venerdì, dicembre 31, 2010

Il culto dei morti

Trovo il cosiddetto "culto dei morti" semplicemente ridicolo, inutile spreco di tempo, denaro ed energie, fisiche e mentali. Quel che è morto è morto e non esiste più, in nessuna forma. Seppure i defunti esistessero ancora in qualche forma, da qualche parte nell'Universo, di certo gli altari (oltretutto spesso miseri) che gli costruiamo non gli servirebbero a nulla.
Qualcuno dirà che è ovvio, che quelli che chiamo altari non servono ai defunti ma ai vivi. Certo, ma questo dovrebbe renderli sensati? Per quanto mi riguarda no. Per quanto mi riguarda, i ricordi che risiedono nella mia mente relativi ad una persona che ho apprezzato in vita valgono milioni di volte più di qualsiasi marmo inciso e miliardi di volte più delle sue inermi spoglie in putrefazione. Se avessi paura che con il tempo il suo ricordo potesse affievolirsi potrei, al massimo, racchiudere in una scatola alcuni oggetti materiali che potrebbero legarmi con affetto a quella persona.
Se una persona a me vicina dovesse venire a mancare, e fossi io a dover decidere, non avrei dubbi: la farei cremare e disperdere a dispetto anche di eventuali sue disposizioni in merito. Perché chi è morto è morto e nessun pezzo di carne in putrefazione o pezzo di marmo può fare la differenza in questo. Inoltre la gestione di un cadavere comporta già abbastanza noie burocratiche, perché prolungare il fastidio, per noi vivi, oltre il dovuto?
Come si dice a Roma (non so se il proverbio è originario della capitale o è ugualmente diffuso in tutta Italia): "Chi è morto giace, chi è vivo se dà pace".

E infatti i cristiani non sanno morire. Basti in proposito un confronto tra la morte di Socrate e la morte di Gesù. [...] A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica".

D la repubblica delle donne

Socrate e Gesù di fronte alla morte, 16 febbraio 2008

Umberto Galimberti

E dov'è oggi la tomba di Socrate? Non importa perché di Socrate è rimasto molto più di un misero sepolcro materiale. Allora il pensiero cinico e tagliente che propongo è questo: la tomba serve a far ricordare chi non ha alcun motivo per esser ricordato.

È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.

Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy


La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.

La montagna incantata, Thomas Mann


La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce.

Urna, Elio e le storie tese



NOW ON AIR: "Fine again" Seether

giovedì, dicembre 30, 2010

Libertà di parola

Nessuno dotato di senno si sognerebbe mai di voler ridurre la libertà di parola.

Ma che tristezza vedere che sempre più spesso, nell'uso che se ne fa, la libertà di parola finisca per ridursi a mera libertà di dire cazzate.

Nessuna conseguenza, nessun giudizio, purché tu rimanga nel "politicamente corretto". Non importa più quanto sia sensato quello che stai dicendo, l'importante è che sia omologato al pensiero collettivo.

Lungi da me schierarmi contro la libertà di parola, ma che tristezza.

NOW ON AIR: "Fake it" Seether

lunedì, dicembre 27, 2010

Confusione, oppure...

Cerco di scrivere più che posso, sulla carta, sul web, su documenti elettronici che non stamperò mai.

Alcune cose che scrivo possono sembrare in contraddizione con cose scritte in altri momenti della vita. Non solo ad anni di distanza, a volte solo nel giro di qualche settimana.
Non sempre si tratta di confusione o poca lucidità: la vita è complicata ed è difficile essere coerenti con sè stessi, capita di vedere le cose da diversi punti di vista, a volte si cresce o comunque si cambia, altre volte, in effetti, si è alquanto confusi.

NOW ON AIR: "Voodoo child (slight return)" Jimi Hendrix

Il codice delle piramidi


Il codice delle piramidi è un libro di Horst Bergmann e Franck Rothe, due autori tedeschi che si sono spesso occupati di astrologia, misteri e piramidi.
Il sottotitolo del libro in questione recita:

Furono veramente le tombe di qualche faraone megalomane? Davvero furono costruite con i pochi mezzi tecnici che, secondo l'egittologia tradizionale, erano disponibili a quei tempi?

Le premesse sono davvero interessanti, approcciandosi a questo libro ci si aspetterebbe di poter conoscere nuovi punti di vista e prospettive scientifiche innovative su misteri ormai millenari.
Io però l'ho letto e quindi posso dire che Il codice delle piramidi rientra nelle seguenti categorie: "ciarlataneria", "ridicoleria", volendo essere buoni, "fantascienza di infima qualità".
L'infima qualità si prospetta lì dove scrivi qualcosa di fantasioso, o comunque non sostenuto da evidenze oggettive, ma che vuoi ugualmente spacciare per vere e oggettive. Forse però far ricadere questo tipo di pubblicazione nella fantascienza è un grande insulto nei confronti della fantascienza, anche quella pessima.
La corretta definizione è, probabilmente, "divulgazione pseudo-scientifica", si tratta a tutti gli effetti di pseudo-scienza: qualcosa che viene presentato come scientifico ma a cui mancano tutti i caratteri della scientificità. Il metodo scientifico si basa su tre pilastri: osservabilità, misurabilità e riproducibilità. Al di fuori di questi termini non può esserci scienza e, soprattutto, non possono esserci certezza ed oggettività.
Il libro in questione è infarcito di termini quali "molto probabilmente", "ovviamente" e di frasi come "non vediamo altre possibili spiegazioni" o "[le fonti, n.d.a.], se si sanno leggere, ci dicono che [...]". Questi non sono i termini di una trattazione scientifica, ma quelli della pura speculazione e della pseudo-scienza. Già dal primo capitolo vengono mostrate lunghe liste di numeri e misure prelevate dalle piramidi d'Egitto con metodi non ben precisati: soltanto elencando questi numeri, e possibili coincidenze riguardo ad essi, gli autori ci dicono "Fino ad ora abbiamo mostrato che la realizzazione di opere straordinarie [...] secondo le nostre attuali conoscenze, presuppone una tecnologia raffinata, di cui anche la nostra cultura attuale dispone solo in parte". Sorvolando momentaneamente sul fatto che nelle pagine che precedono queste parole nessuno ha dimostrato niente, almeno nel senso scientifico della parola, vorrei sottolineare che la frase "secondo le nostre attuali conoscenze" rende completamente inutile qualsiasi cosa ci sia intorno ad essa: non c'è scienza nel ragionare su dati mancanti o incompleti.
Inoltre si insiste spesso sull'idea di apertura mentale e sul "saper leggere", parafrasando uno dei concetti principali del libro: qualcuno con una tecnologia superiore agli antichi egizi, sicuramente proveniente da un altro pianeta, ha inserito un codice matematico nell'architettura delle piramidi che, "con la giusta impostazione mentale" può ora essere letto grazie agli studi degli autori del libro.
Se si dà uno sguardo d'insieme alla costruzione delle piramidi in Egitto, appare evidente che in alcune epoche un qualche sapiente, dotato anche di capacità organizzative, operò nello sfondo. Qualcuno deve aver dato a Zoser l'idea di far costruire la poderosa, per l'epoca, piramide a gradoni, con una tecnica mai usata prima [...]
Peccato che, ad oggi, non abbiamo alcuna informazione certa su come tale piramide sia stata costruita, quindi come facciamo a dire che si tratta di una tecnica mai usata prima e inaccessibili per gli egizi dell'epoca?
L'architetto di Zoser fu Imhotep [...] possiamo essere sicuri che egli avesse conoscenze e competenze fuori dall'ordinario per la sua epoca. [...] La sua presunta origine "divina" da Ptah, spiega più facilmente la sua immensa sapienza.
Si, in effetti, questo spiega tutto, più o meno come l'esistenza di un dio immaginario, di cui non esiste prova alcuna, spiega alla perfezione il mistero della creazione dell'Universo.

Tanto per fare un esempio molto molto evidente: se gli egizi hanno avuto aiuti "dall'alto" nella costruzione delle piramidi e disponevano di una tecnlogia così sofisticata e avanzata, come mai la così tanto pubblicizzata sovrapposizione tra le tre stelle della cosiddetta "cintura di Orione" e le tre piramidi di Giza non è perfetta?

Non voglio rovinare il resto del libro a chi vuole provare a leggerlo per curiosità, quindi mi fermo qui. Comunque per me la lettura è fortemente sconsigliata.

NOW ON AIR: "Whole lotta love" Led Zeppelin

sabato, dicembre 18, 2010

Conoscenza

Libri, telefilm, film sono finzione, non possono aiutarmi a conoscere meglio il mondo. Dicono.

Possono, però, aiutarmi a conoscere meglio me stesso. L'unica cosa che veramente mi interessa.

NOW ON AIR: "Be yourself" Audioslave

sabato, dicembre 11, 2010

Testicolando

Trovo curioso come nell'essere umano la semplice presenza di testicoli, oltre a conferire un'estrema e sgradevole ipersensibilità ai colpi inferti all'inguine, spesso conduca, con il sopraggiungere dell'adolescenza e sempre più con l'età adulta, al trasformarsi da teneri cuccioli in emerite teste di minchia.

NOW ON AIR: "La mia parte intollerante" Caparezza

lunedì, novembre 29, 2010

Dio e la Chiesa

Per quanto mi riguarda ci sono solo due possibilità:

- Dio non esiste e, quindi, i preti sono degli imbroglioni;

- Dio esiste ma non ha nulla a che fare con i preti e, quindi, i preti sono degli impostori.

Ci tengo a precisare che lo stesso discorso vale, secondo me, per ogni credo religioso. Il termine prete, che si riferisce solitamente al ministro di culto cattolico, è qui utilizzato come riferimento ad un generico ministro di culto, allo scopo di rendere più semplice e diretto il contenuto del mio pensiero.

