sabato, giugno 28, 2008

Lucky Starr e i pirati degli asteroidi


Altro libro, altra delusione.
Ho letto il secondo capitolo della saga di Lucky Starr, "Lucky Starr e i pirati degli asteroidi", e l'ho trovata una pallida imitazione del primo, tanto da pensare che probabilmente l'unico punto forte del capostipite della serie fosse soltanto la novità e nient'altro. Ancora troviamo il buono che se la cava sempre, il compagno di avventure un po' più sfigato, un po' più basso, un po' più grasso,... poi c'è lo scagnozzo attaccabrighe, il cattivo che sembra contare e poi si scopre non conta niente o quasi, l'insospettabile burattinaio che si nasconde dietro le quinte, talmente insospettabile che appena appare sulla scena già cominci a sentire puzza di bruciato. Tutti questi personaggi conditi da intrighi interstellari scoperti non si sa bene come: arrivi alla fine e il protagonista ha capito tutto, al limite della preveggenza, naturalmente non ci sono prove, a parte la confessione del cattivo che, trovandosi "alle strette", non può far altro che confessare.
Spero vivamente che il prossimo episodio della serie "Lucky Starr" sia caratterizzato da qualche elemento innovativo, per il momento però passerò a letture di altro genere, mi sento in vena di romanzo storico.

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