Le vie del Signore
Le vie del Signore sono infinite, dicono.
Ma le vie degli dei non sono le vie degli uomini.
Di certo non possono essere le mie.
NOW ON AIR: --silenzio pasquale--
Le vie del Signore sono infinite, dicono.
Ma le vie degli dei non sono le vie degli uomini.
Di certo non possono essere le mie.
NOW ON AIR: --silenzio pasquale--
Pubblicato da MaxParsifal alle 08:24 0 commenti
Quello che più spesso ci lascia moralmente a terra nel rapporto con gli altri non è la delusione per l'essere stati traditi, bensì il dispiacere per aver mal riposto i nostri buoni sentimenti.
NOW ON AIR: "How soon is now?" The Smiths
Pubblicato da MaxParsifal alle 11:41 0 commenti
One of these days your heart will stop and play its final beat
One of these days the clocks will stop and time won't mean a thing
One of these days...
Pubblicato da MaxParsifal alle 17:29 0 commenti
Non voglio commentare (forse sono arrugginito?), soltanto condividere e archiviare un esempio di produzione televisiva di altri tempi, produzione statunitense ovviamente.
Dopo decenni risulta ancora brillante e quasi geniale.
NOW ON AIR: "The Twilight Zone Theme"
Pubblicato da MaxParsifal alle 09:17 0 commenti
Si dice "Mi riempie il cuore" ed è una cosa bellissima. Ma ci si dimentica che prima che qualcosa, o qualcuno, possa riempirti il cuore qualcos'altro, o qualcun'altro, deve avertelo svuotato. Dopo quello svuotamento, ogni nuovo riempimento potrà essere solo parziale e temporaneo.
NOW ON AIR: "Breaking the habit" Linkin Park
Pubblicato da MaxParsifal alle 11:37 1 commenti
Non capisco perché le persone che ti stanno intorno ti debbano costantemente spingere a fare cose che tu non vuoi fare.
Persone che mi state intorno, perché non mi lasciate in pace?
Non ce l'ho con te, non ancora, mi stai anche simpatico... ma a me cenare fuori non piace, non mi interessa, perché mi devi scassare il cacchio per uscire a cena insieme. Ribadisco, non è che non voglio cenare fuori con te, non voglio cenare fuori. Non mi piace andare a teatro, non mi piace andare ai concerti, non mi piace viaggiare.
Potrei dirti di fare insieme qualcosa che piace anche a me... ma non mi piace niente che si possa fare in gruppo.
A me piacciono quattro cose:
- parlare;
- ascoltare;
- leggere;
- pensare.
Odio i pretesti, vogliamo stare insieme? vogliamo parlare? Facciamolo, senza bisogno di cene, di cinema, di teatro, di birra, di aperitivi.
Mi telefoni e mi dici "ci facciamo una passeggiata?" io ti rispondo "si, dove vuoi andare?" senza pensare neanche per un attimo a una scusa per non farlo. Ma se mi dici "Venerdì andiamo tutti a 'Lo Zampognaro', mi raccomando DEVI venire anche tu questa volta", oppure "Giovedì tutti a cena da PierGiacomo", "Abbiamo organizzato un aperitivo per vederci tutti prima di Natale, non puoi mancare"... a me viene subito da vomitare, poi comincio a pensare ad una scusa per non venire. Non ci posso fare niente, mi irrita, mi infastidisce, mi innervosisce.
Perché devo fare cose che non mi piace fare e non mi interessa fare?
Perché devo fare cose che da solo non mi verrebbe mai in mente di fare?
Perché mi dovete complicare la vita?
Perché mi dovete complicare la vita?
Perché mi dovete complicare la vita?
NOW ON AIR: -- silenzio --
Pubblicato da MaxParsifal alle 09:39 3 commenti
Qualche mese fa ho scoperto una cosa strana, curiosa, forse anche un po' inquietante.
