mercoledì, luglio 20, 2011

Pari opportunità a tutti i costi

Qualche giorno fa il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio ha azzerato la Giunta del Comune di Roma.

Azzerata. Da ieri la capitale d'Italia è senza giunta comunale. A disporre l'annullamento della nomina degli assessori romani, undici uomini e una sola donna, è stata ieri la seconda sezione del Tar Lazio, che ha accolto i ricorsi presentati da Verdi, Pd e Sel per violazione dell'articolo 5 dello Statuto che impone un equilibrato rapporto tra i sessi in seno al governo locale e il rispetto del principio delle pari opportunità.

da Repubblica.it
Ieri, il sindaco Alemanno ha risolto così: ribadendo la Giunta che c'era prima, affidando a Sveva Belviso, già asssessore alle politiche sociali, il ruolo di vice sindaco, e introducendo un nuovo ruolo (nuovo assessore con la delega della promozione dei grandi eventi e della candidatura olimpica) affidato a Rosella Sensi (ex-presidente dell'A.S. Roma). Voglio sottolineare qualche punto, alcuni un po' più generali altri più specifici.

0. Una donna in più nel consiglio ristabilisce "un equilibrato rapporto tra i sessi in seno al governo locale"? Domanda retorica, se volete potete rispondere ma non è necessario.

1. Spero che Rosella Sensi faccia bene nel suo nuovo ruolo, ma fino ad ora ha dimostrato veramente poco come amministratore, qualcuno direbbe che ha dimostrato di non essere all'altezza di ricoprire un ruolo di responsabilità (specialmente alcuni tifosi della Roma). Io non voglio arrivare a tanto, semplicemente perché non la conosco così bene per farlo, ma di certo non ha dimostrato la sicurezza e il piglio che mi aspetterei da un assessore o anche semplicemente da un amministratore, troppo spesso è invece sembrata timida, insicura, remissiva. Direi che soffre degli stessi difetti di molti giovani italiani che sono cresciuti negli ultimi trent'anni in Italia, accuditi così bene dai genitori e accompagnati con tanta dolcezza da renderli incapaci di "fare" veramente e concretamente (mi ci metto dentro anche io). Ma, mi chiedo, sono queste le caratteristiche degli amministratori che vogliamo? Inoltre parlando di pari opportunità, mi sembra che come donna abbia dimostrato ben poca autonomia rispetto al mondo maschilista della politica e del calcio, troppo spesso attaccata, nelle sue vicende, alle giacche di noti grandi vecchi della politica, sia amministrativa che calcistica.
Sinceramente non credo che abbia le capacità per ricoprire in modo proficuo tale ruolo, ma spero vivamente di essere presto smentito dai fatti.

2. Vogliamo veramente questo tipo di pari opportunità, queste pari opportunità imposte per legge e che inevitabilmente si rivoltano contro lo stesso diritto che dovrebbero difendere? Non si può imporre l'uguaglianza per legge, ma solo per cultura. Imporre una donna solo perché è donna è una discriminazione nella discriminazine (non mi riferisco qui a Rosella Sensi, la sua vicenda rappresenta solo uno spunto di riflessione): adesso siamo tutti contenti perché c'è una donna in più nel consiglio di amministrazione, ma cosa sa fare quella donna? Come si è meritata quel posto? Qual è il suo merito? Solo quello di essere donna? Mi dispiace doverlo dire, ma è vero, troppo spesso sono le donne stesse che generano diversità: rimanendo alla politica, molto molto raramente ho incontrato una donna che desiderasse votare per una donna alle elezioni, o anche solo per un partito che dimostrava di dare veramente importanza alle donne. Mi sembra che questo stia cambiando, per fortuna, con le nuove generazioni, ma ancora troppo spesso si fa esclusivamente una questione di genere, a prescindere da capacità e potenzialità.