Update 13/02/11: non ricordo quale fosse il mio stato d'animo quando ho scritto questo post, sicuramente non ero completamente sereno. Con questo aggiornamento non ho intenzione di "abiurare" quanto precedentemente scritto, soltanto di essere più equo. Un po' mi vergogno di aver fatto di "tutt'erba un fascio": sono certo che ci siano anche preti "buoni", preti che non seguono ciecamente le tendenze delle gerarchie ecclesiastiche, preti che aiutano veramente chi ha bisogno, che aiutano sia materialmente che spiritualmente o, in termini non religiosi, psicologicamente. Persone razionali che sanno che dio e la chiesa non sono la stessa cosa e che stare vicini a dio, per chi ci crede, è più importante che stare vicino al vescovo. Ammetto la mia grossolanità precedente e chiedo scusa, prima di tutto a me stesso.

NOW ON AIR: "Halleluyah! (God is dead)" Vader

giovedì, novembre 25, 2010

Venti di guerra tra le due Coree... secondo il TG3

Dal servizio "Venti di guerra tra le due Coree" andato in onda lo scorso 23 novembre (si prega di seguire il link per provare con mano, anzi con orecchio).

I colpi arrivano improvvisi, tra le case ancora addormentate. Scene che sembravano relegate alle memorie della Seconda Guerra Mondiale, perché le esplosioni che vediamo in queste immagini impressionanti sono provocate da salve di artiglieria pesante, cannonate. [...]

Servizio di Oliviero Bergamini

Tralasciando il fatto che paragonare "colpi di artiglieria pesante" a "cannonate" è un po' riduttivo e poco efficace, più o meno come paragonare un M-16 con un moschetto, ma dove le mettiamo le tante guerre più vicine ai nostri giorni e che, secondo questo giornalista del TG3, sembrerebbero non esserci mai state? Una su tutte, se non altro perché più vicina a noi e perché lì se ne sono viste di "cannonate", la guerra di Yugoslavia.

NOW ON AIR: --silenzio--

Preparazione

Cerco di essere sempre preparato, non per tutte le situazioni, ma almeno per quelle che è possibile prevedere.

NOW ON AIR: --silenzio--

martedì, novembre 23, 2010

Ho un sogno

Ho un sogno, un unico desiderio: che il mondo finisca, per tutti o solo per me non importa, purché finisca presto.

NOW ON AIR: "Burn" Deep Purple

giovedì, novembre 18, 2010

E' nato prima l'uovo o la gallina?

E' nato prima l'uovo o la gallina?

Mi sono spesso chiesto se questa proverbiale domanda non nasconda in realtà un'allegoria. Infatti, la risposta alla domanda in sé è estremamente semplice. Basta un po' di logica e il più semplice possibile approccio di tipo scientifico: può una gallina nascere da qualcosa che non sia un uovo? La risposta è ovviamente no, se escludiamo la magia e la creazione divina, naturalmente le escludiamo entrambi altrimenti qualsiasi requisito di logica, razionalità e scientificità va a farsi benedire.
Bene, se una gallina non può nascere da altro che non sia un uovo, deve necessariamente essere nato prima l'uovo. Fine della discussione. E' nato prima l'uovo o la gallina? L'uovo, basta.

Dal punto di vista retorico, la domanda riguarda, ovviamente, altro.

La frase viene inoltre utilizzata per enfatizzare l'inutilità o la futilità di un discorso o di una discussione, o in alternativa, l'incapacità di giungere a una conclusione concreta.

Ma, come visto, ormai in questa accezione non avrebbe più senso utilizzarla, poiché, teoricamente il genere umano è attualmente abbastanza civilizzato da poter comprendere l'illogicità della stessa domanda... teoricamente. Una domanda che ormai non dovrebbe più poter rappresentare la semantica sopra descritta.

NOW ON AIR: --silenzio--

mercoledì, novembre 10, 2010

Le avventure di Gordon Pym


Le avventure di Gordon Pym di Edgar Allan Poe è un libro francamente brutto e inutile. Mi sento di sconsigliarlo vivamente a tutti. Mi dispiace perché ritengo che Poe sia un ottimo scrittore: lo stile è curato ma nient'affatto pesante, la lettura di ciò che scrive risulta sempre facile e quasi appassionante. Per questo mi dispiace che in questo libro non riesca a fornire un contenuto altrettanto coinvolgente, la sostanza non si può ritenere all'altezza della forma. Si tratta per metà di un racconto per marinai e per l'altra metà di un racconto per ragazzini, simile sotto certi aspetti a L'isola del tesoro, ma molto più scadente.
La prima metà del libro, descrivendo prima l'ammutinamento di una parte dell'equipaggio di una nave e poi il naufragio della stessa, è talmente infarcita di termini tecnici marinari da risultare semplicemente noiosa e vuota. Purtroppo, l'ottimo stile della scrittura permette di volare leggiadri sulle pagine nonostante la completa assenza di valida trama, "purtroppo" perché così si arriva alla seconda parte senza buttare via il libro. Nella seconda metà, se in parte si abbandonano le descrizioni di fenomeni comprensibili esclusivamente a chi ha esperienza di navigazione a vela, abbondano, invece, descrizioni di tipo geografico tediosamente scandite da decine e decine di riferimenti basati su coordinate di latitudine e longitudine che non fanno altro che allungare un brodo davvero poco gustoso. Una pseudo-avventura che conduce verso il termine del racconto ha davvero poco di avventuroso e non capisco come potrebbe avvincere il più idiota dei ragazzini. Infine una conclusione aperta, cioè una non-conclusione, malamente giustificata.

Davvero poco da raccontare su questo romanzo che tutti, ma proprio tutti, consigliano di leggere a chi è tra i 13 e 18 anni, e non mi riesco a spiegare perché si continui a consigliare la lettura di questo autore che, a mio parere, ha creato veramente poco che valga la pena di esser ricordato.
Ben vengano i commenti, anche gli insulti se giustificati, degli amanti di Poe che vogliano illuminarmi o guidarmi nel suo mondo.

NOW ON AIR: "Layla" Eric Clapton

giovedì, novembre 04, 2010

I classici del pensiero libero

Ancora pubblicità, ancora completamente gratuita.

Oggi voglio segnalare la collana I classici del pensiero libero in edicola da oggi (4 novembre 2010) in allegato al Corriere della sera.
Ogni giovedì e sabato un nuovo libro sarà disponibile al ridicolo prezzo di 1 euro (in aggiunta a quello del quotidiano).
La collana si compone complessivamente di 15 volumi, anche se al momento soltanto 8 titoli sono noti:

14 NOVSulla tolleranzaVoltaire
26 NOVIl contratto socialeRousseau
311 NOVAreopagitica: discorso per la libertà di stampaMilton
413 NOVLa libertàMill
518 NOVDei delitti e delle peneBeccaria
620 NOVElogia della folliaErasmo da Rotterdam
725 NOVLa disobbedienza civileThoreau
827 NOVL'etica protestante e lo spirito del capitalismoWeber
92 DICPensieriPascal
104 DICSui diritti delle donneWollstonecraft
119 DICCome io vedo il mondoEinstein
1211 DICTre saggi sulla teoria sessualeFreud
1316 DICL'origine della specieDarwin
1418 DICLa ricchezza delle nazioniSmith
1523 DICI have a dreamAA.VV.
1613 GENTeoria e pratica della non-violenzaGandhi
1715 GENPer la pace perpetuaKant
1820 GENDiscorso del metodoDescartes
1922 GENDei doveri dell'uomoMazzini
2027 GENSidereus nunciusGalilei
2129 GENIl secondo trattato sul governoLocke
223 FEBAutorità e individuoRussell
235 FEBRiflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione socialeWeil
2410 FEBLezioni di politica socialeEinaudi
2512 FEBIl manifesto di VentoteneSpinelli, Rossi
2617 FEBLe confessioni di un peccatoreSant'Agostino
2719 FEBContro la pena di morteHugo
2824 FEBIl giudizio degli altriSchopenhauer
2926 FEBVerità e menzognaNietzsche
303 MARDialogo tra un filosofo, un giudeo e un cristianoAbelardo
315 MARPensieriMontesquieu
3210 MARVita activaArendt
3312 MARSocialismo liberaleRosselli
3417 MARLa libertà degli antichi paragonata a quella dei moderniConstant
3519 MARNel ventre della balena e altri saggiOrwell
3624 MARIl futuro della democraziaBobbio
3726 MARQuattro lezioni sullo spazio e sul tempoHawking, Penrose
3831 MARLa città del soleCampanella
392 APRScritti sulla luce e i coloriNewton
407 APRLettere dal carcereGramsci

Per maggiori informazioni è possibile visitare la relativa pagina su Gazzetta Store.
Per poter consultare le date relative alle singole uscite è necessario sfogliare i volumi tramite l'animazione che si trova in alto al centro della pagina, subito sotto il titolo della collana.

Ho già preso il primo, non l'ho ancora letto ma devo dire che la qualità della rilegatura è migliore di quella che mi aspettavo. Quindi li prenderò sicuramente tutti, sperando che l'iniziativa abbia successo e, magari, si prolunghi anche oltre il quindicesimo titolo.

Se tutto va come mi aspetto che vada, sarà presto possibile trovare su questo blog diverse nuove personalissime recensioni.
Buona lettura.

Update 13/02/11: dopo un primo prolungamento della collana, con il passaggio da 15 a 25 volumi, ora la collana si arricchisce ancora. Nonostante non sia stato ancora ufficializzato sullo store del Corriere sono previste due uscite oltre la 25. Mi domando, si continuerà ad oltranza fino a quando l'interesse non si affievolirà? Così è successo, ad esempio, con le Short Stories de L'Espresso: se non ricordo male, dovevano essere una decina di uscite e sono tre anni che va avanti. Se la qualità non scemerà, benvenga il prolungamento.

Update 05/03/11: grazie ad Anonimo per il commento. Oggi (05/03/11) siamo giunti già alla trentunesima (31a) uscita, quindi siamo già a sei volumi oltre il venticinquesimo. Ho paura però che il mio timore di un diminuito valore delle opere proposte si stia confermando: dopo il recente picco con Schopenhauer e Nietzsche, le prossime uscite non mi sembrano all'altezza. Purtroppo sono un pochino maniaco delle collezioni e mi dispiacerebbe avere un "buco" nella collezione fin qui completa... credo che la mia mania mi costringerà a comprare volumi di minor livello che potrebbero prospettarsi nel prossimo futuro dell'opera.
Comunque, buona lettura a tutti, ognuno a suo modo ogni libro ha qualcosa da dirci.