Non tutti conoscono i "Kill Hannah": sono un gruppo musicale che fa musica... come definirla... vabbè, Wikipedia la definisce "Alternative rock, post-punk revival, electronic rock, glam rock". Non capisco niente di generi musicali, quindi prendo per vero quello che Wikipedia mi dice. Segue foto segnaletica (e inquietante) dei suddetti.
Pubblicato da MaxParsifal alle 00:06 0 commenti
Etichette: curiosità
A me non piace mentire alle persone. Non solo non mi piace, voglio non farlo.
Se mi chiedi "Andrà tutto bene?" quando ti trovi in una situazione brutta o difficile, io non ce la faccio a dirti "Si", posso dirti "No" o, al massimo, "Non lo so".
Mi piacerebbe molto incontrare una persona che mi faccia venire voglia di mentire, che mi faccia desiderare di dire "Ti prometto che andrà tutto bene" anche quando sono convinto che le cose continueranno ad andare male.
NOW ON AIR: "Funeral" Band Of Horses
Pubblicato da MaxParsifal alle 23:20 0 commenti
Etichette: me
Nessun popolo potrà mai essere libero.
Nessun nazione potrà mai essere libera.
Solo l'individuo può essere libero, se ha la forza morale e il desiderio di esserlo.
La libertà è prima di tutto, se non esclusivamente, qualcosa che riguarda il rapporto tra me e me stesso. Riguarda il modo in cui decido di vivere la mia vita, il modo in cui scelgo di affrontare ciò che mi accade.
Solo in secondo luogo, la libertà riguarda ciò che faccio nei confronti degli altri, e sempre in riferimento soltanto alla mia coscienza.
In nessun caso, a mio modo di vedere, la libertà riguarda il rapporto che gli altri (individui o enti di varia natura) hanno con me.
NOW ON AIR: "Rise" PIL
Pubblicato da MaxParsifal alle 22:04 0 commenti
Etichette: riflessioni
Da bambino (già a partire dai due anni circa) ero uno di quei pochi strambi e malconsiderati individui che non potevano fare a meno di colorare dentro i bordi, a differenza di quelli normali che coloravano tutto a cacchio di cane.
Vi ricordate gli "albi da colorare"? Mia madre me ne comprava tantissimi e io passavo molto tempo a colorare con attenzione quasi morbosa ai colori e alla correttezza della "colorata".
Ricordo perfettamente che a tre anni avevo una mia personalissima gomma per cancellare i segni di pastello che uscivano dai bordi del disegno e quanto mi arrabbiavo se per caso il troppo cancellare finiva per bucare il foglio. Quando invece coloravo con i pennarelli era tutto molto più calmo: al primo errore, giravo pagina e passavo al successivo disegno senza più tornare indietro.
Che infanzia terribile la mia, sotto certi aspetti; la cosa più strana probabilmente è che oggi, a trent'anni suonati, io mi senta quasi orgoglioso di esser stato quel bambino "particolare". Lungi da me pensare di dovermene vergognare, ma ricordare queste cose di me da bambino mi fanno stare meglio con il me stesso di oggi e ancora non ne ho capitoa pieno il motivo.
Pubblicato da MaxParsifal alle 19:21 0 commenti
Etichette: me
Se non odi, se non sei neanche capace di odiare, il tuo amore non ha alcun valore.
NOW ON AIR: "All along the watchtower" Jimi Hendrix
Pubblicato da MaxParsifal alle 22:13 0 commenti
Etichette: me, riflessioni
Ti guardo e non riesco a vedere nient'altro che i tuoi occhi; splendidi, penetranti occhi verdi.
Desidero che il tuo sguardo incroci il mio, lo desidero come non ho mai desiderato niente in vita mia.
Ho paura che tu finalmente ti accorga che ti sto guardando, ho paura che dopo un attimo il tuo sguardo possa fuggire via disenteressato, per non tornare più.
Sono terrorizzato dalla possibilità che invece il tuo sguardo incroci il mio e rimanga lì a fissarmi, curioso? divertito?
