lunedì, ottobre 01, 2007

Complimenti al millesimo visitatore!!!

Eh si! Non ci credevo neanche io... ho fatto di tutto per tenere lontani i visitatori dal mio blog: ho scritto stupidaggini, ho scritto cose eccessivamente serie, non ho scritto per lunghi periodi... niente, non è servito a nulla ed ora mi ritrovo qui a dover festeggiare il superamento delle 1.000 visite.

Totale Visite Pagine viste
Settimana
16
21
Mese corrente
159
185
Dalla creazione dell'account / dall'ultimo azzeramento
1.012
1.188

Fonte: ShinyStat


Naturalmente devo ringraziare tutti quelli che seguono con assiduità i miei vaneggiamenti (Serendipity e Franciov) e soprattutto tutti quegli amici che non hanno visitato mai il mio blog neanche per sbaglio. Grazie a tutti e spero di meritarmi questo successo. In seconda battuta grazie anche a tutti gli Anonimi.

PS: vorrei sottolineare che sono salito da 5/50 a 6/50 nella graduatoria del gradimento ShinyStat.

NOW ON AIR: "More than a feeling" Boston

venerdì, settembre 07, 2007

Letture terminate

Vorrei citare qui alcuni libri da me letti recentemente ma di cui non sono ancora riuscito ad elaborare una recensione o comunque un commento che mi soddisfi:
- "Casa di bambola" Henrik Ibsen
- "Il Silmarillion" J.R.R. Tolkien
- "Fahrenheit 451" Ray Bradbury
- "Le storie del ciclo di Cthulhu" H.P. Lovecraft
- "La repubblica" Platone

Il non riuscire ad elaborare ed esporre un commento chiaro e sufficientemente spontaneo riguardo un libro che ho letto, spesso mi infastidisce più del non riuscire a terminare la lettura di un altro. In questo caso i libri sono addirittura cinque, quindi sono discretamente nervoso e per discretamente nervoso intendo che, ogni volta che uno di questi libri mi capita davanti agli occhi, mi viene una gran fame.

NOW ON AIR: "Carolyna" Melanie C

giovedì, settembre 06, 2007

Racconti del terrore


Ho letto "Racconti del terrore" di Edgar Allan Poe.
Sarò sincero, ero abbastanza scettico su questo autore ma mi sono dovuto ricredere.
Ho deciso di leggere Poe perchè alle sue opere era molto legato uno dei miei scrittori preferiti, H.P. Lovecraft; forse ero scettico perchè Poe risulta al grande pubblico molto più famoso rispetto a Lovecraft e forse questo mi causava un po' di risentimento riflesso, se capite cosa intendo.
Comunque dopo aver letto questa collezione di racconti brevi, oltre ad essere contento di averlo fatto, ho anche capito perchè Poe era tra le letture preferite di Lovecraft. L'impressione che ho avuto dell'autore è quella di un profondo studioso della mente e dei comportamenti umani; a volte immagino Poe più come uno scienziato che come un artista, un uomo pieno di curiosità verso la vita degli esseri umani, curioso e con tanto desiderio di capire.
Ho apprezzato particolarmente la forma del racconto breve: credo che questo mezzo permmetta allo scrittore di raggiungere meglio, e non solo prima, il suo scopo, quello di coinvolgerti nella sua storia, nelle vicende che vuole narrarti, portarti abbastanza velocemente dove tu e lui volete arrivare. Poe, inoltre, riesce ad arrivare a quel punto con la giusta velocità, nè troppo precipitosamente, nè costruendo un'inutile sovrappiù di vicende che servirebbero soltanto ad allungare il brodo: vuole mostrarti un aspetto della realtà che l'ha colpito, racconta la vita guardando a quei momenti in cui, forse, ci sentiamo più vivi, quei momenti in cui ci avviciniamo all'ignoto, quei momenti in cui la paura e il terrore si impadroniscono dei nostri sensi e ne fanno quel che vogliono, quei momenti, soprattutto, in cui ci troviamo così vicini alla morte, nostra o di qualcuno che ci è vicino, da rappresentare forse i momenti più "alti" di vita... ho sentito più volte dire che non ci si sente mai tanto vivi quanto nei momenti in cui si è vicini alla morte e credo che probabilmente sia vero. Possiamo quindi dire che Poe racconta sì di paure, di terrori, di incubi, di morte ma mentre lo fa racconta soprattutto di vita.
I racconti che mi sono piaciuti maggiormente sono "Silenzio", "Una discesa nel Maelstorm", "La maschera della Morte Rossa", oltre ai celeberrimi "Il gatto nero" e "Il pozzo e il pendolo": soprattutto quest'ultimo credo che sia un racconto veramente fantastico, io sono uno che si annoia facilmente, a volte molto facilmente, ma questo racconto è riuscito a prendermi e l'ho letto tutto d'un fiato senza neanche accorgermene, mi sembrava di essere accanto al protagonista mentre questo viveva il proprio racconto.