3. Una donna non è migliore di un uomo a prescindere, così come non vale il contrario e non si può imporre per legge la presenza di un certo numero di donne nelle giunte, nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, perché così si sminuiscono le donne, sia sotto il punto di vista umano che sotto quello lavorativo. Una legge che impone di inserire una certa quantità prestabilita di donne in ruoli di potere giustifica chi pensa che le donne siano inferiori e che abbiano bisogno di leggi che le tutelino, come fossero portatori di handicap, come fossero una categoria da proteggere. Ciò contribuisce a favorire negli uomini l'idea che la donna sia inferiore e questo culturalmente è sbagliato (certo, negli uomini stupidi, ma ce ne sono tanti, più o meno quanto le donne stupide). Inoltre, costringere gli uomini di potere ad inserire forzatamente donne tra i loro consiglieri gli offre l'opportunità di rafforzare la propria "leadership maschilista" da capo-branco, inserendo nei consigli donne che magari sono a loro asservite in tutto e per tutto, guadagnando in pari opportunità e contemporaneamente perdendo tantissimo in democrazia.

Io da hanni propongo (principalmente a me stesso) una legge sulle dispari opportunità. L'idea è semplice, che ogni essere umano venga giudicato soltanto per le sue capacità, indipendentemente che sia uomo, donna, anziano, bambino, eterosessuale, omosessuale, asessuale, indigeno, straniero o marziano; che ogni individuo possa essere giudicato e valutato soltanto per ciò che realmente è: un individuo diverso da qualsiasi altro individuo nell'Universo. Ma come si fa a scrivere una legge così, non si può, men che meno una che funzioni concretamente; ribadisco che l'unica speranza è di natura culturale: quando le mamme e i papà smetteranno di crescere i figli con pregiudizi e finte parità trasmesse consapevolmente o meno, quando finalmente tutti capiranno che siamo tutti diversi l'uno dall'altro e che dobbiamo essere giudicati tutti per ogni cosa che facciamo e giudicati per tutte le nostre caratteristiche e non solo per quelle che risaltano più delle altre (come il sesso), allora forse potremmo sperare di vivere in un mondo migliore senza leggi stupide e che alla prova dei fatti si rivelano spesso dannose più che inutili, come quella sulle pari opportunità.

NOTA: in alcuni paesi scandinavi esistono leggi per le pari opportunità "al contrario", dove gli uomini sono tutelati e hanno per legge un certo numero di posti riservati sia nei consigli di amministrazione delle società private che nelle amministrazioni pubbliche. Sembrerebbe che nei paesi scandinavi le donne siano non statisticamente ma concretamente più brave e competenti degli uomini e per questo riescano a surclassarli in modo imbarazzante nelle posizioni di potere, tanto che se non ci fosse la legge che tutela gli uomini molti consigli di amministrazione sarebbero completamente composti da donne. Bene, io dico che questa legge è ingiusta, se non ci sono uomini che meritano posti di potere è giusto che il consiglio di amministrazione sia completamente femminile, con tutto ciò che ne consegue. La legge che tutela gli uomini è, a mio avviso, tanto ingiusta quanto quella che tutela le donne.

PS: Ribadisco ancora una volta che le opinioni espresse in questo post non vogliono in alcuna misura attaccare personalmente la dottoressa Rosella Sensi, o criticare le vicende qui descritte che la coinvolgono più di quanto esplicitamente espresso nelle righe precedenti. I fatti cui si accenna all'inizio del post sono più che altro uno spunto per una riflessione molto più ampia che meditavo da molto tempo e che rigurda il mondo in generale e non solo il Comune di Roma.

domenica, luglio 10, 2011

Terremoto in diretta

Ho appena sentito una scossa di terremoto (abito nella periferia Est di Roma), ma sono il solo che l'ha sentita in casa.
Vediamo se tra qualche minuto esce qualche notizia.

Update 10/07/2011 20.26: in molti hanno sentito la scossa, stando ai commenti, qualcosa sicuramente è successo, a ulteriore comferma il sito dell'INGV risulta irraggiungibile, sarà sovraccarico o in aggiornamento?

