giovedì, novembre 15, 2012

La libertà è dell'individuo

Nessun popolo potrà mai essere libero.
Nessun nazione potrà mai essere libera.
Solo l'individuo può essere libero, se ha la forza morale e il desiderio di esserlo.

La libertà è prima di tutto, se non esclusivamente, qualcosa che riguarda il rapporto tra me e me stesso. Riguarda il modo in cui decido di vivere la mia vita, il modo in cui scelgo di affrontare ciò che mi accade.
Solo in secondo luogo, la libertà riguarda ciò che faccio nei confronti degli altri, e sempre in riferimento soltanto alla mia coscienza.
In nessun caso, a mio modo di vedere, la libertà riguarda il rapporto che gli altri (individui o enti di varia natura) hanno con me.

NOW ON AIR: "Rise" PIL

sabato, settembre 01, 2012

Dentro i bordi

Da bambino (già a partire dai due anni circa) ero uno di quei pochi strambi e malconsiderati individui che non potevano fare a meno di colorare dentro i bordi, a differenza di quelli normali che coloravano tutto a cacchio di cane.
Vi ricordate gli "albi da colorare"? Mia madre me ne comprava tantissimi e io passavo molto tempo a colorare con attenzione quasi morbosa ai colori e alla correttezza della "colorata".
Ricordo perfettamente che a tre anni avevo una mia personalissima gomma per cancellare i segni di pastello che uscivano dai bordi del disegno e quanto mi arrabbiavo se per caso il troppo cancellare finiva per bucare il foglio. Quando invece coloravo con i pennarelli era tutto molto più calmo: al primo errore, giravo pagina e passavo al successivo disegno senza più tornare indietro.
Che infanzia terribile la mia, sotto certi aspetti; la cosa più strana probabilmente è che oggi, a trent'anni suonati, io mi senta quasi orgoglioso di esser stato quel bambino "particolare". Lungi da me pensare di dovermene vergognare, ma ricordare queste cose di me da bambino mi fanno stare meglio con il me stesso di oggi e ancora non ne ho capitoa pieno il motivo.


NOW ON AIR: "Behind blue eyes" The Who

lunedì, agosto 27, 2012

Se non odi...

Se non odi, se non sei neanche capace di odiare, il tuo amore non ha alcun valore.

NOW ON AIR: "All along the watchtower" Jimi Hendrix

venerdì, agosto 17, 2012

Il tuo sguardo su di me

Ti guardo e non riesco a vedere nient'altro che i tuoi occhi; splendidi, penetranti occhi verdi.
Desidero che il tuo sguardo incroci il mio, lo desidero come non ho mai desiderato niente in vita mia.
Ho paura che tu finalmente ti accorga che ti sto guardando, ho paura che dopo un attimo il tuo sguardo possa fuggire via disenteressato, per non tornare più.
Sono terrorizzato dalla possibilità che invece il tuo sguardo incroci il mio e rimanga lì a fissarmi, curioso? divertito?
Sta di fatto che ogni volta che quell'istante, terribile e magnifico al tempo stesso, sembra avvicinarsi, il mio cuore rischia di scoppiare, mentre il cervello sembra aver perso qualsiasi capacità di guidare il corpo; tra paura e desiderio io muoio mille volte in un secondo e questo morir mi risulta più dolce e piacevole di qualsiasi altro istante della mia vita.

NOW ON AIR: "God's dice" Pearl Jam

giovedì, agosto 16, 2012

Quando sei morta...

Quando sei morta, sei morta. E fino ad allora, c'è il gelato.

                                               Patrick Jane

NOW ON AIR: "The Mentalist Theme"

domenica, giugno 03, 2012

Ho voglia di scrivere

Ho voglia di ricominciare a scrivere. Non so di cosa, vorrei semplicemente scrivere qualche nuovo post perché è tantissimo tempo che non scrivo più. Non so perché ma sono in qualche modo legato a questo blog in maniera viscerale. Anche se non riesco ad identificarli, sento come se avessi dei bei ricordi associati al blog e questo mi spinge a voler continuare ad intrattenere i miei rapporti con "lui".
Che dire allora? Per il momento... alla prossima, sperando che non sia troppo lontana nel tempo.