Update 02/04/11: la comunicazione è ufficiale, con il volume "Lettere dal carcere" di Antonio Gramsci la collezione si conclude. A meno di eventuali ripensamenti quest'avventura si conclude, da parte mia con qualche qualche piacevole sorpresa ma anche alcune piccole delusioni. Le idee sono idee e vanno bene sempre e comunque, se il nostro cervello impara ad analizzarle oltre che ad assimilarle in modo cieco. Buona lettura a tutti.

NOW ON AIR: "Not that simple" Dredg

mercoledì, novembre 03, 2010

Quanti sono 178 mln di euro?

Da una mia stima recente, che assicuro aver condotto in maniera accurata e con approccio decisamente scientifico, è emerso che per condurre la mia vita così com'è adesso, mi sono sufficienti 85 euro a settimana, ovvero 4'420 euro l'anno.

Ciò significa che nel caso in cui io vincessi una cifra vicina ai 178 milioni di euro (circa la cifra che un giocatore di Superenalotto avrebbe potuto aggiudicarsi fino alla scorsa settimana) potrei vivere senza problemi per circa 40'271 anni*.
O 178 milioni di euro sono veramente tanti o io mi accontento di molto poco... forse la verità sta nel mezzo.

Attualmente il montepremi del Superenalotto è di 46.1 milioni, se dovessi vincere oggi, mi dovrei accontentare di vivere soli 10'429 anni*.

In realtà io non gioco affatto, questo mi permette di risparmiare fino a 6 euro a settimana: 312 euro l'anno.

NOW ON AIR: "Leave out all the rest" Linkin Park

(*) cifre al netto di eventuali interessi bancari

Google: suggerimenti inquietanti

Da diverso tempo Google tenta di aiutare le ricerche dei suoi numerosi utenti suggerendo le parole o le combinazioni di parole più frequentemente digitate dagli utilizzatori. A volte tali suggerimenti possono rivelare qualche sorpresa.

Cercando di capire "come tagliarsi le basette" scopriamo che in giro c'è molta gente depressa o forse solo confusa.

--clicca sulla foto per ingrandire--

Cercando di scoprire "come inserire" qualcosa... si, c'è molta confusione in giro.

--clicca sulla foto per ingrandire--

NOW ON AIR: "Land of confusion" Disturbed

domenica, ottobre 24, 2010

Salsa messicana

Oggi voglio scrivere di cibo e... voglio anche fare pubblicità.

Mi piace il cibo, ma cerco di limitarmi. Preferisco evitare il superfluo: mangio per sostentare il mio corpo, non per soddisfare le mie papille gustative. Ogni tanto però mi piace gratificarmi mangiando anche alimenti superflui ma gustosi.

Questa settimana, grazie a mio fratello, ho conosciuto l'ultimo prodotto di casa Calvé: la salsa messicana.

Semplicemente deliziosa, per gli amanti dei sapori forti. Sono cinque giorni che la metto quasi su tutto: carne, pesce, insalata, pane, verdure varie e, alla fine, me la sono sparata anche liscia... mentre ne scrivo mi viene l'acquolina in bocca. Meno male che è quasi finita, meno male per il mio fisico, è buonissima ma sono completamente consapevole che non sia il più sano degli alimenti. Non credo ci sia niente di male nel concedersi ogni tanto anche qualche "schifezza" che fa bene allo spirito.

Prodotto vivamente consigliato (giuro che non ho preso soldi dalla Calvé, ma se dovesse arrivare un contributo volontario non lo rifiuterei :-), ovviamente... magari una fornitura di salse per un anno).

NOW ON AIR: "Money for nothing" Dire Straits

venerdì, ottobre 22, 2010

La strada


La strada è un romanzo di Cormac McCarthy (autore anche del molto apprezzato Non è un paese per vecchi) che si è aggiudicato il Premio Pulitzer nel 2007. In Italia è edito da Einaudi e questo, per gli appassionati di libri, farà già capire quanto mi sia costato acquistarlo (Einaudi offre ottimi prodotti, ma a prezzi decisamente superiori alla media), non mi dispiace però spendere soldi per ottimi libri. Ora vorrei cercare di capire se La strada è un ottimo libro oppure no.
Il libro in questione racconta le vicende di un padre e di un figlio, entrambi senza nome, che cercano di sopravvivere in un mondo post-apocalittico, nero, buio, secco, bruciato. Del mondo che conosciamo sono rimaste soltanto ombre: case abbandonate, strade ricoperte di cenere e uomini che sono le ombre di se stessi. Il sole è costantemente coperto e non riesce mai a donare un minimo di tepore; si vive così come in un inverno perenne, in cui la speranza non può sopravvivere. Dove non vi è speranza fiorisce, come spesso accade, l'anarchia, la violenza, l'aberrante e, quindi, la diffidenza, prima, e la paura, poi, che occasionalmente si trasforma in terrore.
L'uomo protagonista del racconto è davvero sfortunato, non è sopravvissuto da solo, infatti, insieme a lui c'è anche suo figlio. Si, ho scritto proprio sfortunato, se fosse stato solo, in un mondo con niente più da offrire, abbandonato completamente dalla speranza, avrebbe potuto gettare la spugna, come molti altri avranno sicuramente fatto. Avrebbe potuto lasciarsi morire di fame, impiccarsi, o spararsi con la pistola che si porta sempre dietro. Con lui però c'è suo figlio e non so dire se sia più facile o più difficile andare avanti con un tale peso sulle spalle: sapere che lui è ancora vivo e per lui, per il proprio piccolo figlio, non c'è un futuro diverso dal terribile e soffocante presente. Come puoi andare avanti quando a tuo figlio non puoi offrire altro che Pestilenza, Carestia, Guerra e Morte? I quattro cavalieri dell'Apocalisse rendono, infatti, bene l'idea di cosa riserva il futuro ai sopravvissuti: malattie, anche banali ma che non è più possibile curare, fame, lotta per la sopravvivenza che porta l'uomo a combattere contro i suoi simili, con maggiore tenacia e ferocia di quanto già non faccia, infine la morte, dell'uno o dell'altro.
I contenuti per un ottimo libro ci sono tutti, secondo me. Purtroppo manca la forma: lo stile è fin troppo sterile, semplice, asciutto. Lo scopo è forse quello di supportare la sterilità, la crudezza e la limitatezza dell'ambientazione e delle situazioni ma spesso risulta esagerato. Spesso l'effetto finale è quello di una lunga sequenza di banali pensierini da seconda elementare.
Il risultato è un racconto ricco di spunti di riflessione ma ben lungi dall'essere un ottimo libro: a mio giudizio, insomma, un libro mediocre, incapace di commuovere davvero, incapace di trasmettere al lettore qualcosa che non potrebbe trasmettersi da solo. Non c'è creazione, nulla che cresca e venga generato nel lettore direttamente dalle parole dell'autore. Insomma, se non si è padri, difficilmente si potrà essere emozionati da La strada e un libro senza emozioni è più simile ad un elenco telefonico che ad un romanzo.

NOW ON AIR: "The fantasy" 30 Seconds To Mars

domenica, ottobre 10, 2010

Noi marziani


Sono passati alcuni anni da quando la colonizzazione di Marte ha avuto inizio, ma il proggetto non ha avuto il successo sperato. Solo pochi esseri umani hanno deciso di trasferirsi e non c'è molto da stupirsi, viste le difficili condizioni in cui vivono: isolamento, difficoltà negli spostamenti via terra, razionamento dell'acqua.
Gli attori principali delle vicende marziane sono i coloni, esseri umani terrestri che hanno abbandonato il pianeta di origine per diverse ragioni e che cercano di costruirsi una vita perlomeno decente sul pianeta rosso, con tutte le difficoltà dovute all'ambiente ostile.
Personaggi secondari, ma comunque importanti, risultano essere gli indigeni, esseri umanoidi, ma molto diversi dagli esseri umani sotto diversi aspetti, originari di Marte. Esseri poco civilizzati con una cultura simile a quella di alcune popolazioni terrestri che vivono ancora a stretto contatto con la natura, totalmente prive di tecnologia e organizzazioni sociali complesse. La maggior parte di questi preferiscono mantenere al minimo i contatti con gli esseri umani, aiutati in questo da un generale disinteresse dei colonizzatori nei confronti di un popolo alquanto primitivo, altri, invece, hanno scelto di vivere a stretto contatto con i coloni lavorando in qualità di servitù presso i più agiati di loro.
Il pianeta non offre grandi ricchezze, quindi chi si arricchisce lo fa principalmente tramite il contrabbando di prodotti importati illegalmente dalla Terra.
A metà strada tra i due punti di vista, quello umano e quello marziano, troviamo quello di un ragazzino autistico: emarginato dai terrestri in quanto inutile alla comunità, rinchiuso in una struttura psichiatrica insieme a diversi altri bambini "speciali", l'incontro con i marziani porterà ad inaspettati sviluppi.
Il suo punto di vista sul mondo è completamente diverso da quello dei "normali", Dick ce lo descrive molto accuratamente: l'apparenza è quella di una visione estremamente distorta della realtà e, sotto certi punti di vista, malata. Su ogni scena si torna più volte, in capitoli differenti, vista dalla prospettiva tradizionale, da quella "speciale" del bambino, e, più avanti, anche da quella intermedia dello schizofrenico tecnico riparatore che si è avvicinato al bambino per cercare di farlo comunicare con l'esterno. Certe scene mettono quasi paura per la cupezza e la "decadenza" che le contraddistingue, ma più si va avanti e più cresce la convinzione che la visione che si era definita distorta non lo sia poi così tanto come si pensava.
Mentre si cercherà di capire se la sua condizione gli permetta effettivamente di prevedere il futuro, questo ragazzino si troverà al centro delle vicende che coinvolgono diversi personaggi apparentemente senza connessioni, ma che alla fine si riveleranno tutte collegate, direttamente o indirettamente.

Non uno dei migliori libri di Dick che io abbia letto ma offre diversi spunti di riflessione e questo è ciò che secondo me fa di questo libro un buon libro.