Sta di fatto che ogni volta che quell'istante, terribile e magnifico al tempo stesso, sembra avvicinarsi, il mio cuore rischia di scoppiare, mentre il cervello sembra aver perso qualsiasi capacità di guidare il corpo; tra paura e desiderio io muoio mille volte in un secondo e questo morir mi risulta più dolce e piacevole di qualsiasi altro istante della mia vita.
NOW ON AIR: "God's dice" Pearl Jam
Pubblicato da MaxParsifal alle 23:00 0 commenti
Etichette: me
Quando sei morta, sei morta. E fino ad allora, c'è il gelato.
Patrick Jane
Pubblicato da MaxParsifal alle 13:03 0 commenti
Ho voglia di ricominciare a scrivere. Non so di cosa, vorrei semplicemente scrivere qualche nuovo post perché è tantissimo tempo che non scrivo più. Non so perché ma sono in qualche modo legato a questo blog in maniera viscerale. Anche se non riesco ad identificarli, sento come se avessi dei bei ricordi associati al blog e questo mi spinge a voler continuare ad intrattenere i miei rapporti con "lui".
Che dire allora? Per il momento... alla prossima, sperando che non sia troppo lontana nel tempo.
NOW ON AIR: "Whataya want from me" Pink
Pubblicato da MaxParsifal alle 22:22 0 commenti
So che i post personali non sono quelli più apprezzati dai lettori di questo blog, soprattutto perché ci sono pochi lettori affezionati (pochi ma buoni, anzi ottimi) e molti che passano di qui occasionalmente provenienti dai vari motori di ricerca.
Volevo comunque annuciare che qualche giorno fa ho compiuto 30 anni tondi.
Un bilancio di questi miei primi 30 anni? Non ne ho idea, sinceramente.
Non ho voglia di valutarli, li prendo semplicemente come dato di fatto e, a proposito di dati di fatto... non è cambiato niente.
"Ehi, vecchietto come ci si sente ad avere 30 anni?"
Non lo so, a mala pena mi sono accorto di che giorno è, se non ci fosse qualcuno che ogni anno mi fa notare che è il mio compleanno io neanche me ne ricorderei. Cosa è cambiato? A me pare nulla. Di certo non sono lo stesso di qualche anno fa, probabilmente non sono lo stesso di un anno fa, ma santo cielo magari non sono neanche lo stesso di ieri. Se la guardiamo in quest'ottica, e io evidentemente lo faccio, cosa conta il giorno in cui sono nato? Nulla, mi sento di dire.
Ma non festeggi neanche? Se avessi voglia di festeggiare lo farei a prescindere dal giorno dell'anno, del mese o della settimana. Perché dovrei vincolarmi ad un evento che evento non è? Perché dovrei limitarmi? Perché dovrei cercare un pretesto per festeggiare?
NOW ON AIR: "Afterglow" Closure
Pubblicato da MaxParsifal alle 00:38 0 commenti
Mi piacerebbe trovare una ragazza con cui condividere tristezza e malinconia.
Preferisco di gran lunga il pianto al riso: il pianto mi fa sentire qualcosa, il riso invece mi solleva e non mi fa sentire più nulla, non trovo questa leggerezza piacevole.
Mi piacerebbe trovare una ragazza che abbia questo mio stesso piacere per lo stato che ho sentito definire "pesantezza" e, magari, a cui piaccia condividere tristezza e malinconia con me.
Si sorride, si gioisce, si ride insieme anche nei rapporti superficiali, anzi soprattutto in quelli superficiali; è in quelli più profondi, invece, che ci si permette di essere tristi, fragili, aperti di fronte all'altro.
Il sorriso di una ragazza è una delle cose più belle che, a mio avviso, esistono al mondo, ma il pianto, che sia di dolore, di commozione o di gioia, è di gran lunga la cosa più emozionante che possa esistere.