NOW ON AIR: "Whataya want from me" Pink

lunedì, aprile 09, 2012

30 anni compiuti

So che i post personali non sono quelli più apprezzati dai lettori di questo blog, soprattutto perché ci sono pochi lettori affezionati (pochi ma buoni, anzi ottimi) e molti che passano di qui occasionalmente provenienti dai vari motori di ricerca. Volevo comunque annuciare che qualche giorno fa ho compiuto 30 anni tondi. Un bilancio di questi miei primi 30 anni? Non ne ho idea, sinceramente. Non ho voglia di valutarli, li prendo semplicemente come dato di fatto e, a proposito di dati di fatto... non è cambiato niente. "Ehi, vecchietto come ci si sente ad avere 30 anni?" Non lo so, a mala pena mi sono accorto di che giorno è, se non ci fosse qualcuno che ogni anno mi fa notare che è il mio compleanno io neanche me ne ricorderei. Cosa è cambiato? A me pare nulla. Di certo non sono lo stesso di qualche anno fa, probabilmente non sono lo stesso di un anno fa, ma santo cielo magari non sono neanche lo stesso di ieri. Se la guardiamo in quest'ottica, e io evidentemente lo faccio, cosa conta il giorno in cui sono nato? Nulla, mi sento di dire.

Ma non festeggi neanche? Se avessi voglia di festeggiare lo farei a prescindere dal giorno dell'anno, del mese o della settimana. Perché dovrei vincolarmi ad un evento che evento non è? Perché dovrei limitarmi? Perché dovrei cercare un pretesto per festeggiare?

NOW ON AIR: "Afterglow" Closure

Condividere tristezza e malinconia

Mi piacerebbe trovare una ragazza con cui condividere tristezza e malinconia.
Preferisco di gran lunga il pianto al riso: il pianto mi fa sentire qualcosa, il riso invece mi solleva e non mi fa sentire più nulla, non trovo questa leggerezza piacevole.
Mi piacerebbe trovare una ragazza che abbia questo mio stesso piacere per lo stato che ho sentito definire "pesantezza" e, magari, a cui piaccia condividere tristezza e malinconia con me.
Si sorride, si gioisce, si ride insieme anche nei rapporti superficiali, anzi soprattutto in quelli superficiali; è in quelli più profondi, invece, che ci si permette di essere tristi, fragili, aperti di fronte all'altro.
Il sorriso di una ragazza è una delle cose più belle che, a mio avviso, esistono al mondo, ma il pianto, che sia di dolore, di commozione o di gioia, è di gran lunga la cosa più emozionante che possa esistere.
Deciso: ora vado a vedere un bel film commovente, mi faccio un bel pianto e poi andrò a letto sognando una stupenda ragazza e le sue lacrime condivise con me.

NOW ON AIR: "Blue eyes" Cary Brothers

sabato, novembre 12, 2011

Curiosità, interesse, passione

Sono curioso di tutto, ma veramente tutto, lo sono sempre stato, dalla cucina alla meccanica, dalla pittura alla fisica dei quanti. Io guardo, osservo, ascolto, leggo, rifletto, scrivo, rileggo, schematizzo... a volte cerco anche di ricordare, ma la maggior parte delle volte i concetti acquisiti svaniscono presto. Svaniscono perché manca loro qualcosa a cui attaccarsi per rimanere ancorati nella mia memoria a lungo termine.

Questa mia curiosità così vasta e, forse, dispersiva, mi impedisce di interessarmi veramente alle cose. Forse è paradossale, o forse non lo è. Non sono mai riuscito ad interessarmi davvero a qualcosa, forse è colpa del modo in cui lavora la mia curiosità, oppure c'è qualcosa di più profondo che mi impedisce di interessarmi e che mi consente, al massimo, di avere curiosità per le cose. Non ho ancora capito questo aspetto di me, ma mi piacerebbe tanto farlo. Certo è che l'assenza di interesse è alla base della mia incapacità di ricordare la maggior parte delle cose che approfondisco per curiosità.