NOW ON AIR: "White wedding" Billy Idol

domenica, ottobre 03, 2010

Occhi di cane azzurro


Ancora un libro di Gabriel Garcia Marquez e ancora una delusione (molto più grande di quella relativa a Cent'anni di solitudine).

Occhi di cane azzurro è una raccolta di racconti brevi accomunati dal tema della morte. Morti violente, morti apparenti, vite apparenti che si rivelano morti reali, sogni di morte, assassini. Tanti aspetti della morte descritti in modo molto poetico ma, a mio avviso, per niente coinvolgente. Ho fatto una gran fatica per leggerlo tutto. Ho fatto una gran fatica perché non sono riuscito a trovare un messaggio, non sono riuscito ad afferrare quello che l'autore voleva comunicarmi. Non sono riuscito a sentire niente. Leggevo parole su parole, scritte bene, scritte con un buono stile, scritte con una buona struttura, ma dove sta il contenuto? Qual è il contenuto? Cosa avrebbero dovuto ispirarmi i racconti, quali sentimenti? Quali idee?
Forse avrebbero dovuto consapevolizzarmi sull'ineluttabilità della morte? Quale idea più banale di questa? Davvero le persone non sono consapevoli del fatto che la morte non può essere né evitata né ingannata? Davvero gli esseri umani sono così distratti rispetto al proprio inevitabile destino? Dovrebbe essere un libro a ricordarmi che la morte ci circonda, che essa è praticamente dovunque in ogni istante? Se è così sarebbe davvero un libro banale. Preferisco pensare di non averlo capito, per me, non per l'autore, non mi importa nulla di lui. Non mi stupirebbe affatto che uno scrittore scrivesse un libro senza contenuto, ma mi infastidisce il fatto che io non riesca a trovarci proprio nulla. Nulla dal punto di vista emotivo, nulla dal punto di vista razionale.
Penso che questo libro segnerà la mia definitiva rottura con il signor Gabriel Garcia Marquez, non che ci fosse molto da rompere, ma credo che non leggerò più niente di lui... per non annoiarmi inutilmente.

NOW ON AIR: "Englishman in New York" Sting

lunedì, settembre 27, 2010

L'uomo dai denti tutti uguali


L'uomo dai denti tutti è uguali non è il solito libro di Philip K. Dick. Ho imparato ad amare Dick come autore di fantascienza e di ucronia (storia alternativa), ma questo libro non appartiene a nessuna di queste due categorie e, sinceramente, non riesco ad inquadrarlo pienamente in un genere. Non assomiglia a nulla che io abbia letto prima e non racconta nulla di particolarmente interessante ma, nonostante questo, non sono riuscito a staccarmene finché non l'ho finito. Non so se fosse la speranza che il fantascientifico o il metafisico Dick spuntasse all'improvviso fuori, ma sono andato avanti imperterrito nonostante la storia non fosse affatto avvincente. La lettura però scorreva del tutto liscia, senza intoppi, senza rallentamenti dovuti alla stanchezza o alla noia. Come è possibile che un libro di 324 pagine che non ti piace non ti annoi? Evidente lo stile dello scrittore ha un grande merito in questo: se qualcuno riescie a tenerti attaccato ad una storia normale, deve essere veramente bravo a scrivere.
Si tratta di una storia di vicinato e famiglia in un piccolo ed isolato centro abitato della California del sud. Mogli, mariti, rapporti di vicinato difficili, lavoro, sceriffi e veterinari di campagna annoiati... e storie quotidiane di un passato non troppo lontano.

Mentre scrivo mi viene un'idea molto suggestiva, questo libro dalla trama semplice, nella sua semplicità, riesce in una specie di magia: il fantastico, che normalmente si trova nei libri di Dick, qui si manifesta nell'atto stesso del leggere. L'inconsueto, tipico dei racconti dickiani, non è più solo scritto e di conseguenza immaginato dal lettore, bensì diventa realtà: lo straordinario che scaturisce dall'ordinario, il lettore avvinto e per nulla annoiato da una storia quasi del tutto normale.

Consigliato solo ai grandi amanti di Dick, "per vedere l'effetto che fa".
Per tutti gli altri, fortemente sconsigliato.

NOW ON AIR: "Blue monday" New Order

martedì, settembre 21, 2010

Caratteri più grandi

Ho aumentato la dimensione dei caratteri con cui questo blog viene visualizzato.

Mi avevano detto che il blog aveva bisogno di "più carattere"... ma forse non era questo che intendevano.

Comunque non è mia intenzione (sarebbe comunque un'intenzione idiota) far risaltare le mie parole per dare loro maggiore forza, almeno nella forma. Non penso che ce ne sia bisogno, ma solo perché non è mia intenzione convincere nessuno.


Sto cercando semplicemente di ritardare il più possibile il giorno in cui avrò bisogno degli occhiali per leggere sullo schermo. Ho pensato fosse un bel gesto avere la stessa cura dei miei (pochi ma sicuramente ottimi, anche se solo di passaggio) lettori.

NOW ON AIR: "Citizen-Soldier" 3 Doors Down

domenica, settembre 12, 2010

Perché?

Nono sono sicuro di essere ancora "l'uomo del futuro" del titolo. Questo "ancora" può essere interpretato sia nel senso passato che in quello futuro: non so se lo sono stato ed ora non lo sono più; sicuramente attualmente non sono come "l'uomo del futuro" che ho descritto e chissà se lo sarò mai. Per questo mi riferirò a me stesso come a MaxParsifal. Naturalmente in terza persona, da perfetto psicopatico.

MaxParsifal non vuole crescere perché è già cresciuto abbastanza e non gliene è venuto nulla di buono, solo maggiore stress e maggiore infelicità.
Maxparsifal non vuole essere un eterno adolescente, bensì un eterno bambino. Non un bambino qualsiasi, il bambino che è stato lui prima di rompersi. Prima che qualcosa gli portasse via, troppo presto, il suo essere bambino. Il bambino che è stato lui: meno felice e sereno degli altri ma più consapevole, comunque più felice e sereno di quanto potrà mai essere da adulto.

MaxParsifal vuole essere il bambino che chiede sempre "come" e, soprattutto, "perché" e che non si annoia a sentire ogni risposta, perché in ogni risposta c'è qualcosa di interessante. Come fanno le persone a vivere come se non ci fossero domande, come se tutto fosse completamente chiaro? Soltanto io vedo "perché" in ogni singolo aspetto dell'esistenza? Il fatto che trovare risposte sia difficile dovrebbe essere un buon motivo per non farsi le domande?
Le risposte non contano, o almeno non contano tanto quanto le domande: quando smettiamo di fare domande, il nostro cervello smette di vivere e quindi noi smettiamo di vivere. Si, certo, respiriamo, mangiamo, defechiamo, lavoriamo, ci picchiamo per un parcheggio, ma questo non significa vivere. Significa essere vivi, certo, per definizione medica, ma non significa che siamo individui che vivono perché, quando non ci facciamo più domande, non siamo più individui. Diventiamo dei gusci vuoti, corpi umani che si muovono e agiscono tutti alla stessa maniera, tutti uguali.
Io (cioé MaxParsifal) non ho paura di morire fisicamente, ma finché sono vivo fisicamente, morire mentalmente mi fa schifo ed orrore. Non voglio, tanto varrebbe morire del tutto. Per rimanere vivo nel cervello non conosco altro metodo che rimanere bambino, cercare (quando riesco) di guardare le cose come fosse la prima volta che le vedo e chiedermi "perché" ogni volta che posso (le occasioni non mancano di certo).
Intanto, perché ho scritto tutto ciò... al momento non lo so, se lo scoprirò e lo riterrò interessante potrei anche condividerlo qui, nel frattempo... perché?

NOW ON AIR: "Alive" Pearl Jam

sabato, settembre 11, 2010

Grave BUG per l'iPad

Grave bug dell'iPad che gli impedirà di soppiantare completamente il giornale cartaceo.



Prevedibile, ma comunque divertente.

NOW ON AIR: "Shorty" The Wannadies

La Bibbia

Questa non è mia, non sono così brillante e un po' mi dispiace. Ma la frase che propongo è troppo bella per non citarla, forse non è alla portata di tutti, spero lo sia per molti.

Nella Bibbia ci sono solo proposizioni vere e se ogni tanto è un po' incoerente è solo colpa di Gödel.

Fonte: In coma è meglio, blog di Astutillo Smeriglia.

NOW ON AIR: "Thoughts of a dying atheist" Muse

mercoledì, settembre 08, 2010

Indesiderati

In molti film e in qualche libro mi è capitato di vedere e leggere di figli che scoprono di essere stati indesiderati, essere nati come frutto di un errore.
Tali scene (cinematografiche o letterarie) sono solitamente cariche di pathos, portano alla commozione: una rivelazione del genere da parte di un genitore nei confronti di un figlio provoca spesso una risposta violenta, carica di risentimento, sicuramente una risposta che esprime malessere e dolore interiore.

Se capitasse a me... ne sarei sollevato. Saprei che il dolore che mi è stato inflitto da quando sono nato non è frutto di una scelta consapevole o inconsapevole ma comunque volontaria. La mia nascita, e tutto ciò che ne è conseguito, sarebbero soltanto frutto di un errore, di un incidente e si sa "gli incidenti capitano".
Purtroppo non avrò mai questo "piacere": mi è stato già detto che la mia nascita è stata fortemente voluta, al riguardo ci sono anche prove oggettive che non possono essere smentite o manipolate. Mi dispiace sapere che una persona possa decidere volontariamente, consapevolmente e razionalmente di generare un figlio, senza pensare a tutto ciò che di brutto o spiacevole potrebbe riservargli la vita. La vita non è bella nè brutta, la vita è una serie estremamente complessa di continui incidenti che sta poi a noi interpretare come vogliamo perché, di per sé, senso non ne hanno. Da parte mia, il più piccolo incidente negativo, o anche solo potenzialmente negativo, che potrebbe occorrere ad un essere umano generato con il mio contributo mi porta a rifiutare categoricamente ogni possibilità di farlo.
Le cose belle che ci succedono non possono nè annullare nè compensare quelle brutte che ci accadono: quando mi accade qualcosa di bello, quelle brutte stanno sempre lì senza attenuare nè esaltare quelle belle, e viceversa.
Fare un figlio per me sarebbe sicuramente bellissimo, ma cosa sarebbe per lui? Per lui sarebbe soltanto una vita ed una nuova sequenza di incidenti. E se non fosse così? E se mio figlio potesse vivere la vita più bella che sia mai stata immaginata? Sarebbe giusto negargli questa possibilità?
Si sarebbe giusto, perché non sto impedendo a nessuno di vivere tale vita immaginaria, visto che finché uno non viene al mondo non esiste. Finché non viene al mondo nessuno può fargli del male, neanche io, direttamente o indirettamente. Una volta venuto al mondo non c'è più via d'uscita e quello che gli spetta è soltanto quello che spetta a tutti quanti: una lunga sequenza di incidenti che si concluderà solo con la sua morte.

