domenica, febbraio 07, 2010

Mass Effect 2

Voglio qui mostrare qualche immagine, tra tante che mi hanno lasciato senza fiato, di un videogioco che sembra davvero eccezionale, almeno per quanto riguarda l'impatto visivo.
Si tratta di Mass Effect 2, come da titolo del post: non ci giocherò mai, perché non ne ho tempo e perché non mi piacciono molto questi giochi, ma questo non mi ha impedito di rimanere affascinato dal realismo e dalla definizione di alcune immagini.
Eccone alcune.







sabato, febbraio 06, 2010

Avatar



Ebbene si, alla fine ho ceduto, tutti ne parlano, molti volevano conoscere la mia opinione sul film, ho dovuto vederlo.
Alla fine devo dire che mi è piaciuto: complessivamente un bel film, non tanto da meritare lo straordinario successo che sta riscuotendo ai botteghini. Devo ammettere che sono arrivato abbastanza prevenuto alla visione e forse per questo non ne sono rimasto completamente deluso come tanti altri: mi aspettavo un film inutile, tutta tecnologia visiva e niente sostanza. Non è certo un capolavoro della storia del cinema. Non è certo il miglior film del secolo (nonostante il secolo sia appena iniziato). Ma se chiediamo ad un film solo di darci un paio d'ore di svago allora può essere il film adatto, nonostante sia abbastanza lungo non ho mai pensato "Ma quando finisce?" come mi capita spesso con altri film.
E' ovvio che l'impatto visivo, soprattutto all'inizio, è spettacolare, a tratti imponente, ma c'è anche da dire che, per chi è abituato ai videogiochi, questo aspetto sa di "già visto". Inoltre, anche se molto ben fatti, i Na'vi ed il loro ambiente rimangono parti di un videogioco, nel senso che sono evidentemente finti, anzi sembrano più che altro personaggi di un film di animazione della Disney-Pixar. Ci sono attualmente videogiochi che, fatti girare su opportuni strumenti (PlayStation3 o un PC studio apposta per il videogaming) risultano molto più vicini ad immagini realistiche rispetto a quelle di Avatar: suggerisco di vedere qualche immagine qui. Probabilmente dal punto di vista tecnologico questo film rappresenterà negli annni a venire una pietra miliare nella storia del cinema, ma per me un film rimane fondamentalmente una storia raccontata tramite immagini e la storia dovrebbe essere sempre più importante. La vicenda narrata è in effetti la pecca principale di questo film: non mi è sembrata tanto banale, come alcuni la descrivono, più che altro non-originale. Per gli amanti di videogiochi, cinema e libri di fantascienza il film non porta assolutamente niente di nuovo, anzi sembra una specie di puzzle, meglio una sorta di patchwork costruito a partire da alcuni dei prodotti più affascinanti dell'ingegno letterario e cinematografico umano dello scorso secolo. Mi piace citare qui alcuni dei richiami che io ho individuato e che secondo me sono palesi anche se non fossero stati inseriti consapevolmente da Cameron. Sicuramente all'inizio, nella scena in cui l'astronave arriva presso il pianeta alieno, c'è qualcosa, nella forma dell'astronave ma anche nei "movimenti della ripresa", di "2001: Odissea nello spazio"; non sono un appassionato di western, ma ci ho visto anche molto di pellerossa e cowboy, sia nei combattimenti che nel rapporto del popolo con lo straniero e del popolo con la natura. A questo aggiungete un pizzico di "Braveheart" e, per gli intenditori del genere, una spruzzata di "Dune": è impossibile, per chi ha amato "Dune" come me (sia il film che, soprattutto, la serie di libri), vedere il Toruk mak'tau il cavaliere di Toruk, il cavaliere di Ultima ombra e non pensare a Muad'dib che cavalca il grande verme Shai-Hulud. Mi fermo qui perché rischio di sembrare troppo nerd.
Devo ammettere che, preso a cuor leggero, questo film mi ha anche un po' emozionato.
Alla fine se fossi costretto ad assegnargli un voto (io non amo i voti perché esprimono un giudizio troppo sintetico e poco rappresentativo) gli darei un 6.5/10 di media.
Comunque buona visione.