Update 10/07/2011 20.34: entità 3.2 (comunicato ufficiale)

Update 10/07/2011 21.00: foto dell'area da Google Maps

Così lontano, così vicino


Così lontano, così vicino è il seguito de Il cielo sopra Berlino in cui ritroviamo tutti i personaggi principali con l'aggiunta di qualche nuova entrata. Dico subito che anche questo film è molto bello; anche questo è lungo, lento, intenso, emozionante e non banale, ma l'ho trovato anche maggiormente criptico e più caotico rispetto al precedente. Mi verrebbe da dire meno accessibile ma senza sapere spiegare perché, forse rivedendolo o semplicemente tra qualche tempo avrò le idee più chiare al riguardo.
Il film è anch'esso ambientato a Berlino, dove Damiel, l'angelo divenuto umano nel precedente film sembra essersi ambientato benissimo: l'amore, una figlia e un ristorante-pizzeria chiamato Casa dell'Angelo (fa finta di essere italiano). Questa volta è Cassiel che si trova a "cadere" ma, mentre ciò che aveva spinto Damiel al passaggio era quello che potremmo definire uno scopo a lungo termine, quello di Cassiel, per contrasto, risulta essere uno scopo a breve termine che si esaurisce subito dopo la caduta. Ovviamente questa differenza si farà sentire pesantemente sul neo-umano: Cassiel subirà duramente il contraccolpo della caduta, con pericolosi alti e bassi che invece non avevano caratterizzato quella dell'amico Damiel.
Ne Il cielo sopra Berlino avevo colto, quasi senza accorgermene, una certa importanza assegnata al tempo, ho scritto: "La loro è un'esistenza senza tempo [...]"; in questo film, invece, il tempo non è più un sottotesto, non è una presenza secondaria, è invece protagonista tanto quanto Cassiel, è centrale nella trama. Il misteriosissimo personaggio interpretato da Willem Dafoe si chiama Emit Flesti, che letto al contrario è Time Iteself (il tempo stesso). I riferimenti al tempo non si fermano al nome di questo personaggio ma pervadono l'intero film sotto diversi punti di vista.
Ma adesso basta, ho spoilerato già abbastanza per i miei gusti.
Aggiungo soltanto che da assoluto non-amante dei viaggi, Wenders mi ha comunque instillato un po' di voglia di visitare Berlino con le bellissime immagini che è riuscito a creare... per mia fortuna sono passati quasi vent'anni e quindi sarebbe inutile partire per vedere una Berlino che di certo non c'è più (meno male anche stavolta ho trovato una scusa per non partire).
Decisamente consigliato.

NOW ON AIR: "Perfect day" Lou Reed

Yattaman (Il film)


Non l'avessi mai fatto... perché ho deciso di vedere questo film? Sarò sincero, mi sono rovinato il bel ricordo del cartone animato che, insieme a tanti altri, mi ha accompagnato nella mia fanciullezza. Ho trovato questo film incredibilmente noioso, tanto da non riuscire a vederlo in un'unica volta, ho dovuto lasciarlo li da un lato e riprenderlo dopo qualche giorno. Alla fine del film ero sollevato. Uno di quei film che assolutamente non consiglio di vedere, anzi che consiglio di evitare come la peste.
Solo pochissime scene si salvano regalando una risatina o un mezzo sorriso, ma direi che si contano sulle dita di una mano e sono ben poca cosa rispetto all'intero film, inoltre, a volte sono addiritura scollegate dalla trama.
Lo descriverei così: la trama di un paio di episodi del cartone animato (durata del singolo episodio circa 20 minuti) stressati per coprire circa un'ora e mezza di film, conditi con una buona dose di autoironia (in alcuni punti il film sembra una parodia più che un omaggio).
Deisamente sconsigliato.