NOW ON AIR: "From yesterday" 30 Seconds To Mars

Bestemmiare

Ogni volta che qualcuno maledice dio, in realtà sta maledicendo il suo creatore, ammesso che creda a questa sciocchezza della creazione divina.
Bestemmiare il "nome del signore" significa quindi maledire il responsabile delle nostre difficoltà e delle nostre sofferenze: se non avesse creato il mondo e gli esseri umani noi non avremmo sofferto o inciampato o arrancato o qualsiasi altra cosa.
Come detto, la creazione divina è una sciocchezza, quindi, se non fossimo annebbiati da millenni di religione, quello che vorremmo veramente fare è maledire il nostro creatore. I nostri creatori sono i nostri genitori, tutti i meriti e tutte le colpe di ciò che ci accade di bello e di brutto ricadono completamente ed esclusivamente su di loro, almeno in quest'ottica.
Quando abbiamo bisogno di sfogarci e maledire qualcuno per ciò che ci succede in vita sarebbe più corretto, o almeno più sensato, maledire i nostri genitori... o almeno uno dei due, sta ad ognuno scegliere quale.

NOW ON AIR: "The story" 30 Seconds To Mars

lunedì, agosto 30, 2010

Grandi uomini e valori

A mio avviso...

non esistono grandi uomini, non sono mai esistiti e, mi permetto di presumere che, mai esiteranno.
Esistono però tanti piccoli, miseri uomini che fanno apparire grandi degli uomini a dir poco mediocri.

L'universo è relativo in ogni suo aspetto e in ogni sua manifestazione: se non esistessero personalità insignificanti non potrebbe esistere alcuna personalità rilevante.

Per molti, fatti come questo dimostrano che ogni cosa è importante ed utile nell'universo.
Per me, invece, riflessioni come questa portano ad una sola conclusione plausibile: nell'universo nulla ha valore, alcun tipo di valore. Ogni valore viene assegnato dall'esterno e, per questo, afferma più sul soggetto dell'assegnazione che sull'oggetto.

Detto questo, mi trovo costretto a tornare sulle mie stesse parole: non esistono neanche piccoli uomini, esistono uomini che io considero piccoli e miseri e che fanno apparire altri uomini, che io considero meno piccoli e meno miseri, grandi.

Cosa rimane allora? Rimangono solo uomini, pelle, muscoli, ossa, sangue, agglomerati di cellule, formate a loro volta di atomi... siamo solo atomi, nient'altro che atomi... oltre a questo vediamo solo quello che vogliamo vedere ed evitiamo di vedere ciò che ci fa paura.

NOW ON AIR: "From yesterday" 30 Seconds To Mars

Involuzione informatica

Non so se è vero e non ho avuto tempo di controllare, ma mi ha divertito e quindi lo posto lo stesso.

Nell'anno 1968 è bastata la potenza di due Commodore 64 per lanciare con successo una navicella sulla Luna; nell'anno 2007 ci vogliono la potenza di un processore quad core 3.30 GHz e 3 Gb di RAM (requisiti minimi ufficiali) per utilizzare Windows Vista. Qualcosa deve essere andato storto!


E' divertente perché la seconda parte è (quasi) vera.

giovedì, luglio 29, 2010

Vomitiamo tutti insieme...

Un invito per tutti gli amanti del vomito, proprio ed altrui, leggere questa pagina di commenti.

Io ho cominciato a leggere questa pagina, relativa ad una notizia di cronaca romana, e non sono riuscito a leggere tutti i commenti. Mi sono dovuto fermare per vomitare: così tante persone talmente prive di qualsiasi buon senso. Tutte le opinioni espresse mi sembrano così banali, semplicistiche, inutili, insopportabili.

La razza umana ben meriterebbe di essere completamente distrutta.

NOW ON AIR: --silenzio--

mercoledì, luglio 14, 2010

Dolore

Trovo insopportabile e abominevole ogni forma di dolore fisico, insopportabile e abominevole come ogni cosa che mi ricorda con brutale forza che c'è qualcosa di esterno alla mia coscienza e alla mia consapevolezza. Qualcosa che rischia di essere più reale di quello che si trova nella mia mente e, soprattutto, sul quale non ho alcun controllo.
Il mondo delle mie idee è l'unico dove posso aspirare di non essere travolto e dilaniato. Probabilmente è vero quello che si dice, che ho una paura folle del mondo reale: ho paura di essere ferito, paura di non essere in grado, di non essere all'altezza, paura di perdere qualcosa, paura delle responsabilità. Ma se solo avessi un appiglio, un qualcosa per cui lottare, qualcosa per cui provare il desiderio di vivere nella vita reale e rischiare, afferrare, amare, odiare, soffrire...
Non ho trovato mai niente di simile e sarà difficile trovarlo rimanendo qui, da quest'altra parte del velo. Ma senza appiglio, senza un motivo, perché dovrei superare il confine?
A questo dilemma non ho ancora trovato risposta e la mia parte pessimista mi dice che più passerà il tempo più difficle sarà trovarla.

NOW ON AIR: "Hurt" Nine Inch Nails

domenica, luglio 04, 2010

Picnic sul ciglio della strada


Qualche mese fa ho letto un libro affascinante ma mi ero dimenticato di scriverne.

Picnic sul ciglio della strada di Arkadi e Boris Strugatzki, già pubblicato e più noto con il titolo Stalker.
Marmont è una piccola città industriale come tante altre. Anzi lo era, lo sarebbe ancora se i suoi dintorni non avessero subito la visita degli extraterrestri. Nei pressi di Marmont si trova uno dei sei luoghi del pianeta Terra che presentano le tracce del passaggio degli alieni.
Non a caso si parla di passaggio: non c'è stato nessun contatto con le forme di vita locali, forse gli alieni erano diretti altrove, non erano interessati agli abitanti del pianeta. Sembra che, lungo un viaggio verso chissaddove, gli alieni di passaggio abbiano fatto una sosta e ripartendo abbiano abbandonato lì i loro rifiuti, come se si fosse trattato di un semplice Picnic sul ciglio della strada.
Questi "rifiuti" hanno modificato l'aspetto di questi luoghi e non solo: ne hanno modificato profondamente anche la fisica. Eventi straordinari ed inspiegabili avvengono in queste "zone" e per questo i governi le hanno delimitate e le controllano: i centri di ricerca ne studiano le caratteristiche mentre i militari tentano di limitare l'accesso soltanto al personale scientifico autorizzato.
Entrare nella Zona è pericoloso, è facile rischiare la pelle se non la si conosce, se non si è in grado di trattarla come si deve, di riconoscere i suoi pericoli ed i suoi avvertimenti, se non si è uno stalker esperto. Lo stalker è un cercatore di oggetti straordinari dalle proprietà inimmaginabili. Gli stalker lavorano nell'illegalità entrando di nascosto nella Zona per raccogliere oggetti da rivendere poi al ricchissimo mercato nero.
Red Schouart è una guida indispensabile per gli scienziati che devono addentrarsi nella Zona per le loro analisi: senza di lui difficilmente riuscirebbero ad uscirne vivi. Red, però è anche conosciuto nell'ambiente stalker come "Roscio": uno dei migliori stalker di sempre. Passato alla legalità per la tranquillità della propria famiglia, ora riceve un misero stipendio da dipendente statale per accompagnare i "secchioni" del centro ricerche nella Zona e cercare di riportarli indietro sani e salvi.
Il fascino della Zona però va molto oltre le brevi passeggiate scientifiche, per Red vanno anche oltre la ricchezza e il potere: "il brivido estremo della sfida, il desiderio di bucare lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi - fisiche e morali - di una comunità pavida e corrotta".

Un'idea veramente notevole, a mio parere geniale anche il parallelismo tra visita aliena estemporanea e picnic sul ciglio della strada. Il libro non è all'altezza dell'idea ma vale comunque il tempo speso per leggerlo.

Da questo libro è stato tratto un film, la cui sceneggiatura è stata realizzata in collaborazione con gli stessi autori del libro: Stalker di Andrej Tarkovskij (1979).

Una serie di videogiochi prendono ispirazione dagli elementi del libro, riconducendo però l'origine della Zona alle esplosioni avvenute nella centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 e collocandola proprio nei pressi della cittadina russa.
Riguardo a questa variazione c'è un aspetto veramente interessante: l'area evacuata nei pressi della centrale nucleare danneggiata è effetivamente denominata "La Zona". Ma non è chiaro se l'area di Chernobyl prende il soprannome da quella del libro o se si tratta soltanto di un caso (il termine "La Zona" non è poi così originale o specifico).

PS: è difficile reperire questo libro in libreria, in alternativa è possibile ordinarlo su IBS, e questo è il link diretto.

NOW ON AIR: "Lost in space" Apollo 440

sabato, giugno 26, 2010

Jungle drum

Non sono un fan della danza, nè moderna nè classica, non ne comprendo il fascino. Non sono particolarmente affascinato neanche dal flash mob, ma questo video mi piace molto.



NOW ON AIR: "Jungle drum" Emiliana Torrini

Non so neanche di cosa stai parlando!

Quando qualcuno ti dice "Non so neanche di cosa stai parlando!" è molto probabile che sappia esattamente di cosa stai parlando.

Chi vuol capire, capisca.

NOW ON AIR: "Complicated questions" Finger Eleven

lunedì, giugno 14, 2010

Il cinema in 3D... ne vale la pena?