Prossimamente leggerò anche "Racconti del grottesco" e "Racconti di enigmi", ma per ora cambio categoria, ho una sfida in corsa... c'è un libro che devo leggere da dieci anni, l'ho comprato due anni fa ma ancora non sono riuscito a leggerlo e quando ho scoperto che Franciov lo sta leggendo, mi sono detto lo devo iniziare subito e finirlo prima di lui... eccomi "Memorie di Adriano" sono pronto!

NOW ON AIR: "Show must go on" Queen

lunedì, settembre 03, 2007

Il leone e la gazzella

Sono laureato in ingegneria informatica e il mio futuro dovrebbe essere quello di lavorare in un'azienda, di informatica, di elettronica, non importa.
Ma come si può lavorare in un ambiente in cui non solo il concorrente è visto come un nemico, ma lo stesso cliente è considerato un avversario.
In una situazione del genere sei continuamente circondato e devi difenderti da tutto e da tutti; e difendersi non basta, ci si aspetta che tu combatta, che tu prevenga, che tu uccida, naturalmente in senso figurato. Quando mi trovo a contatto con persone che fanno già parte di questo mondo non posso non provare un forte senso di disgusto, è più forte di me: io cerco sempre di capire il punto di vista degli altri, spesso riesco a comprendere quello che le persone fanno e ad intuire diverse possibili motivazioni per comportarsi, per vivere, in una certa maniera, ma il capirli non mi impedisce di rimanere basito e, più spesso, disgustato.
La parola d'ordine è competitività, ai miei occhi però questa parola perde tutto quello che potrebbe avere di positivo soltanto al pensiero del mare di mediocrità in cui è immerso: si compete per superare l'avversario non per raggiungere l'eccellenza nel proprio campo, non per fare il meglio di quello che sarebbe possibile, non per dare il meglio di sè.
La parola d'ordine è competitività: ma come si può vivere competendo? Il progresso non dovrebbe salvarci dalla competizione per la sopravvivenza?
Nel mondo in generale, e in queste aziende soprattutto, lavoriamo per generare progresso e civiltà ma non riusciamo a slegarci dalle mere leggi di natura.
Come possiamo parlare di civiltà quando parliamo di esseri umani? Come possiamo guardare ai gorilla d montagna delle foreste del Virunga e non provare invidia? Credo che ci siano veramente pochi esseri umani civili sulla Terra e sicuramente nessuna nazione, tra quelle riconosciute, che possa dirsi civile. Come possiamo definirci civili quando in realtà continuiamo imperterriti a vivere secondo la cosiddetta "legge della giungla", la "legge del più forte"? Ho detto più volte che la legge del più forte, se così la vogliamo chiamare, è l'unica che ha ragione di esistere e, in un certo senso, anche l'unica giusta, ma nel caso degli esseri umani ci sono due pesanti aggravanti:
1) il nostro cervello e le sue potenzialità ci offrono la possibilità di andare oltre questa legge, di poter essere civili, di poter vivere in modo più sereno rispetto ai leoni e alle gazzelle, possibilità che noi abbiamo rifiutato ogni giorno "dall'alba dei tempi";
2) gli animali, che hanno un livello più basso di coscienza e consapevolezza, vivono secondo questa legge ma con misura, mangiano per sfamarsi, bevono per dissetarsi, a differenza nostra che mangiamo e beviamo ormai esclusivamente per gusto, per piacere e che per continuare a sfamarci e dissetarci ci inventiamo ogni giorno una nuova fame e una nuova sete e, quando non ci pensiamo da soli, c'è sempre qualcuno pronto a solleticarci con qualcosa di nuovo e gustoso a cui difficilmente riusciamo a resistere.