NOW ON AIR: "Many of horror" Biffy Clyro

Riecco Fabrizio Masia

Ne avevo parlato già tanto tempo fa, in occasione di una tornata elettorale che l'aveva visto, a suo modo, protagonista (qui).
Ne avevo parlato recentemente, in quanto risulta essere la chiave di ricerca che con maggiore frequenza porta al presente blog (potrei spiegarvi perché ma dovrei entrare in alcuni noiosi dettagli circa il funzionamento dei motori di ricerca e sulla rilevanza dei termini nelle pagine indicizzate).
Fabrizio Masia è rispuntato fuori con un nuovo, molto più piccolo, clamore, grazie a Mentana che l'ha riportato in primo piano su La7 e, soprattutto, all'Onorevole Italo Bocchino che ha voluto "scatenare" una piccola polemica riguardo le effettive capacità del cosiddetto "sondaggista" (cosiddetto perché non so se sia il termine corretto e non so se io al posto suo vorrei essere chiamato così).
Fabrizio Masia rappresenta in televisione (ad oggi soprattutto su La7) l'Istituto EMG, un istituto che si occupa di realizzare sondaggi. Leggendo sul web nuove opinioni sul suddetto professionista si può trovare di tutto: insulti alla sua professione, alla sua persona, alla sua professionalità, alla sua integrità. Non voglio entrare troppo nello scientifico, quello che voglio dire è che la statistica è una materia molto complessa e che la statistica applicata ai sondaggi incorpora difficoltà ancora maggiori. Lo ammetto candidamente, io non credo nella statistica e ancora meno nei sondaggi; a questo proposito voglio riportare una frase di Mentana presente nel video che ho incorporato.

Sui sondaggi anche chi è parte in causa spesso non ci azzecca. I sondaggi sono una cosa seria, con criteri scientifici [...] poi ci può prendere o non prendere, tutti lo sappiamo e cosa vuol dire?
Sarò semplice: se un sondaggio ci può prendere o non prendere vuol dire che non serve a niente, se non a prendere in giro, raggirare in qualche modo, quelli che la statistica non la conoscono per niente, poi questo raggiro a noi ci costa poco o niente, se non il tempo che spendiamo a seguire uno o due servizi in televisione, quindi poco male, quel tempo probabilmente lo avremmo perso comunque. Ma su una cosa non transigo, la statistica e la sondaggistica non presentano il carattere fondamentale del metodo scientifico, la riproducibilità, e quindi scientifiche non sono.

Come detto, di Fabrizio Masia avevo parlato qualche tempo fa perché in un fuori onda si era lamentato che la gente non capisce un cavolo, su questo ero d'accordo con lui, razionalmente direi che la soluzione è semplice, invece di dare in pasto al pubblico dei semplici numeri, spieghiamogli cosa rappresentano e come sono ottenuti questi numeri, spieghiamogli la statistica e la cosiddetta "arte del sondaggio". Purtroppo non si può, per due ragioni: la prima è che la maggior parte della gente non vuole capire e non vuole faticare, vuole il numero già bello e pronto, vuole il risultato senza capire lo svolgimento, ovviamente in televisione non si può fare altrimenti, una rete senza telespettatori è inutile tanto a chi guarda quanto a chi la fa; la seconda è che spiegando veramente la natura dei numeri presentati, spiegando cosa significano veramente, la gente smetterebbe comunque di guardarli perché la gente capirebbe veramente che non valgono niente (come dice Mentana, un sondaggio "ci può prendere o non prendere"). Una cosa che forse posso condividere di tutte le cose lette è che Fabrizio Masia appare in televisione un po' troppo arrogante, nella più completa sicurezza dei dati che presenta, senza mai accennare a spiegare come i dati reali possano deviare da quelli presentati: lui parla come se ti stesse già dando la notizia, "sarà così". Ma non vedo cosa ci sia di strano: nelle nostre "scuole di alta formazione" e anche in molte università è questo che si insegna, a vendersi bene, attenzione, non a vendersi per più di quello che si vale, questa potrebbe essere letta come un'offesa, ma a vendersi come un prodotto "di qualità" indipendentemente da reali riscontri oggettivi... cosa vorrà dire poi "di qualità" non l'ho ancora capito. Non importa cosa tu faccia e come tu lo faccia, importa convincere il tuo interlocutore che sei il migliore che può scegliere. Qualcun'altro diceva "Non importa cosa dici, l'importante è con quanta sicurezza lo dici.", o qualcosa del genere, ma non ricordo chi fosse, chiedo scusa.