Sono assoulutamente contrario al cinema in 3D. In proposito ho trovato un interessante articolo che riporta le opinioni di un importante critico cinematografico statunitense.

Roger Ebert è uno dei più rispettati, temuti e discussi critici cinematografici americani. Attualmente scrive sul Chicago Sun Times ma i periodici che si occupano di cultura e spettacoli, da Variety a Newsweek, fanno a gara per ospitare i suoi scritti. In passato Ebert ha fatto a lungo coppia con un altro critico, Gene Siskel, scomparso nel 1999. In piena era 3D Ebert, che non ha mai avuto paura di essere in controtendenza, ha firmato un editoriale per Newsweek in cui spiega perché la cosiddetta rivoluzione della tridimensione è solo un inganno, e anzi, più spesso un modo di truccare le carte a spese degli spettatori.
Nove picconate - Ebert ha dettagliatamente motivato la sua contrarietà al 3D, riassumendone le motivazioni in nove punti. Eccoli.

1- Il nostro cervello ha già la facoltà di "leggere" la diversa profondità di campo e aggiunge automaticamente tridimensionalità anche alle immagini in 2D attraverso la prospettiva. Aggiungere una dimensione artificiale significa distrarlo e ingannarlo.

2- I grandi film non hanno mai avuto bisogno del 3D. Un'opera riuscita cattura completamente l'emotività e l'immaginazione dello spettatore. A qualcuno è mancato il 3D in film come Fargo, Casablanca o Precious?

3- Gran parte degli attuali film in 3D in realtà non fanno altro che spostare gli oggetti su diversi piani visuali. In questo modo il regista si priva del lavoro sulla profondità di campo che è sempre stato un mezzo per stimolare l'attenzione dello spettatore rispetto ai vari campi di ripresa. Insomma, una finta evoluzione, del tutto non necessaria.

4- Gli occhiali da indossare costringono gli occhi e il cervello a lavorare in modo diverso, così che, secondo diversi specialisti medici interpellati e stando al rapporto pubblicato da Consumers Report, il 15% degli spettatori che hanno assistito ad una proiezione in 3D lamentano mal di testa e affaticamento agli occhi. L'illusione di vedere in 3D avviene a spese degli organi visivi, solitamente non calibrati per questo tipo di esperienza.

5- I film in 3D tendono ad essere meno luminosi degli altri, gli stessi occhiali da indossare rubano luminosità. Questo rende la visione più faticosa, anche perché spesso la tecnologia IMax annunciata non ha i doppi proiettori con lampade che incrocino i loro fasci sullo schermo, né gli schermi più grandi. Occhio agli imbrogli.

6- C'è speculazione attorno alla commercializzazione dei nuovi proiettori. I costi da sopportare sono alti e molti esercenti tendono a comprare film in 3D che proiettano con vecchie tecnologie analogiche. Infatti gli studios si stanno offrendo di coprire una parte dei costi di rinnovamento della struttura tecnologica.

7- Per le ragioni descritte al punto precedente, il prezzo dei biglietti per il cinema sta salendo, si toccano punte di aumenti anche di 5 e 7 dollari per coprire l'aggiornamento tecnologico. Costi che ricadono sul cliente, lo spettatore.

8- E' impossibile immaginare un grande film drammatico, come The Hurt Locker, girato in 3D. Né pellicole basate su una forte sceneggiatura e dialoghi riusciti. Il 3D sembra coprire i punti deboli di acuni film e da l'impressione di essere pensato per un cinema infantile.

9- Ogni volta che Hollywood ha avuto sentore di crisi ha puntato sulla spettacolarizzazione tecnologica. E' accaduto con il vecchio 3D, con i diversi formati sonori, con il widescreen, l'avvento del colore, il cinerama, ora con il 3D di nuova generazione. Grandi registi come Scorsese ed Herzog hanno fatto film per far crescere la consapevolezza della gente e offrire visioni stimolanti. Hollywood sembra regredire ad un preoccupante stato infantile.

Ma Cameron è un caso a parte - In chiusura del suo intervento polemico, Roger Ebert ha specificato di non essere contrario al 3D in modo preconcetto, quanto piuttosto all'uso approssimativo e furbo che si fa di questa tecnologia. Unico caso a fare eccezione, secondo Ebert, è Avatar di James Cameron, il cui utilizzo del 3D è stato molto più consapevole e studiato (con uso magistrale della profondità di campo), oltre che facilitato da un kolossal in gran parte fatto da immagini generate al computer. Molto meno bene è andata a Tim Burton, forzato dagli studios a girare Alice In Wonderland in tre dimensioni, con una resa visiva che non aggiungeva niente al tradizionale 2D.

10 giugno 2010

Redazione Tiscali


Mi trovo d'accordo con tutti i nove punti.
Non sono invece d'accordo con l'opinione espressa riguardo Avatar: forse per questo film non vale il punto 2 tanto quanto per altri titoli (nonostante ne abbia parlato relativamente bene in un post precedente non credo che sia un film "di livello") ma tutti gli altri restano validi.
Non condivido neanche il giudizio positivo, sottinteso, riguardo "The hurt locker" che, ribadisco essere un film davvero mediocre.

Per me "No al 3D", senza se e senza ma.

NOW ON AIR: "Saints of Los Angeles" Motley Crue

domenica, giugno 13, 2010

Libertà di espressione

La libertà di espressione è sicuramente un qualcosa di molto importante.

Peccato che per consentire di esprimersi a chi ha "qualcosa da dire", uso questa espressione nel senso più ampio possibile, si debba necessariamente lasciare spazio a persone che, invece, probabilmente hanno l'acqua al posto del cervello, e ho scritto acqua perché sono un signore, nonché a tutte quelle persone che sono in malafede.

Spesso mi capita di riflettere su quanto la gente sia stupida o solo ignorante, su quanto molte volte sarebbe meglio starsene zitti oppure sarebbe meglio non scrivere.
Inevitabilmente finisco per pensare che la maggior parte delle persone non pensano di essere stupide o di essere ignoranti e sicuramente non si rendono conto di quando dovrebbero stare zitti o dovrebbero evitare di scrivere qualsiasi cosa gli passi per la testa. Quindi cosa mi rende diverso da loro? Quante volte sarò stato stupido anch'io senza accorgermene? Quante volte avrò detto qualcosa che sarebbe stato meglio non dire? Quante volte ho scritto qualcosa di completamente superfluo se non proprio idiota?
Mi faccio spesso domande come queste e a volte mi permettono di riconoscere che mi capita di "inciampare", ma non mi va di tornare a quando stavo sempre zitto e non mi sbilanciavo mai nemmeno per iscritto per paura di sbagliare. Uso questi momenti di autocritica per spingermi ad esprimere pensieri su cui credo di aver riflettuto abbastanza, oppure di premettere al mio interlocutore il mio non aver mai riflettuto a fondo sulla questione proponendo di rifletterci insieme discutendo, alla Socrate, se vogliamo.

Detto ciò, naturalmente questo blog è inutile, potrei smettere di scrivere e in pochi se ne accorgerebbero, nessuno ne sentirebbe la mancanza e molte meno inutilità sarebbero pubblicate sul Web. Io comunque continuerò a scrivere, ogni volta che avrò qualcosa che mi va di pubblicare, non tanto per gli altri quanto per me. Ultimamente mi capita di scrivere molto più in inglese che in italiano, mi capita di scrivere usando linguaggi di programmazione più che linguaggi naturali, mi capita di parlare molto più di quanto scrivo: con questo blog cerco di mantenere una certa capacità di espressione chiara ed efficacie nella mia lingua madre. Spero di riuscirci anche se a volte i contenuti sono un po' carenti di contenuti.

Comunque quando penso che quello che scrivo possa essere inutile o superfluo o addirittura stupido, mi faccio un giro su qualche forum o anche solo su qualche quotidiano online e mi risollevo l'autostima abbassandomi contemporaneamente il morale (per la miseria intellettuale del mondo in cui viviamo) leggendo commenti come questi (cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere):



Non sono un campione di emoticon e nemmeno voglio esserlo, quindi assumo un mio personalissimo formalismo per esprimere il mio stato d'animo: 'SBIGOTTITO'.

NOW ON AIR: "Closing time" Semisonic

Caro vecchio tubo catodico

Io ho un televisore a tubo catodico, ancora.

Lo so, è tecnologicamente antiquato, ma nonostante questo non ho ancora trovato un "televisore piatto" che sia in grado di competere con lui per nitidezza dell'immagine e definizione.

So che i signori della televisione stanno facendo in modo che le immagini trasmesse risultino sempre più piccole in modo che, ad un certo punto, non riuscirai più a vedere niente e sarai costretto a comprare un 52 pollici per riuscire a distinguere un calciatore da un altro, o riuscire a vedere la palla di un qualsiasi sport(a volte adesso fatico a distinguere il pallone da calcio), o per riuscire a capire cosa tiene in mano un personaggio di una fiction, o ancora a leggere un sovraimpressione. Io comunque non mollo, mi tengo il mio tubo catodico da 28 pollici.

So anche che un giorno mi abbandonerà, che non ce la farà più... quel giorno, sarò un po' più triste del solito, ma sicuramente non ne comprerò uno nuovo.
Schermo piatto, non mi avrai.
Tecnologia superflua e insensata, non mi avrai.

Viva la solida tecnologia antiquata, abbasso l'innovativa, superflua, inutile, dannosa tecnologia avanzata.

venerdì, giugno 11, 2010

Il ciclo delle fondazioni


Dopo mesi di lettura sono finalmente riuscito a finire "Il ciclo delle Fondazioni" di Isaac Asimov. Si tratta di una raccolta di quattro libri scritti in periodi differenti e non contigui dal noto scrittore di fantascienza:


  • Prima Fondazione;

  • Fondazione e Impero;

  • Seconda Fondazione;

  • L'orlo della Fondazione.