Vorrei continuare a dire tante altre cose, ma quando l'amarezza cresce piano piano in me, arriva ad un punto in cui i pensieri si accavallano e si rincorrono senza la possibilità per me di riordinarli e scriverli, diventano una tenebra oscura tra cui è difficile farsi largo e ritrovare la strada che si voleva seguire. Allora meglio fermarsi, sedersi tranquilli, cercare di rilassarsi pensando ad altro, finchè le tenebre non svaniscono per darti un piccolo sollievo, almeno fino alla prossima volta, fino al prossimo abbraccio della tenebra, sperando che non sia troppo presto... un abbraccio che però, in cuor mio, già mi manca.

NOW ON AIR: "Evolution" Korn

venerdì, agosto 31, 2007

Le vite degli altri


Questa estate sono tornato, dopo lungo tempo, ad approfittare del cinema all'aperto e sono stato fortunato.
Sono andato a vedere un film di cui mi avevano parlato molto bene, addirittura mi era stato detto che fosse il miglior film dell'anno: il film in questione è appunto "Le vite degli altri".
Non so se è veramente il miglior film dell'anno, prima di tutto si tratta pur sempre di gusti, e, soprattutto, non ho visto molti film quest'anno quindi mi mancano le basi per commentare a pieno quest'affermazione.
Quello che so è che mi è piaciuto, ero scettico perchè il trailer non mi aveva convinto ad andarlo a vedere e perchè ho poca fisucia nel cinema tedesco, più o meno la stessa fiducia che ripongo in quello italiano o francese.
Un film d'altri tempi, questo mi è sembrato, quando i film non soltanto ti raccontavano una storia ma te la comunicavano, ti comunicavano una storia e magari ti comunicavano un'idea, un pensiero o più semplicemente ti davano uno spunto per riflettere, attirando la tua ragione solleticando il tuo cuore.
1984, DDR (Repubblica Democratica Tedesca), Berlino Est. Tra intrighi e interessi personali la STASI lavora incessantemente per smascherare i nemici dello stato e del socialismo; gli artisti e gli intellettuali sono sempre i primi indiziati: contestatori e destabilizzatori per natura. Le vite di registi teatrali, commediografi, giornalisti, attori, passate al setaccio e come sempre la dura lotta tra il bene ed il male, ci sarà qualcuno che si chiederà cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, che vacillerà messo di fronte alle "vite degli altri"?
Due ore di film che difficilmente annoieranno e spero facciano anche riflettere; non esprimo giudizi sugli attori perchè non sono mai stato in grado di distinguere un buon attore da uno cattivo, io giudico soltanto la storia e ciò che mi fa provare.
Buona visione.

Note - E' IL PIU' GRANDE SUCCESSO DELLA STAGIONE CINEMATOGRAFICA TEDESCA (HA VINTO 7 PREMI DEL CINEMA TEDESCO TRA CUI MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR SCENEGGIATURA).
- PRESENTATO IN 'PIAZZA GRANDE' A LOCARNO 2006.
- OSCAR 2007: MIGLIOR FILM STRANIERO.
- DAVID DI DONATELLO 2007 COME MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA.


Per maggiori dettagli: "Le vite degli altri"

NOW ON AIR: "Struggle for pleasure" Wim Mertens


giovedì, agosto 30, 2007

Andamento positivo

Sono contento perchè in queste utlime due settimane il mio blog ha registrato, secondo i dati di ShinyStat, un andamento molto positivo: un bel +108% di visite.
Sono molto fiero di me... non è vero, ma mi fa comunque piacere, anche se potrebbero essere persone capitate qui per caso.
Comunque, se i mezzi tecnici mi sosterranno con sufficiente continuità, spero di poter aggiornare più spesso di quanto ho fatto negli ultimi mesi il blog, proponendo idee, recensioni, suggerimenti, segnalazioni, sempre nel mio spirito, un po' critico, un po' malinconico, un po' irriverente, aggiungendo ogni tanto una punta di leggerezza.
Grazie a chiunque apprezzi quello che scrivo, a chiunque lo legga anche senza apprezzarlo, a chiunque lo legga perchè mi conosce e a chiunque lo legga solo perchè gli sto simpatico: un saluto particolare ai miei commentatori preferiti Serendipity e Franciov (non vorrei sottolineare qui che sono anche gli unici, a parte uno o più anonimi le cui sembrano farsi più frequenti di recente, ma spero che possano crescere).

PS: vorrei sottolineare quanto suoni meglio usare la parola "andamento" invece dell'orribile versione inglese "trend", caro il mio ShinyStat, il mio sito non ha un "trend", bensì un "andamento" positivo (Forza CILDLI, sempre).

NOW ON AIR: "U + Ur hand" Pink

martedì, luglio 31, 2007

Il senso della vita

In mancanza di argomenti freschi ho aperto una pagina del mio diario personale, che porta la data del 29/9/2006, e la voglio copiare qui.