NOW ON AIR: "Get ready for this" 2 Unlimited

martedì, luglio 05, 2011

Il cielo sopra Berlino


Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin, Wings of desire) è un film di Wim Wenders che ho trovato molto molto bello. Ammetto che sia lungo e lento ma è molto intenso, emozionante, coinvolgente e assolutamente non banale.
Ovunque intorno a noi ci sono angeli, presenze che non siamo in grado di percepire (almeno da adulti) ma che ci sono sempre accanto, ci osservano, ci seguono, ci ascoltano e ci sostengono. La loro è un'esistenza senza tempo, sono ovunque, da sempre; sono tra noi ma ci conoscono solo tramite ciò che vedono e che ascoltano, non solo le nostre parole, anche i nostri pensieri: vivono il mondo materiale in modo indiretto. Per questo il nostro mondo rimane per loro pervaso da un certo alone di mistero. A parte questa differenza nel sentire, probabilmente sono più simili a noi di quanto non sembrino e, forse, per questo ogni tanto qualche angelo sente il bisogno di "andare oltre".
Per me Il cielo sopra Berlino è un film d'amore ma non solo, è anche un film che fa riflettere, anzi è un film di riflessioni, un film che accarezza dolcemente l'anima e la mente. E' un film in cui si fanno tante domande e che ti costringe a farti nuove domande o a recuperarne di vecchie, magari molto vecchie, ma alle quali non hai ancora trovato risposta. E le risposte ci sono? Forse si e forse no, credo che dipenda, come spesso accade, da chi guarda il film: potresti non trovarne nessuna, potresti condividere quelle più o meno velatamente espresse dal regista, potresti scoprire che il regista non te ne dà nessuna, potresti trovarne di tue a partire da un'immagine o da una parola.
Decisamente un film che ho apprezzato e che consiglierei di vedere, un film che credo rivedrò presto con la giusta compagnia.

NOTA: per una buona parte del film sono stato fortemente convinto di sapere come sarebbe andato a finire, infatti, negli anni 90 è stato realizzato uno pseudo-remake che per quelli della mia età è molto più noto dell'originale e che io stesso ho apprezzato moltissimo, il cui titolo è City of Angels, interpretato da Nicolas Cage e Meg Ryan. Si tratta comunque di due film decisamente diversi tra loro che condividono soltanto l'idea di fondo della sceneggiatura, per questo secondo me non si può parlare di vero e proprio remake. Naturalmente in City of Angels non mancano evidenti omaggi al film originale. Presto cercherò anche l'occasione per rivedere questo film più moderno, decisamente più "americano" ma che, all'epoca dell'uscita, ho apprezzato tantissimo.

NOW ON AIR: "Easily" Red Hot Chili Peppers

domenica, luglio 03, 2011

Buon appetito... agli orsi

TRENTO. Cinquanta chili di carne di orso pronti per finire alla brace e cucinati in spezzatino. A Imer, nel Primiero, ultimi preparativi per la festa della Lega Nord Primiero che ha deciso di offrire carne di orso per protestare contro il progetto Life Ursus di reintroduzione dei plantigradi nella zona.

"La carne di orso proviene dalla Slovenia, è certificata dalla Comunità Europea ed è perfettamente legale", ha ribadito alla vigilia della manifestazione il senatore Sergio Divina, della Lega Nord. "Si tratta di carne commerciabile, consumabile e commestibile - ha aggiunto Divina - dotata del marchio di certificazione della Comunità Europea, di cui la Slovenia fa parte, e in linea con le discipline comunitarie, con le relative targhette di tracciabilità".