Deciso: ora vado a vedere un bel film commovente, mi faccio un bel pianto e poi andrò a letto sognando una stupenda ragazza e le sue lacrime condivise con me.
NOW ON AIR: "Blue eyes" Cary Brothers
Pubblicato da MaxParsifal alle 00:22 0 commenti
Sono curioso di tutto, ma veramente tutto, lo sono sempre stato, dalla cucina alla meccanica, dalla pittura alla fisica dei quanti. Io guardo, osservo, ascolto, leggo, rifletto, scrivo, rileggo, schematizzo... a volte cerco anche di ricordare, ma la maggior parte delle volte i concetti acquisiti svaniscono presto. Svaniscono perché manca loro qualcosa a cui attaccarsi per rimanere ancorati nella mia memoria a lungo termine.
Questa mia curiosità così vasta e, forse, dispersiva, mi impedisce di interessarmi veramente alle cose. Forse è paradossale, o forse non lo è. Non sono mai riuscito ad interessarmi davvero a qualcosa, forse è colpa del modo in cui lavora la mia curiosità, oppure c'è qualcosa di più profondo che mi impedisce di interessarmi e che mi consente, al massimo, di avere curiosità per le cose. Non ho ancora capito questo aspetto di me, ma mi piacerebbe tanto farlo. Certo è che l'assenza di interesse è alla base della mia incapacità di ricordare la maggior parte delle cose che approfondisco per curiosità.
Mancando completamente la fase dell'interesse, ovviamente mi manca anche la capacità di appassionarmi, alle cose, alle attività, alle persone. Non è certo un gran problema, si può vivere anche senza passioni: si può respirare, si può mangiare, si può bere, anche senza passioni o interessi. Ma lo si fa con molta più fatica. Anzi, si vive con la stessa fatica di tutti gli altri ma sentendola molto di più, perché non hai qualcosa che ti alleggerisce il peso di quello che "devi" fare.
La differenza tra un capriccio e una passione che dura una vita è che il capriccio dura un po' più a lungo.
Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
Pubblicato da MaxParsifal alle 08:34 2 commenti
Etichette: citazioni, me, riflessioni
Negli ultimi giorni mi è capitato di vedere tre film che voglio sconsigliare vivamente. Due mi sono stati vivamente consigliati e ripetutamente elogiati per l'originalità e la bellezza, il terzo me lo sono trovato per le mani e ne ho approfittato... avrei fatto meglio a dormire. Ma andiamo per ordine.
In un mondo migliore
Un film danese della regista Susanne Bier, vincitore di un Golden Globe e di un Oscar, entrambi come migliore film straniero. Di solito evito accuratamente i film vincitori di Oscar ma questa volta non sono stato sufficientemente accorto. Per essere decisamente sintetico mi piacerebbe definirlo "superfluo" perché non mi ha dato niente, a parte la noia nel seguirlo. Una trama non particolarmente articolata e che nonostante questo affronta molteplici temi senza mai giungere al nocciolo di nessuno di questi. Un racconto mediocre di una vicenda drammatica che si conclude, a mio modo di vedere, in modo bizzarro, per non dire grottesco.
Lo scafandro e la farfalla
Le premesse erano ottime.
Il film è basato sull'omonima monografia di Jean-Dominique Bauby, Lo scafandro e la farfalla, in cui Bauby descrive la sua vita dopo aver avuto un ictus all'età di 43 anni, che lo ha ridotto in uno stato di sindrome locked-in, lasciandogli come unico mezzo di comunicazione con il mondo il battito della palpebra sinistra. Il protagonista si risveglia su un letto d'ospedale, dopo 3 settimane di coma, impossibilitato a comunicare.Lo scenario ideale per sviluppare una profonda analisi del senso della vita e delle difficoltà che essa ci mette di fronte, un'opportunità per riflettere sull'esistenza dell'uomo approfittando di una di quelle situazioni estreme che permettono di guardare la vita quasi dall'esterno ma con un coinvolgimento amplificato dalla drammaticità della condizione del protagonista.