Un'opera notevole per ingegno letterario e per stile. Anche se scritti in periodi differenti e, anche per questo, in stili differenti, la lettura è sempre molto scorrevole. Seppure alcune vicende narrate in questi libri siano molto affascinanti e dotate di una certa originalità sono rari i momenti di vera suspence in cui il lettore non vede l'ora di scoprire come si svilupperanno gli avvenimenti. Sotto questo punto di vista mi permetto di ritenere la trama un po' troppo piatta.
Le vicende raccontate ricoprono un arco di centinaia di anni, descrivendo un percorso, interpretato da una grande quantità di personaggi diversi, che parte dalla disgregazione di un imponente impero galattico per cercare di arrivare alla creazione di un nuovo impero, costruito sulle ceneri del vecchio su nuove basi. Non credo di rovinare la lettura a nessuno scrivendo che tale percorso rimarrà incompiuto, non perché si fallirà nell'impresa ma perché la sua conclusione, qualora prevista, non è stata narrata: d'altra parte il percorso è sempre più importante della meta. Questo comunque per me ha rappresentato una piccola delusione. Inoltre l'arco narrativo così esteso ha reso necessario lo sviluppo di un gran numero di personaggi che si susseguono in vari scenari sul filo conduttore del cosiddetto "Piano Seldon": un piano scientifico, basato sulla materia denominata psicostoria (analisi delle dinamiche macro-sociali tramite strumenti matematici), ideata dal professor Hari Seldon. Tanti personaggi, forse troppi. Tanti personaggi e, nonostante quattro libri, troppo poco "spazio" per definirli compiutamente.
A questo si aggiunga una fine che ho trovato alquanto deludente, arricchita da idee poco utili al compimento di una vicenda così lunga e per certi versi intensa, idee che non contribuiscono affatto alla conclusione del percorso e che, a mio parere, stonano con tutto il resto della raccolta.
Insomma, un libro tecnicamente ben scritto ma dai contenuti deludenti.

UPDATE 13/01/12: più di una persona mi ha chiesto informazioni circa la leggibilità del volume da me letto (riconoscibile dalla immagine della copertina pubblicata all'inizio di questo post), poiché ho imparato che la valutazione della leggibilità è molto personale ho deciso di evitare una descrizione di mie impressioni che potrebbero essere di ben poco aiuto ai più e, invece, ho scelto di postare una immagine della prima pagina del libro nell'edizione Mondadori del 2006, sperando di fare cosa gradita.

NOW ON AIR: "Love will tear us apart" Joy Division

giovedì, giugno 10, 2010

Con un cinque non si boccia nessuno

Da Messaggero.it del 10 giugno 2010;

«Con un cinque non si boccia nessuno». Dallo studio di ”Porta a Porta” ieri il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha restituito il sorriso a tanti ragazzi che ormai davano per spacciato l’accesso alla maturità. [...]
«Rispetto alla prassi di questi anni, di ammissione totalitaria - ha spiegato Gelmini - questa è una delle norme pensate per restituire rigore e maggiore serietà alla scuola e all’esame. Comunque - ha aggiunto il ministro, smussando un po' toni severi delle nuove regole - non mi sfugge che laddove c’è l’insufficienza in una materia, il consiglio di classe debba valutare collegialmente se ammettere o no lo studente». Insomma «con un cinque non si boccia nessuno».


In pratica, nonostante tutto, la scuola si rivela essere la stessa farsa di sempre, d'altra parte con questa classe politica cosa vogliamo aspettarci?
D'altra parte la scuola dovrebbe insegnare ai ragazzi come funziona la vita e forse questo è il modo migliore per farlo, almeno in Italia: i più furbi vengono premiati, gli "intrallazzatori" vengono incoraggiati, i mediocri vengono esaltati e le regole vengono aggirate... come nella vita degli adulti del nostro paese.
E poi non dovesse mai essere che roviniamo l'estate di tanti ragazzi e tante faliglie italiane proprio durante il mondiale di calcio.

NOW ON AIR: "Livin' on the edge" Aerosmith

mercoledì, giugno 02, 2010

Mondiali di calcio 2010... con la Gialappa's Band

La RAI, proprio quest'anno, ci ha tolto l'unica cosa bella del Festival di Sanremo: l'irriverente commento della Gialappa's Band.
Conseguenza inevitabile: non ho seguito il suddetto festival, non ne valeva la pena.

Da mesi, ormai, si sa che alla Gialappa's Band la RAI non affiderà neanche la consueta e spassosissima trasmissione sui Mondiali di calcio 2010. Ottima mossa da parte dei dirigenti di Radio-RAI, ottimo modo per perdere una grossa fetta di ascolti.

Per fortuna ci sono in giro ancora persone intelligenti, o almeno persone che sanno fare abbastanza bene il proprio lavoro. La notizia è quasi ufficiale: parola di Linus (aka Pasquale Di Molfetta).
I Mondiali di calcio 2010 saranno commentati in diretta dalla Gialappa's Band su Radio Deejay.

Bravo Linus! Davvero complimenti.

Viva la qualità, viva i privati, abbasso il pubblico ed in particolare abbasso la RAI.

UPDATE
Confermo quanto scritto in precedenza, almeno per le opinioni espresse, modifico le informazioni errate o non completamente corrette.

La Gialappa's Band condurrà nel periodo dei mondiali di calcio un programma su Radio Deejay ma non commenterà le partite in diretta: il programma in questione può essere seguito tutti i giorni dalle 13 alle 14 sulle frequenze di Radio Deejay.

Confermo però che non dovremo fare a meno delle loro fantastiche radiocronache, infatti, potremmo ritrovarli nel pomeriggio (e forse anche alla sera), proprio in contemporanea con le partite su RTL 102.5 (guarda qui).
Per trovare la giusta frequenza per ogni città d'Italia questo è il link (a destra).

Buon divertimento!

lunedì, maggio 31, 2010

Math Run

Mi sono fatto una "corsetta tra i numeri": Math Run.

math trainer

Questi giochini mi fanno impazzire... probabilmente nel vero senso della parola.

NOW ON AIR: "Lightning crashes" Live

sabato, maggio 22, 2010

Sheldon Cooper PhD e Ubuntu Linux

Sono ufficialmente un "fissato".

Dopo "Sheldon Cooper PhD e Windows 7", ecco a voi Sheldon Cooper alle prese con il mondo Linux.

La mia opinione su Ubuntu? Meglio di Windows Vista/7, a patto che usiate KDE (solo KUbuntu per me).

L'unica cosa veramente assurda del telefilm "The Big Bang Theory" è che ci sono volute tre stagioni per sentire parlare di Linux: in un telefilm di geek questo non ha molto senso.



Trascrizione:
- Oh, Ubuntu. You are my favorite Linux-based operating system.

Traduzione:
- Oh, Ubuntu. Sei il mio sistema operativo basato su Linux preferito.

NOW ON AIR: "No shelter" Rage Against The Machine

mercoledì, maggio 19, 2010

Dio è morto

Non sono un suo fan, ma non ho potuto fare a meno di approfittare della situazione per scrivere un post con questo titolo.
Chiedo scusa se questa introduzione può sembrare un po' cinica, ma io sono molto cinico, comunque...

Dio è morto.

Nietzsche lo sapeva già da tempo, ma in questo caso si tratta di tutt'altro.
Si tratta di Ronnie James Dio, autore e cantante heavy metal, già componente dei Black Sabbath, dei Rainbow e del gruppo da lui fondato, Dio.

Come detto, non sono un suo fan, a dire il vero il suo nome era relegato fino a ieri in un angolino nascosto della mia memoria, ma ho colto l'occasione per andare a recuperare una canzone che io ritengo molto molto bella. Probabilmente è la più "commerciale" di tutte le canzoni da lui interpretate, ma non sono solito farmi trattenere da queste inutili definizioni.
La ripropongo grazie a YouTube.



NOW ON AIR: "Dream on" Ronnie James Dio & Yngwie Malmsteen

giovedì, maggio 13, 2010

PC lento?

Il tuo PC è lento? Si blocca? Da errori?

Probabilmente non è colpa del tuo PC... è colpa di Windows.

Una soluzione semplice e alla portata di tutti: butta via Windows e installa Linux.

Se non hai bisogno di installare videogiochi non avrai problemi.
Passa a Linux e migliora la tua vita.

NOW ON AIR: "Better life" 3 Doors Down

mercoledì, maggio 12, 2010

Sheldon Cooper PhD e Windows 7

Oggi sono in vena di filmati e propongo questa clip che risulterà esilarante per tutti gli amanti del mitico personaggio di Sheldon Cooper (dalla serie TV "The Big Bang Theory").



Per chi non conoscesse il personaggio e quindi neanche la serie:
1) il filmato risulterà probabilmente meno divertente;
2) consiglio vivamente di reperire tutti gli episodi di questo fenomenale prodotto televisivo.
Molto importante: è fortemente consigliata la lingua originale o, nel caso di problemi o difficoltà con la lingia inglese, la versione inglese con sottotitoli in italiano, l'adattamento in italiano è a tratti penoso, anche se non è per niente facile riportare in italiano alcune delle battute che funzionano così bene in inglese.
Buona visione.

Trascrizione:
- My new computer came with Windows 7
- Windows 7 is much more user-friendly than Windows Vista
- I don't like that

Traduzione:
- Il mio nuovo computer monta Windows 7
- Windows 7 è molto più user-friendly rispetto a Windows Vista
- Non mi piace ciò


Update 20/09/10. Ne avevano già combinate di molti colori, non pensavo si arrivasse a tanto: questa volta nel doppiaggio italiano hanno addirittura capovolto il senso della battuta. Secondi i nostri cari adattatori Sheldon passerebbe da un vecchio computer con Windows 7, che gli è stato rubato, ad uno nuovo che monta Windows Vista... e preferirebbe 7 a Vista. Finalmente ho trovato un buon motivo per imparare bene l'inglese, godermi i bei telefilm in lingua originale.

Ma dove stiamo andando?

Sono incappato in questo orribile video, riguardante una discussione sul nucleare tra Mario Tozzi e Chicco Testa durante la trasmissione "Cominciamo Bene" di RaiTre.