Nella vita, così come in ogni cosa, vi sono aspetti essenziali contrapposti a quelli accidentali: i primi, come dice la parola stessa costituiscono l'essenza stessa di una cosa (in questo caso la vita) e quindi ne sono imprescindibili, non può definirsi "vita" qualcosa in cui non possiamo riconoscere quelli che sono oggettivamente aspetti essenziali e quindi necessari della vita.
Al contrario gli aspetti accidentali sono quelli che possono esserci oppure no, senza cambiare la natura intima di una cosa.
Per fare un esempio molto figurativo e, forse, anche un po' poetico, possiamo pensare ad una strada: per avere una strada è sufficiente avere un percorso riconoscibile in qualche direzione, non importa l'origine, nè la destinazione, non importa se è asfaltata o sterrata, addirittura arrivo a pensare che non importa se è reale o immaginaria, spirituale. Tutti gli aspetti non essenziali della strada possono essere paragonati a tanti sassolini che si trovano su di essa: possono essere tanti o pochi, spostarsi, aumentare, diminuire, ma resteranno sempre aspetti puramente accidentali di una particolare strada.
E così arriviamo al punto: il senso della vita, intendendo senso come significato e non come direzione, può essere soltanto uno degli aspetti essenziali. Se la vita ha significato oggettivamente, tale significato oggetivo può solo risiedere in uno degli aspetti essenziali della vita: gli aspetti accidentali possono rappresentare rassegnate giustificazioni, più o meno piacevoli direzioni, si prende un aspetto accidentale della vita e lo si usa come fosse l'ago di una immaginaria bussola che segna un'immaginaria rotta nell'oceano della vita. Tutto questo però è completamente soggettivo ed arbitrario mentre la vita, o almeno quello che intendo io quando parlo di vita, è qualcosa che condividiamo tutti, qualcosa che riguarda tutti allo stesso modo e nella stessa misura e che, quindi, non può essere nè soggettivo nè arbitrario.
Se ognuno può trovarsi il proprio personalissimo senso della vita, inteso come direzione, è perchè non esiste nessun senso nella vita, inteso come significato, in quanto questo precluderebbe qualsiasi altra interpretazione.
Ma fin qui è mera curiosità, ci sarà qualcosa, non ci sarà, c'è un motivo un significato per tutto questo? Quello che mi angoscia veramente è il non capire come si possa dare ogni giorno seguito a questo scempio, chiamato vita, procreando.

NOW ON AIR: "Black Star" Radiohead

Lego o L'ego?

Sono rimasto particolarmente colpito da questa recente canzone:



ecco in particolare i passaggi del testo che mi hanno favorevolmente affascinato:

[...]

Dove son finiti tutti quei mattoni colorati
quanti menti son cresciute, quanti sogni irrealizzati.
Quando ero piccolo
giorni interi trascorrevo a costruire con il lego
ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro

Ora che sono diventato un adulto
non mi riesco più a guardare allo specchio
della televisione proprio me ne frego
io mi diverto a costruire coll'ego.

Dimmi cos'è che non va
con me stesso
dimmi qual è il meccanismo che è rotto
dammi un ricambio perfetto
così la smetto
la smetto di riflettere, di ragionare, di cercare di capire, il senso delle cose

[...]


Riflettiamoci un po' tutti, in silenzio, ascoltando queste belle parole.

PS: Mi è venuta un voglia matta di tirare fuori la scatola dei lego dall'armadio.

NOW ON AIR: "Lego" Io, Carlo

domenica, luglio 29, 2007

Un bel libro

Il protagonista de "Il giovane Holden" dice che per lui un bel libro è quello che, finito di leggerlo, vorresti che l'autore fosse tuo amico per poterlo chiamare e parlarne.
Secondo me un bel libro, almeno per quel che riguarda i romanzi, è un libro in cui ti capita, mentre lo leggi, di sperare che il protagonista si comporti in una certa maniera, di suggerirgli come agire, suggerire mentalemente la prossima mossa, cercare di immaginare cosa c'è dietro la prossima svolta e tremare di paura e sorridere di piacere insieme ai protagonisti.

NOW ON AIR: "Downfall" TRUST Company

martedì, luglio 03, 2007

Misericordia

"Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell'infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo."

da "Il richiamo di Cthulhu" H. P. Lovecraft


NOW ON AIR: "Struggle for pleasure" Wim Mertens