NOW ON AIR: "Baba O'Riley" The Who

venerdì, gennaio 22, 2010

Body scanner

Qualche tempo fa un uomo è salito su un aereo diretto negli Stati Uniti d'America. Aveva dell'esplosivo nelle mutande, evidentemente aveva anche brutte intezioni. Per fortuna nessuno si è fatto male.

Da quel momento molti spingono affinché negli aereoporti internazionali, un po' in tutto il mondo e anche in Italia, siano installati dei cosiddetti "Body scanner", strumenti altamente tecnologici che dovrebbero aiutare la sicurezza dei voli.

Peccato che anche con questi strumenti sofisticatissimi, a quanto dicono molti, non sarebbe stato possibile individuare l'esplosivo nelle mutande di quel signore.
Solo a me sembra assurdo tutto ciò? Non credo. Spero che non sia così.

E la salute? Siamo sicuri che non faccia male alla salute? Forse se fossero in grado di smascherare qualsiasi tipo di pericolo per la vita dei passeggeri potremmo chiudere un occhio, forse. Ma se il successo del mezzo tecnologico non è garantito... vale la pena rischiare la salute?

NOW ON AIR: "Animal" Def Leppard

lunedì, gennaio 18, 2010

Senso di colpa

- [...] nel Nuovo Testamento, Dio viene sempre descritto come il bene mentre, invece, la cattiveria e il male sono una prerogativa dell'uomo. E' proprio per questa ragione che il cristianesimo si è diffuso così rapidamente... tu che spiegazione dai?
- ... Che le persone hanno bisogno di sentirsi in colpa?
- Esatto. Proprio così, preferiamo credere in un mondo in cui Dio è buono e l'uomo è cattivo, perché in qualche modo questo ci rassicura. L'idea di essere guidati da un'autorità malvagia, da genitori inadeguati, sarebbe troppo dura da accettare, renderebbe la nostra vita pesante e senza significato. E' il motivo per cui i bambini preferiscono incolpare sé stessi piuttosto che i genitori.

In Treatment, Stagione 1, Episodio 38

Trovo questo dialogo illuminante sotto diversi punti di vista.

Siamo isole?


C'è chi dice che gli esseri umani non sono isole (sicuramente se ne parla nel film "About a boy" ma non ricordo se si tratta di un qualche tipo di citazione da altra fonte).
Invece, gli uomini, gli esseri umani, sono proprio isole, lo dimostra il fatto che l'unico tipo di comunicazione possibile tra persona e persona è una comunicazione indiretta, tramite un qualche mezzo: parole dette, parole scritte, musica, immagini.
La comunicazione non è un atto diretto, è un tentativo di raggiungere gli altri: come lanciare un messaggio in bottiglia da un isola in cui siamo completamente soli, sperando che tale messaggio possa raggiungere un'altra isola, possibilmente non distorto.
Io posso vedere solo ciò che io vedo.
Io posso ascoltare solo ciò che io ascolto.
Io posso sentire solo ciò che io sento.
Io posso pensare solo ciò che io penso.
Tutto il resto lo posso solo immaginare. I tuoi pensieri, le tue sensazioni, sono come la superficie di Marte o il pianeta Terra dell'anno 2156, posso immaginarli ma non saprò mai come sono realmente, non posso sentirli e questi mondi non possono dirmi o farmi sentire come sono fatti. Pensare di poter raggiungere le isole degli altri è fantascienza, proprio come pensare di poter vedere e sentire la superficie di Marte o la Terra del 2156.
Questo è ciò che mi dice il cervello, con il cuore, invece, non posso fare a meno di voler vedere e sentire ciò che tu vedi e senti, perché ognuna di queste isole, proprio perché qualcosa-di-altro-da-noi, rappresenta per noi un mondo alieno, straniero, esotico, comunque affascinante, anche se mediato dai nostri sensi imperfetti.

