sabato, giugno 28, 2008

Lucky Starr e i pirati degli asteroidi


Altro libro, altra delusione.
Ho letto il secondo capitolo della saga di Lucky Starr, "Lucky Starr e i pirati degli asteroidi", e l'ho trovata una pallida imitazione del primo, tanto da pensare che probabilmente l'unico punto forte del capostipite della serie fosse soltanto la novità e nient'altro. Ancora troviamo il buono che se la cava sempre, il compagno di avventure un po' più sfigato, un po' più basso, un po' più grasso,... poi c'è lo scagnozzo attaccabrighe, il cattivo che sembra contare e poi si scopre non conta niente o quasi, l'insospettabile burattinaio che si nasconde dietro le quinte, talmente insospettabile che appena appare sulla scena già cominci a sentire puzza di bruciato. Tutti questi personaggi conditi da intrighi interstellari scoperti non si sa bene come: arrivi alla fine e il protagonista ha capito tutto, al limite della preveggenza, naturalmente non ci sono prove, a parte la confessione del cattivo che, trovandosi "alle strette", non può far altro che confessare.
Spero vivamente che il prossimo episodio della serie "Lucky Starr" sia caratterizzato da qualche elemento innovativo, per il momento però passerò a letture di altro genere, mi sento in vena di romanzo storico.

NOW ON AIR: "How soon is now" The Smiths

mercoledì, giugno 18, 2008

Ancora sulla libertà di pensiero

La libertà di pensiero è l'unica che veramente conta.
Perchè io sono un essere umano e ciò che mi rende tale è prima di tutto la mia mente e quindi il mio pensiero.
Se io modificassi i miei connottati nessuno mi riconoscerebbe, ma sarei sempre MaxParsifal; se io avessi pensieri differenti, invece, non sarei più MaxParsifal, sarei un altro essere umano, anche con la stessa faccia.
Questo per me è molto importante: la mente è ciò che ci rende unici e se non fossimo unici, se ci potessero essere due persone perfettamente identiche, quale valore potrebbe avere uno qualsiasi di quei due individui rispetto all'altro? Secondo me, nessuno. Se perdi un portachiavi che ti piace molto, ne ricompri uno uguale e sarà esattamente come quello vecchio: con le persone, purtroppo o per fortuna, non è così e io sono contento che non lo sia, perchè altrimenti la vita avrebbe ancora meno senso di quello che ha. In realtà, anche ricomprando un portachiavi esattamente identico, non sarebbe la stessa cosa, ma questo perchè tu sapresti che non è lo stesso, quindi ancora una volta rispunta la centralità dell'individuo che con i suoi ricordi ed i suoi pensieri dona, e si dona, senso alle cose.
Per questo la libertà di pensiero deve essere centrale e fondamentale nella vita. Le altre libertà si possono guadagnare attraverso quella di pensiero se proprio le si vuole, l'importante è imparare a capire cosa si vuole veramente. Io spesso sogno un mondo di persone che siano talmente forti mentalmente e talmente razionali da non farsi plagiare, da non farsi convincere: se i pensieri sono così importanti, permettere a qualcun altro di scrivere i tuoi pensieri significa vivere un po' meno, significa rinunciare a vivere la nostra vita e prendere in prestito quella di qualcun altro, per non parlare di quando paghiamo per vivere la vita degli altri. La vita di quelli che ci dicono che dobbiamo avere un automobile per vivere, che dobbiamo comunque comprare la benzina anche se costa 3 euro al litro; la vita di quelli che ci dicono che siamo più felici con un certo paio di occhiali da sole, con i nuovi pantaloni firmati o con le scarpe che hanno quattro bande orizzontali invece che tre cerchi allineati.
Se quello che siamo è ciò che pensiamo, come io credo, non pensare significa rinunciare a vivere la propria vita... non capisco come facciano le persone a non capirlo.

NOW ON AIR: "Faint" Linkin Park

La svastica sul Sole


Ho letto "La svastica sul Sole" di Philip K. Dick, un libro che mi ha regalato mio fratello conoscendo il mio innamoramento per questo autore.
E' difficile per me esprimere un giudizio e per farla breve dirò subito che non mi è piaciuta la fine del racconto: senza anticipare nulla della conclusione voglio dire che comunque mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, la sensazione di aver letto un libro incompiuto.
L'autore parte da una grande idea, a mio avviso, immaginare il mondo, in particolare gli Stati Uniti, dopo la vittoria del secondo conflitto mondiale da parte delle forze dell'Asse: Germania e Giappone si spartiscono il pianeta, con l'Italia sempre a fare la sua parte marginale, colonizzando e modificando il modo di vivere delle nazioni sottoposte al rispettivo controllo. Gli Stati Uniti spezzati a metà, ad Ovest i giapponesi e ad Est i tedeschi, famiglie spezzate in un modo o nell'altro, rapporti diplomatici difficili tra due popoli alleati in guerra ma tanto distanti in quanto a cultura.
Le storie di diverse persone si intrecciano e si rincorrono: è un libro "corale", non c'è un vero è proprio protagonista ma tanti, che permettono all'autore di descrivere tanti diversi aspetti del mondo che vuole raccontare. Tante persone ed un libro, un libro proibito nell'area di dominio tedesco e formalmente bandito anche dai giapponesi ma sostanzialmente tollerato: un libro, scritto da un certo Hawthorne Abendsen, che descrive come sarebbe stato il mondo se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dagli Alleati. Idea geniale.
"La svastica sul Sole" è un libro di oltre 300 pagine, ma l'ho letto con estrema velocità, strano per me che sono molto lento a leggere, l'ho divorato perchè è molto scorrevole, molto ben scritto e perchè è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Probabilmente se la conclusione delle vicende raccontate non mi fosse risultata deludente l'avrei considerato il migliore libro tra tutti quelli letti o al massimo il secondo nella mia personale classifica.
Purtroppo l'ultimo capitolo ha rovinato un po' questo sogno, non mi sento però di sconsigliarlo, anzi inviterei altre persone a leggerlo per spingerle a trovare una bellezza nascosta che, magari, io non sono riuscito a scovare, anche nel finale.

Nessun libro letto rappresenta tempo perso, neanche quelli che non ci piacciono, perchè da ogni libro possiamo imparare qualcosa, ad esempio possiamo cercare di capire perchè un libro non ci è piaciuto, ogni libro che non ci piace ci insegna ad apprezzare ancora di più quelli che ci sono piaciuti, ogni libro che non ci è piaciuto ci aiutare a capire perchè un altro ci è piaciuto tanto. Lo stesso vale per libri come questo che in parte mi è piaciuto ed in parte no.

NOW ON AIR: "Struggle for pleasure" Wim Mertens

venerdì, giugno 06, 2008

La vita secondo Capote

Finalmente ho ritrovato una citazione che mi era piaciuta molto e che mi ero appuntato, ma non ricordavo dove; eccola:

Intervistatore: "Sembra che lei abbia una visione tragica della vita."
Truman Capote: "Quale persona intelligente non ce l'ha?"

Comunque buona vita a tutti. Soprattutto a quelli che leggono il mio blog.

NOW ON AIR: "Just" Radiohead