Mancando completamente la fase dell'interesse, ovviamente mi manca anche la capacità di appassionarmi, alle cose, alle attività, alle persone. Non è certo un gran problema, si può vivere anche senza passioni: si può respirare, si può mangiare, si può bere, anche senza passioni o interessi. Ma lo si fa con molta più fatica. Anzi, si vive con la stessa fatica di tutti gli altri ma sentendola molto di più, perché non hai qualcosa che ti alleggerisce il peso di quello che "devi" fare.

La differenza tra un capriccio e una passione che dura una vita è che il capriccio dura un po' più a lungo.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

NOW ON AIR: "Faint" Linkin Park

martedì, novembre 01, 2011

Tre film da evitare

Negli ultimi giorni mi è capitato di vedere tre film che voglio sconsigliare vivamente. Due mi sono stati vivamente consigliati e ripetutamente elogiati per l'originalità e la bellezza, il terzo me lo sono trovato per le mani e ne ho approfittato... avrei fatto meglio a dormire. Ma andiamo per ordine.

In un mondo migliore
Un film danese della regista Susanne Bier, vincitore di un Golden Globe e di un Oscar, entrambi come migliore film straniero. Di solito evito accuratamente i film vincitori di Oscar ma questa volta non sono stato sufficientemente accorto. Per essere decisamente sintetico mi piacerebbe definirlo "superfluo" perché non mi ha dato niente, a parte la noia nel seguirlo. Una trama non particolarmente articolata e che nonostante questo affronta molteplici temi senza mai giungere al nocciolo di nessuno di questi. Un racconto mediocre di una vicenda drammatica che si conclude, a mio modo di vedere, in modo bizzarro, per non dire grottesco.

Lo scafandro e la farfalla
Le premesse erano ottime.

Il film è basato sull'omonima monografia di Jean-Dominique Bauby, Lo scafandro e la farfalla, in cui Bauby descrive la sua vita dopo aver avuto un ictus all'età di 43 anni, che lo ha ridotto in uno stato di sindrome locked-in, lasciandogli come unico mezzo di comunicazione con il mondo il battito della palpebra sinistra. Il protagonista si risveglia su un letto d'ospedale, dopo 3 settimane di coma, impossibilitato a comunicare.

Wikipedia (it.wikipedia.org)
Lo scenario ideale per sviluppare una profonda analisi del senso della vita e delle difficoltà che essa ci mette di fronte, un'opportunità per riflettere sull'esistenza dell'uomo approfittando di una di quelle situazioni estreme che permettono di guardare la vita quasi dall'esterno ma con un coinvolgimento amplificato dalla drammaticità della condizione del protagonista.
Il risultato, invece, è un indecente banalità che non riesce a coinvolgere neanche per un istante, che non commuove, che non fa riflettere. C'è vita nel film, ma vita fin troppo ordinaria per poter assumere quel significato "oltre-vitale" che avrebbe potuto avere e che mi aspettavo, in nessun aspetto il film riesce a superare il muro della mera esistenza per cercare almeno di sfiorare il nucleo della Vita.
Noia assoluta, quella che non ti fa vedere l'ora che il film finisca.
Nota a margine: Emmanuelle Seigner è una donna che ho trovato sempre incredibilmente affascinante, una di quelle donne che secondo me non si può definire propriamente bella ma che è in grado di stregarti con uno sguardo, come attrice decisamente non risalta ma mi fa sempre piacere vederla.

Salt
Questo non mi è stato consigliato, ma ho avuto l'occasione di vederlo, non mi andava di stare ancora davanti al pc (ora che lavoro tutto il giorno davanti al pc) e allora ho colto l'occasione. In questo caso ho avuto una minore delusione, ma solo perché non mi aspettavo niente. Clamorosamente, da niente che mi aspettavo mi è venuto decisamente niente. Un film inconsistente, poco credibile e che, a differenza di altri rappresentanti del suo genere, non riesce neanche ad intrattenere. I personaggi sono inesistenti, intuisci che ci sono solo perché li vedi; la trama è decisamente prevedibile; il finale è aperto. Ci sono tutti gli elementi del film di serie B e la presenza di Angelina Jolie non contribuisce minimamente ad alzare il livello complessivo, anzi sembra quasi ottenere l'effetto contrario, affondando ancora di più il film nell'amarezza della futilità.

NOW ON AIR: "Black star" Radiohead