolizione della tassazione sugli stipendi;
  3. abolizione, graduale, del sistema previdenziale (niente più pensioni);
  4. introduzione di una serie di "ticket" di piccola entità (pochi euro) per ogni prestazione richiesta presso istituzioni pubbliche (ministeri, uffici amministrativi, ospedali);
  5. riforma dell'IVA per una più equa tassazione basata sul consumo (pago solo se acquisto un bene o un servizio);
  6. limitazioni alla libertà del mercato degli affitti (ad esempio affitto fissato come percentuale sullo stipendio percepito da chi affitta);
  7. ritiro di tutte le truppe italiane da qualsiasi territorio straniero ed impiego delle stesse in zone e situazioni importanti del nostro paese (Napoli, Calabria, Sicilia, Lampedusa, frontiere per il controllo serio di ciò che passa per il nostro paese, difesa dei cittadini, salvataggio, incendi, ecc.) e impegno per una sempre maggiore professionalizzazione dei nostri militari;
  8. utilizzo massiccio del genio militare per importanti opere sul territorio italiano;
  9. garantire la possibilità di eutanasia per i malati terminali ed i sofferenti legali;
  10. legalizzazione delle droghe leggere e lotta durissima a quelle cosiddette pesanti (sono contrario a qualsiasi tipo di droga, ma legalizzando quelle leggere si spera di poter assestare un duro colpo a quella parte di malavita che si cela dietro allo spaccio, nonché di guadagnare almeno il 20% di IVA sugli acquisti legali);
  11. per la scuola:
    • abolizione dell'obbligo scolastico fino ai 18 anni che serve solo per fare una più bella figura nelle statistiche europee sul numero di diplomati nel nostro paese;
    • trasformazione della scuola elementare in una scuola di alfabetizzazione linguistica, matematica e culturale, da cui non si esce finché non si sa parlare e scrivere correttamente in italiano, finché non si conoscono perfettamente nozioni di matematica di base e finché non si sono apprese nozioni fondamentali di cultura generale ed informatica;
    • scuole medie inferiori orientate alla presentazione delle prospettive lavorative future e dei possibili percorsi formativi, per illustrare ai ragazzi, anche praticamente, direttamente "sul campo", quali sono le possibilità per il futuro, e quanto sono vasti i campi di conoscenza in cui possono applicare i propri cervelli e le proprie mani: il tutto allo scopo di aiutare a scegliere la strada migliore, perché la giusta strada per un giovane significa anche la giusta strada per un paese (come fa un ragazzino di 14 anni a scegliere di voler fare il ragioniere se non sa precisamente in cosa consiste questo lavoro, se non sa cosa deve studiare per diventarlo, se non sa quali saranno gli sbocchi lavorativi veri in cui dovrebbe cimentarsi?);
    • scuole superiori professionalizzanti e culturalmente indirizzate in campi specifici anche se con basi comuni, ma soprattutto personalizzazione guidata degli studi, affinché anche all'interno dello stesso percorso scolastico ognuno possa trovare la sua particolare aspirazione e individualità mentale;
    • ritorno ad una università difficile ma flessibile con abolizione del 3+2, restauro della laurea quinquennale e creazione di corsi brevi di 2 o 3 anni come "diplomi di laurea"/"scuole di specializzazione professionale", con maggiore libertà garantita nella formulazione dei piani di studio soprattutto grazie ad una maggiore offerta formativa;
    • borse di studio per gli studenti veramente meritevoli e bisognosi di un aiuto, oltre alla lotta durissima contro il proliferare e la modifica continua di libri di testo (potenzialmente sarei d'accordo con l'idea di un unico libro do testo per ogni materia adottato in tutto il paese, che descriva fatti e non opinioni);
  12. infine, un proposito più che una proposta, da realizzare attraverso tanti di quei provvedimenti che adesso non riesco neanche ad immaginarli: rendere gli italiani liberi, liberi di comportarsi come meglio credono e secondo i propri principi garantendo comunque la libertà degli altri, penso alla libertà di cambiare banca, lavoro, contratto di fornitura di servizi, casa, senza impedimenti di sorta, senza che qualche gruppo imprenditoriale, o gruppi coalizzati lavorino contro il cittadino per limitarlo e sfruttarlo; sono un liberista convinto e penso che lo stato non dovrebbe interferire negli affari delle aziende private, queste devono avere la possibilità di agire liberamente, ma tale possibilità deve subito decadere, e quindi lo stato intervenire, quando vengono messi a repentaglio gli interessi dei cittadini, quando questi vengono truffati o non vengono più trattati con rispetto, cioè come clienti o utenti, bensì trattati come schiavi d sfruttare e spremere fino alla morte.
Ci sarebbe molto altro, ma questi sono i punti principali.