Questa ultima riflessione mi ha fatto venire voglia di andare a vedere "Avatar", chissà ci farò un pensierino.

NOW ON AIR: "Picture of you" The Cure

martedì, gennaio 12, 2010

Sopravvissuto

Stavo dimenticando di pubblicare la notizia più interessante degli ultimi mesi.
A novembre sono stato colpito da influenza A/H1N1 e... sono sopravvissuto.
E' stata dura ma ce l'ho fatta: un mal di gola assurdo, tanta di quella tosse che avrei potuto regalarla, sei giorni di febbre con un picco di tre giorni in cui oscillavo tra i 38.5 e i 39.8 °C, poi un po' di convalescenza e come se niente fosse dopo un decina di giorni dai primi sintomi ero completamente guarito.
Tanto riposo poco riposante, tanta noia, tanti liquidi, tante sudate e tutto è passato.

Per aggiornamenti costanti e numeri che parlano da soli sulla "pandemia" da influenza A/H1N1 seguire il link.

NOW ON AIR: "Magic carpet ride" Steppenwolf

venerdì, gennaio 08, 2010

Greci e barbari

Io non distinguo gli uomini, come fanno gli ignoranti, in greci e barbari. Non mi interessa la loro cittadinanza, né la razza della nascita. Li distinguo con una sola misura: la virtù. Per me ogni buono straniero è un greco e ogni cattivo greco è peggiore del barbaro.

Alessandro Magno

NOW ON AIR: "Where is my mind?" Pixies

domenica, gennaio 03, 2010

Assurdità del matrimonio

A mio parere ci sono poche cose più assurde del matrimonio.
Il matrimonio non è un semplice impegno, è un impegno per la vita. Io non ho alcun problema con gli impegni, niente a che vedere con una mia incapacità a sostenere gli impegni, è esattamente il contrario. Quando prendo un impegno lo prendo sul serio e quindi non posso prendere un impegno che non posso garantire di voler mantenere. Infatti, non si può decidere volontariamente di amare qualcuno, quindi non ci si può impegnare a farlo. Anche se improbabile è comunque possibile amare una persona per tutta la vita, ma assolutamente non è possibile decidere di farlo. Quindi non possiamo impegnarci ad amare "finché morte non ci separi", perché l'amore può finire, non è detto che finisca, ma può finire e non possiamo fare niente per impegnarci a non farlo finire.
Anche per questo il matrimonio è assurdo, non solo per questo motivo, ma la questione "impegno in cui è assurdo impegnarsi" mi sembra un aspetto molto importante.
Questo se vogliamo credere che il matrimonio sia fondato sull'amore: perché se parliamo di matrimoni fondati su altri principi allora è assolutamente irrazionale pensare al matrimonio, sarebbe meglio un bel contratto dal notaio, più veloce, più palese e, visti molti matrimoni che si celebrano in giro, più economico.

NOW ON AIR: "So what" Pink

giovedì, dicembre 31, 2009

I love Radio Rock



In questo periodo di vacanze ho voluto vedere qualche film. Tra questi ho particolarmente apprezzato "I love Radio Rock". Nonostante per i miei standard la qualità complessiva della pellicola sia alquanto scarsa, la musica rende il film degno di nota e degno di essere visto. Ho trovato la storia alquanto banale, se fosse stata soltanto una storia, raccontatami in qualche altra forma non avrebbe sortito alcune effetto sulla mia attenzione a lungo termine. Ma la musica è magica e nella sua magia c'è anche il potere di farti apprezzare un film che altrimenti sarebbe passato inosservato.
Questo film mi ha fatto riflettere su quanto la musica sia importante nelle nostre vite, nella mia in particolare. A me piace molto il silenzio, ma non posso fare a meno di alternarlo alla musica. Quante sensazioni e quante emozioni ci perderemmo se non ci fosse la musica? Forse è perché la musica è strettamente e intimamente legata ai ricordi, soprattutto ai ricordi delle emozioni e delle sensazioni. Anche quando non ne siamo completamente consapevoli una canzone che ci piace tanto probabilmente nel nostro intimo ci ricorda una persona, un'emozione, un sorriso, un abbraccio che abbiamo particolarmente apprezzato, un bacio che fatichiamo a dimenticare, un bel viaggio in macchina, una serata divertente tra amici, un vecchio amore, una persona cara perduta, un dolore che non vogliamo dimenticare.