Wikipedia (it.wikipedia.org)
Questo non mi è stato consigliato, ma ho avuto l'occasione di vederlo, non mi andava di stare ancora davanti al pc (ora che lavoro tutto il giorno davanti al pc) e allora ho colto l'occasione. In questo caso ho avuto una minore delusione, ma solo perché non mi aspettavo niente. Clamorosamente, da niente che mi aspettavo mi è venuto decisamente niente. Un film inconsistente, poco credibile e che, a differenza di altri rappresentanti del suo genere, non riesce neanche ad intrattenere. I personaggi sono inesistenti, intuisci che ci sono solo perché li vedi; la trama è decisamente prevedibile; il finale è aperto. Ci sono tutti gli elementi del film di serie B e la presenza di Angelina Jolie non contribuisce minimamente ad alzare il livello complessivo, anzi sembra quasi ottenere l'effetto contrario, affondando ancora di più il film nell'amarezza della futilità.Pubblicato da MaxParsifal alle 17:27 0 commenti
Etichette: film
Mi piacerebbe avere il proverbiale dono della sintesi.
In attesa di riceverlo, mi cullerò ancora qualche tempo nell'illusione che chi riesce ad essere sintetico lo è perché ha poco da dire.
NOW ON AIR: "You oughta know" Alanis Morisette
Pubblicato da MaxParsifal alle 08:49 0 commenti
Etichette: me

Il castello dei destini incrociati è un'opera di Italo Calvino pubblicata nel 1973.
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso, smontai di sella in una corte buia, stallieri silenziosi presero in consegna il mio cavallo. Ero senza fiato; le gambe mi reggevano appena: da quando ero entrato nel bosco tali erano state le prove che mi erano occorse, gli incontri, le apparizioni, i duelli, che non riuscivo a ridare un ordine né ai movimenti né ai pensieri.Fin qui l'antefatto: una compagnia molto varia riunita a cena; come spesso accade in questi consessi non previsti, ognuno avrebbe una storia che val la pena di esser raccontata e di esser ascoltata. Ma ai nostri eroi manca la capacità di raccontare tramite le parole. Ecco quindi intervenire "la trovata", lo stratagemma alla base dell'opera.
Salii una scalinata; mi trovai in una sala alta e spaziosa: molte persone - certamente anch'essi ospiti di passaggio, che m'avevano preceduto per le vie della foresta - sedevano a cena attorno a un desco illuminato da candelieri.
[...] Deciso a rompere quel che credevo un torpore delle lingue dopo le fatiche del viaggio, feci per sbottare in un'esclamazione clamorosa come: "Buon pro!" "Alla buon'ora!" "Qual buon vento!": ma dalla mia bocca non uscì alcun suono. Il tambureggiare dei cucchiai e l'acciottolio di coppe e stoviglie bastavano a convincermi che non ero diventato sordo: non mi restava che supporre d'esser muto. Me lo confermarono i commensali, muovendo anch'essi le labbra in silenzio con aria graziosamente rassegnata: era chiaro che la traversata del bosco era costata a ciascuno di noi la perdita della favella.
[...] sulla tavola appena sparecchiata, colui che pareva essere il castellano posò un mazzo di carte da gioco.Da qui in poi, il nostro cavaliere ci guida attraverso le sue interpretazioni delle storie raccontate da alcuni commensali tramite l'uso dei tarocchi.
[...] Uno dei commensali tirò a sé le carte sparse, lasciando sgombra una larga parte del tavolo; ma non le radunò in mazzo né le mescolò; prese una carta e la posò davanti a sé. Tutti notammo la somiglianza tra il suo viso e quello della figura, e ci parve di capire che con quella carta egli voleva dire "Io" e che s'accingeva a raccontare la sua storia.
Pubblicato da MaxParsifal alle 23:56 0 commenti
Etichette: Italo Calvino, libri