PS: scusatemi nel caso io abbia scritto più strafalcioni del solito, ma in questo periodo sono molto stanco.

NOW ON AIR: "Psycho" Puddle of Mudd

sabato, febbraio 23, 2008

Programmi elettorali

Stasera ho seguito, o meglio ho cercato di seguire i discorsi dei due principali candidati alle prossime elezioni: Veltroni su RaiUno (Tv7) e Berlusconi su Canale5 (Matrix).
Devo dire che sono stato illuminato, ho finalmente capito. Hanno ragione entrambi, ora devo solo trovare il modo di votarli tutti e due alle prossime elezioni.
E' geniale il modo in cui in Italia vengono condotte le campagne elettorali (spero che in paesi più civili non accadano le stesse cose): basta che pensi alle prime cose belle che ti vengono in mente e le proponi come idee innovative indipendentemente da quello che vorrai fare realmente, poi pensi un po' di cose brutte e le additi come cose da eliminare.
Faccio una prova anch'io, vediamo cosa viene fuori, di getto voglio dare vita ad un programma elettorale innovativo e convincente:
1) abbassamento delle tasse per i lavoratori;
2) abbassamento delle tasse per i datori di lavoro;
3) lotta alla evasione fiscale;
4) stipendi più alti;
5) minore spesa pubblica;
6) pensioni più alte per tutti i pensionati;
7) affitti meno cari;
8) più innovazione;
9) più crescita;
10) più sicurezza per tutti;
11) meno immondizia;
12) provvedimenti per calmierare i prezzi dei prodotti alimentari.

Ah già, siamo in Italia, quindi aggiungerei anche tre che non fanno certo male:

13) più calcio per tutti, calcio più sicuro, portiamo le famiglie allo stadio;
14) più vagina per tutti, non ce n'è mai abbastanza;
15) liberalizzazione delle droghe leggere.

Direi che più o meno è tutto, più o meno ho ripercorso tutto il libro del populismo, con qualche pagina di quello della pedagogia e tante righe tratte dal vocabolario delle prese per il sedere.

Indipendentemente dall'ambito politico io sono convinto che non ci si possa fidare delle parole, ma anche se ci fosse da fidarsi, le cose che dicono sono talemente stupide, scontate e banali che non potrei scegliere uno qualsiasi degli schieramenti che si prospettano per le prossime elezioni.
Quanto ai fatti abbiamo davanti agli occhi ancora i cinque anni di Berlusconi e noi romani abbiamo potuto vedere da vicino le conseguenze di tanti atti del super-sindaco Veltroni.
Come posso scegliere tra programmi elettorali che non hanno niente di propositivo ma tante belle parole che abbiamo sentito tante di quelle volte che ormai hanno perso qualsiasi significato?
Come posso scegliere tra persone che ci hanno mostrato spesso di saper soltanto fare i propri affari o quelli dei propri amici?
Come posso scegliere tra persone cui non affiderei neanche le cose della mia vita che tengo in minor conto?

Probabilmente c'è un'unica soluzione: candidarmi io stesso. Se ognuno di noi si candidasse per le elezioni, potremmo fare una salubre scelta di coscienza e votare ognuno per se stesso, almeno, in alcuni casi, le persone potrebbero votare per qualcuno di cui si fidano veramente.
Allora perchè non ti candidi? Semplice, sarei un pessimo governante (io lo ammetto), perchè delle persone non mi importa molto, sono un egocentrico, egoista, egomorfo inguaribile, quindi non credo sarei una buona guida per il paese, anche se probabilmente sarei milgiore di tanti tra quelli che nella prossima primavera verranno eletti nel nostro parlamento.
Viva l'Italia.
Viva gli Italiani.

Alla fine l'importante è che vinciamo gli europei di calcio e che i calciatori cantino l'inno.

NOW ON AIR: "From the inside" Linkin Park