Comunque la nota più negativa di tutte è la solita: perché cambiare sempre radicalmente il titolo dei film? Titolo originale "The Boat that Rocked". Il titolo poteva rimanere tranquillamente questo, a maggior ragione perché in Italia è uscito con un titolo in inglese e quindi il problema non era la lingua. Non mi sembra comunque che il titolo tradotto sarebbe stato così brutto: "La nave che dondolava", oppure, con un'altra accezione del termine rock, "La nave che spaccava". Certo si sarebbe perso il riferimento esplicito al Rock, ma allora perché non mantenere il titolo originale? Solo perché la gente può trovarsi in difficoltà al botteghino del cinema pronunciando un titolo in lingua straniera? La stessa difficoltà qualcuno potrebbe averla nel pronunciare "I love Radio Rock". Io per non avere problemi, quando compro i biglietti al cinema, invece di dire il titolo del film dico il numero della sala, se si tratta di multisala, altrimenti dico "due biglietti, grazie" oppure "tre biglietti, grazie". Non sempre però mi rispondono "Prego", ma questa è un'altra storia.

Ribadisco e preciso il giudizio, un film carino, per passare un paio d'ore in compagnia di buona musica e, magari, per i più giovani, un'occasione per conoscere della buona musica di qualche anno fa.

NOW ON AIR: "Let me be myself" 3 Doors Down

Intitolare una strada a Craxi non è poi così grave

Piccola rassegna stampa da www.ilmessaggero.it:

E' polemica dopo la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare una via o un'area della città a Bettino Craxi a dieci anni dalla morte.

A dieci anni dalla morte e a diciassette dalla stagione dei processi per corruzione, Di Pietro non vede ragioni per rivedere il giudizio contro colui che affrontò in tribunale nel processo per le tangenti Enimont e scende in campo per contrastare il progetto della Moratti. «Facciamola questa piazza Bettino Craxi - scrive provocatoriamente il leader dell'Idv - ma sotto il nome, come in tutte le targhe, scriviamoci anche quel che era: "politico, corrotto, latitante"».

Tace anche il Pd, che deve forse ancora metabolizzare le passate riabilitazioni di Craxi (Fassino lo inserì nel «Pantheon» del partito, per Veltroni «innovò più di Berlinguer»).

Ma tutti gli ex socialisti finiti nel Pdl insorgono contro il vecchio nemico [Di Pietro, ndb] e Sandro Bondi definisce le parole del leader Idv «senza precedenti».

Da Pier Ferdinando Casini arriva un via libera alla via per Craxi accompagnato da un giudizio equanime sull'ex leader socialista: «Le vie d'Italia - è la sua considerazione - non devono necessariamente essere dedicate ai santi ma a personalità che hanno servito il proprio Paese. Credo che Craxi sia stato riabilitato già nei fatti molto prima di questa decisione della Moratti. Ha fatto errori, e certamente non ce ne possiamo dimenticare, ma ha avuto anche meriti».

«Faccio una proposta: a Bettino Craxi venga intitolata non solo una strada a Milano, la sua città, ma tante strade e piazze italiane. Solo così l'Italia potrà rendergli onore e ricordare la sua memoria». «Dobbiamo molto a Bettino - prosegue Rotondi - perché ha difeso fino alla fine il rispetto di un ordine democratico. Si apra un confronto serio, un dibattito ampio sull'eredità politica lasciata da Craxi e non ci si fermi a una polemica inutile e strumentale».