Il senatore trentino ha quindi invitato alla festa anche il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. "Ha definito il nostro banchetto un evento barbarico - ha chiarito il parlamentare - peccando di scarsa conoscenza. L'aspettiamo quindi alla nostra festa in Trentino per mangiare la carne di orso senza dover andare in Slovenia". Il parlamentare ha voluto poi ancora rimarcare che, per l' organizzazione dell'evento, non è stato effettuato alcun atto illegale, nè tantomeno è stato cacciato un orso per potersi procurare la carne da consumare.

"La nostra è una legittima protesta - ha detto Divina - tesa a sottolineare gli effetti negativi che la presenza dell'orso in Trentino sta avendo sulla popolazione che vive in quota. La gente di montagna - ha proseguito - in questi ultimi anni ha dovuto cambiare le abitudini di vita e comportamentali proprio per la paura dell'orso".

Trentino Corriere Alpi
Ritengo tale proposta assurdamente indecente.
Ci sono persone in questo paese che riescono veramente a farmi vergognare di essere italiano, perché mi fa star male che qualcuno possa pensare che io abbia qualcosa in comune con individui di tal genere.
Trattasi di provocazione? Forse, ma la carne ci sarà e qualcuno la mangierà, non me ne frega niente che non si violi nessuna legge.
Lancio quindi la mia contro-provocazione e ribadisco che trattasi di provocazione: invito ufficialmente tutti gli orsi bruni residenti in Trentino, Slovenia e Abbruzzo alla festa della Lega Nord Primiero. Ci saranno grandi quantità di carne di leghista con la quale potranno banchettare fino a saziarsi.
Noi comunque non siamo razzisti, a differenza di altri, quindi se vorranno aggiungersi alla festa saranno benvenuti anche tassi, volpi, aquile, falchi, faine, donnole, cinghiali, lupi, e chi più ne ha più ne metta, sono certo che ce ne sarà per tutti.
Non voglio però farne una questione politica, che siano leghisti o meno non importa, vale più un orso solo che un milione di persone come queste.
Per risolvere il "problema" degli orsi, io sposterei le persone altrove, lasciando gli orsi lì dove erano molto prima che vi arrivassimo noi inutili e dannosi esseri viventi.

NOW ON AIR: "Where is my mind?" Pixies

sabato, luglio 02, 2011

Areopagitica (John Milton)


Nonostante l'ultima non esaltante esperienza con John Milton ho voluto continuare con questo autore, approfittando così per proporre la mia prima recensione su uno de "I classici del pensiero libero".
Nella Grecia antica l'Areopago era il cosiglio degli anziani che aveva il compito di vigilare sulle leggi. l'origine del titolo, Areopagitica, non trova accordo tra i commentatori: secondo alcuni farebbe riferimento a quello di un testo del retore ateniese Isocrate, nella quale egli finge di parlare al popolo radunato usando, appunto , lo stile dell'orazione pubblica; secondo altri farebbe invece riferimento al discorso areopagitico di San Paolo presente negli Atti degli Apostoli. Io non mi permetto di valutare quale delle due teorie sia più probabile, è uno di quei casi in cui l'unica soluzione al problema sarebbe chiedere direttamente all'autore ma ovviamente non è possibile; a me piace più la prima ipotesi, certo è che, visto quanto Milton fu fastidiosamente religioso in vita, anche la seconda ipotesi non è da escludere.
Il titolo completo dell'opera è Areopagitica, discorso per la libertà di stampa.
Il libro inizia con una introduzione terribile, scritta in modo eccessivamente barocco e ridondante, in cui si fatica a procedere a causa della pesantissima formalità della presentazione ai Pari e ai Deputati d'Inghilterra. Per fortuna, terminata l'introduzione, si ha poi per tutto il libro uno stile quantomeno sopportabile, in cui l'eventuale pesantezza della lettura deriva più dal contenuto che dalla forma. Come in ogni libro, però, possiamo trovare spunti molto interessanti.