Bonaiuti: giusto intirolargli una via. «Stiamo parlando di un clima di dialogo tra persone serie, di un anno che si rinnova e mi pare giusto che a Bettino Craxi sia intitolata una strada, una piazza, un parco, qualcosa della sua Milano. Al di là di qualsiasi discussione», ha detto il portavoce del premier Silvio Berlusocni Paolo Bonaiuti, intervistato dal Gr Rai.

Frattini: restituirgli l'onore. «Non dobbiamo permettere che il decennale della scomparsa di Bettino Craxi ci butti in faccia una storia e una memoria manipolata». E che «una ferita ancora aperta - scrive il ministro degli esteri, Franco Frattini nella rubrica a sua cura sul sito internet del Velino - torni a farci male: dobbiamo impedire che l'idea di Letizia Moratti, di onorare Craxi, nella sua Milano, dedicandogli una strada, ridia improvvisamente voce a tutta la canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia, puntando ad attribuire ad una sola parte politica la responsabilità e la colpa della cosiddetta "questione morale"». Frattini spiega così che «celebrare Bettino Craxi non significa soltanto compiere una doverosa opera di risarcimento morale: per la sua famiglia e la sua comunità politica. Significa restituire l'onore, insieme, ad un politico lungimirante ed al suo Paese».


Leggendo alcuni dei commenti sopra riportati qualche brivido mi è venuto.
Ma riflettendo meglio ho capito come non sia poi così grave intitolare una via ad una persona dalla dubbia moralità, diciamo così. L'unica differenza tra Bettino Craxi e molti di quelli a cui una strada è già stata intitolata è che il primo lo abbiamo conosciuto. Lo abbiamo conosciuto nel senso che fa ancora parte della cronaca del nostro paese e non ancora della storia.
Difficilmente ci pensiamo, difficilmente ci vogliamo pensare, ma quante strade sono già intitolate a persone che alla loro epoca avevano una dubbia moralità?
Il primo che mi viene in mente, nettamente sopra a tutti glia altri, è Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi. Ma diversi storici sostengono che questo eroe non fosse altro che un mercenario, uno che era scappato dall'Italia chissà per quale motivo per diventare in Sudamerica prima un ladro di mandrie e poi un "mercenario della libertà". Tornato poi in Italia dove, secondo gli attuali libri di storia, combatté per puro spirito patriottico. Infine mandato in pensione a Caprera con tanti ringraziamenti e tanta riconoscenza... dopo tutta quella fatica neanche un po' di quattrini gli avranno dato?
E quanti tra quelli che compaiono sulle targhe delle nostre città, in segreto, nella vita privata, avranno avuto segreti? Quanti adulteri ci saranno, quanti pedofili, corrotti, corruttori, collusi, assassini, ladri e chi più ne ha più ne metta.
Possibile che tutti i personaggi cui abbiamo già intitolato una strada abbiano avuto una vita completamente limpida senza nessuna macchia, segreta o pubblica ma di cui ormai ci si è dimenticati dopo anni, decenni o secoli?
Quindi che differenza fa un mascalzone in più o uno in meno?
D'altronde con tutti i mascalzoni che abbiamo in parlamento chi se ne frega di un nome scritto su una targa.

UPDATE: Vorrei precisare il mio pensiero, se dovessimo intitolare strade soltanto alle brave persone o alle figure storiche dal passato impeccabile dovremmo cominciare ad utilizzare nomi di fantasia o intitolare strade a personaggi come Topolino, Paperino e Pluto. Comunque credo ci siano cose più importanti nella vita che i nomi delle strade, se un amministratore comunale intitola una strada a Craxi e poi nella sua attività giornaliera agisce nel bene e nell'interesse dei cittadini non penso che ci sia molto da lamentarsi. Chiarisco, infine, che se potessi decidere io, non intitolerei strade o piazze nè a Craxi, nè a Berlusconi, nè a Garibaldi... penso che eviterei completamente i personaggi della storia più o meno recente, preferendo fiumi, laghi, montagne, animali e piante.

NOW ON AIR: "Kings and Queens" 30 Seconds To Mars