Intorno all'anno 240 Dionisio Alessandrino, una persona di grande fama nell'ambito della Chiesa per devozione e dottrina, era solito giovarsi molto contro gli eretici della buona conoscenza dei loro libri, finché un certo sacerdote pose con scrupolo alla sua coscienza il problema di come osasse avventurarsi fra quei volumi corruttori. Il degno uomo, timoroso di peccare, cadde di nuovo in un intimo dibattito su ciò che si dovesse pensare quando d'improvviso una visione mandata da Dio - è la sua stessa Epistola che così afferma - lo rassicurò con queste parole: Leggi tutti i libri che mai ti vengano tra le mani perché tu sei in grado sia di giudicare correttamente che si esaminare ogni argomento.
[...] la conoscenza non può corrompere, né di conseguenza i libri, se la volontà e la coscienza non siano corrotte. I libri infatti sono come i cibi e le bevande, alcuni di buona qualità, altri cattivi [...] Per uno stomaco guasto i cibi sani poco o nulla differiscono dai cattivi, e a una mente malsana i libri migliori possono essere occaasione di male. [...] libri cattivi [...] ad un lettore prudente e giudizioso essi servono in vari modi a scoprire, confutare, prevenire e spiegare.
Mi permetto di riassumere questo discorso con questa semplice frase, molto semplice ma altrettanto chiara: non esistono cattivi libri, esistono solo cattivi lettori. Con questo concetto non posso non essere d'accordo.
Purtroppo, scritte queste belle parole, Milton abbassa il livello della propria opera nel proseguire con gli altri paragrafi, egli infatti sembra sentirsi in obbligo di mettere la religione dovunque gli capiti: sostanzialmente l'autore rifiuta la censura (oltre per i motivi sopra citati) perché, a suo dire, non c'è vera virtù nell'evitare il peccato che non si conosce; soltanto conoscendo tutte le vie e tra queste scegliendo la più retta, astenendosi dalle altre, ci si può dire veramente retti.
Il libro prosegue con altri paragrafi che mostrano come la censura sia sconsigliabile sotto molti punti di vista e per diverse ragioni che non anticipo in favore di chi volesse leggere il libro.
Da parte mia vorrei aggiungere che la censura ha un altro enorme difetto: essa ci solleva dall'incarico di giudicare il valore di ciò che leggiamo, vediamo, sentiamo. Se c'è chi ha giudicato le opere da pubblicare è normale per la maggior parte degli uomini pensare, anche in modo inconsapevole, che tutto quello che viene pubblicato è "buono". In questo modo lo stampato (per rimanere alla libertà di stampa, ma il discorso si potrebbe allargare a tutte le altre forme di diffusione delle idee) non è più l'oggetto del Giudizio bensì ne diviene il soggetto come estensione dell'organo di censura.
Davvero preferiamo sapere a priori dove trovare il bene, o almeno quello che qualcun'altro ha deciso essere bene per noi, anziché cercare noi stessi il buono tra quello che viene detto e scritto e fatto? E' più facile? Sicuramente, ma se preferiamo sempre e comunque la via più facile... ci meritiamo qualsiasi disgrazia che ci sta capitando e tutte quelle che ci capiteranno.

Mentre scrivo mi rendo conto che questo post può essere più attuale di quanto credessi. Ovviamente per riuscire ad essere attuale sul mio blog devo farlo "per caso" altrimenti non ci riesco.
E' di questi giorni la protesta contro AGCOM (Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni) che vuole imporre nuove regole per la pubblicazione di contenuti sul web che a parere di molti potrebbero limitare la libertà di espressione di quanti usano il web per diffondere idee e cintenuti. VI lascio un po' di link per farvi un'idea, purtroppo non ho trovato nessun riferimento a favore della delibera AGCOM.
Se l'agcom censura il web
Agcom e il copyright: rischio censura
Censura d'autore
10 domande per l'Agcom

PS: vista la mia brevissima citazione presente in alto, questo post sarà a rischio cancellazione? Staremo a vedere.

NOW ON AIR: -silenzio-