Sorvoliamo un attimo sull'argomento della discussione, concentriamoci sui modi.
Come si fa ad andare in televisione a dire certe cose, non le si dovrebbe dire neanche nella "vita reale", ma a maggior ragione davanti a microfoni e telecamere. Se questi sono i modi con cui ti esprimi, non importa più cosa dici, per me avrai comunque torto, sarai comunque un fesso. Non si può perdere la calma solo perché qualcuno ti da torto, anche se è scortese o irriverente nei tuoi riguardi.
Ribadisco, in qualsiasi discussione, qualsiasi cosa si stia dicendo, se si alzano i toni si passa subito dalla parte del torto. Che vergogna.

Purtroppo però ci sono anche mali, forse, peggiori. D'altra parte i mali non vengono mai soli. Ho trovato questo video sul portale di Tiscali e tra i commenti allo stesso ho trovato anche il seguente:

se chicco testa che è comunista è a favore del nucleare vuol dire è completamente sicuro. cosa aspettiamo anche noi a staccarci dal ricatto del petrolio e del gas?

Ma esistono veramente persone così stupide nel nostro paese? Persone in grado di formulare un pensiero così idiota? Mi piace passare per pessimista ma alla fine c'è sempre dell'ottimismo in me, in questo caso spero, quindi, che chi ha scritto questo commento non sia riuscito ad esprimere correttamente il proprio pensiero e che sia giunto distorto alla mia mente. Altrimenti speriamo almeno che fosse sarcasmo, anche se sarebbe abbastanza contorto anche come commento sarcastico.

NOW ON AIR: -silenzio-

domenica, maggio 09, 2010

Meglio tardi che mai

Ho ricevuto questo commento al mio post sul film "Si può fare":

meglio tardi che mai... il è film stupendo. bisio ottimo. cast perfetto.


Ed ho risposto questo:

Non capisco. Che intendi con "meglio tardi che mai"?
Me l'avevi consigliato? Se è così non lo ricordo e me ne scuso.
Oppure intendi dire che finalmente ho visto e commentato un bel film? Beh forse hai ragione, ultimamente ne ho viste di cavolate.
O forse sono mezzo pazzo e volevi semplicemente dire che ho aspettato parecchio tempo prima di vederlo, forse troppo, ma come dici tu, in effetti, "meglio tardi che mai"?
... forse mi faccio troppe domande?
Forse, ma le domande mi piacciono assai più delle risposte, e io adoro le risposte, quindi se tanto mi da tanto...

Comunque, grazie per il tuo commento, Anonimo.


Forse non c'era bisogno di ripostare commento e contro-commento, ma:
1) volevo che fosse più facile per Anonimo accorgersi della mia risposta;
2) sono un po' a corto di post, perché super-impegnato in altre faccende, e volevo scrivere qualcosa, scrivo talmente poco ultimamente che sono sceso di un punto nella classificazione ShinyStat.

Spero di tornare presto con qualcosa di più interessante.

NOW ON AIR: "Song 2" Blur

domenica, aprile 25, 2010

Si può fare



Si, "Si può fare", ma non c'entrano né Obama né Veltroni.

Voglio, invece, parlare di film: "Si può fare", un film di Giuseppe Manfredonia con Claudio Bisio.
Sinceramente mi sono avvicinato a questo film per distrarmi: attirato dal nome del protagonista più noto, ho pensato di farmi quattro risate... o almeno speravo che mi strappasse qualche sorriso. Insomma ero alla ricerca di un film leggero.
E invece ho trovato un film molto bello che a mio avviso merita veramente di essere visto. Durante la visione ho sorriso e mi sono commosso, ho riso di gusto e ho pianto addolorato, ho sperato e... ho sentito, era un po' di tempo che non mi capitava più.
Ero un po' giù di morale e volevo risollevarmi, invece mi sono completamente abbattuto, mi sono quasi "raso al suolo", ma ne è valsa la pena e alla fine sono stato molto contento di averlo visto.
Un film che mi sento sinceramente di consigliare anche a chi l'ha evitato a causa della presenza di Claudio Bisio.
Non voglio accennare neanche alla trama, nel film c'è qualcosa che va oltre la semplice trama e che qui non potrei e non voglio comunicare. Nettamente superiore alla media dei film italiani. Buona visione.

NOW ON AIR: "We are the champions" Queen

domenica, aprile 11, 2010

L'onda



Oggi vorrei consigliare un ottimo film che ho visto ieri pomeriggio. Si tratta di un film tedesco intitolato "L'onda" del regista Dennis Gansel. Non si tratta di un capolavoro cinematografico ma la storia raccontata merita veramente un bel voto ed il fim merita di esser visto.

Nella Germania dei giorni nostri, in una normale scuola superiore tedesca, una settimana viene sottratta alle lezioni tradizionali per offrire agli studenti una "settimana a tema". Il giovane e anticonformista professor Rainer Wenger vorrebbe parlare agli studenti di anarchia, un tema che gli è particolarmente caro. Ma non avendo presentato in tempo un programma si trova a doversi occupare della classe di autarchia(*). Rainer è un professore ben voluto e apprezzato per i suoi modi informali, per questo anche se l'argomento non sembrerebbe interessante quanto altri molti studenti scelgono di seguire il suo corso. In effetti gli studenti si rivelano più interessati a faticare poco che ad imparare qualcosa sull'autarchia e i regimi dittatoriali: Rainer decide quindi di trasformare il corso in una specie di "gioco di ruolo" in cui i ragazzi, guidati da lui, dovranno comportarsi secondo i principi tipici dei regimi dittatoriali.
Il successo dell'iniziativa andrà oltre ogni possibile aspettativa, tanto da uscire dai binari del corso scolastico, superando differenze sociali, economiche e razziali/etniche: le paure, le insicurezze, la solitudine, le debolezze, le insoddisfazioni, i disturbi dei giovani studenti fanno si che i principi del "gioco" si radichino in loro oltrepassando i limiti della didattica e della semplice recitazione di ruoli.
L'iniziativa di Rainer nasce dalla convinzione di molti ragazzi che un regime dittatoriale non potrebbe più sorgere in Germania, in quanto i tedeschi "hanno imparato la lezione", ma i fatti smentiranno gli studenti che si troveranno loro stessi, senza rendersene conto, a dimostrare di avere torto. L'onda pian piano travolgerà tutto e tutti portando ad un epilogo drammatico.

La storia è tratta dall'omonimo libro di Todd Strasser a sua volta ispirata alla storia vera del professor Ron Jones della Cubberley High School di Palo Alto in California.
Il professore di storia contemporanea Ron Jones realizzò un esperimento per dimostrare il "fascino" del fascismo: incapace di spiegare a parole come il popolo tedesco potesse sostenere lo sterminio degli ebrei, decise di dimostrarlo con un esperimento. Jones diede vita ad un movimento chiamato "La terza onda" il cui scopo era quello di eliminare la democrazia: il fatto che la democrazia sostenga l'individualità è da considerarsi uno svantaggio ed un ostacolo alla democrazia stessa. Jones enfatizzò questo punto fondamentale tramite il motto: "Forza mediante la disciplina, forza mediante la collettività, forza mediante l'azione, forza mediante l'orgoglio" ("Strength through discipline, strength through community, strength through action, strength through pride").
A differenza del film l'esperimento originale non ebbeun tragico epilogo.

(*) AUTARCHIA: principio economico che tende all'autonomia economica dello stato tramite lo sfruttamento delle risorse interne allo scopo di raggiungere l'indipendenza dalle nazioni estere.
In effetti, l'autarchia, in italiano non è un sinonimo di dittatura (come sembra esserlo in tedesco), nonostante sia un carattere economico tipico dei regimi dittatoriali che la storia ha sperimentato.

NOW ON AIR: "Rock 'n' roll high school" Ramones

sabato, marzo 13, 2010

Un gioiello di giornalismo televisivo

Dal TG1 Economia dell'11 marzo 2010, disponibile sul sito della Rai (link, cercare l'edizione dell'11/3 a sinistra della pagina), propongo un'immagine che sottolinea uno dei tanti strafalcioni con cui i giornalisti ogni giorno massacrano le menti dei più attenti di noi.



Secondo il TG1 Economia, Guido Alpa sarebbe il Presidente del Consiglio Nazionale Forenze.
Ragioniamo un po', perché abbiamo due possibilità:
1) Ignoranza, chi ha scritto la cosiddetta sovraimpressione potrebbe non sapere che si scrive "forense" e non "forenze"
2) Errore di battitura, sulle tastiere italiane la 'z' si trova proprio sotto la 's', quindi potrebbe trattarsi di un dito scivolato verso il basso.
In ogni caso io mi aspetterei, soprattutto, dalla tv nazionale maggiore attenzione a ciò che viene prodotto. Possibile che nessuno controlli l'accuratezza di ciò che viene mandato in onda? Certamente è possibile, poiché è successo e succede spesso, ma lo trovo comunque fastidioso.

Si parla spesso di informazione deviata, di notizie non date, di notizie nascoste: io preferisco che le notizie rimangano nascoste se devono essere sbagliate, parziali, mal presentate o descritte in un italiano discutibile.

NOW ON AIR: "Ti giri" Caparezza

lunedì, marzo 08, 2010

La mezza farsa degli Oscar 2010



Non ho mai seguito con particolare attenzione gli Oscar. Di certo neanche quest'anno ho fatto le ore piccole per conoscere i vincitori. Però appena sveglio, quando ancora mi stavo girando nel letto, mi sono soffermato ascoltando quelle radio che stavano parlando dei premi consegnati poche ore prima. Probabilmente quest'anno sono più incuriosito perché in questo periodo ho guardato diversi film, alcuni dei quali tra i candidati al noto premio cinematografico.

Naturalmente sono rimasto molto deluso per il premio come miglior film. Non credo che "Avatar" meritasse di vincere, ma sicuramente "The hurt locker" lo meritava di meno. Non vorrei sembrare esagerato ma secondo me "The hurt locker" è semplicemente "una cagata pazzesca", come direbbe il Ragionier Fantozzi (mi scuso per il riferimento di basso livello ma in questo caso la citazione è di particolare efficacia). Ho letto diverse recensioni il cui contenuto è più o meno questo:

"The hurt locker" racconta di come l'adrenalina della guerra impedisca ai soldati di tornare a una vita normale e tranquilla.


L'unica cosa che posso dire è: non è vero. Questo film non racconta niente: non bastano delle immagini per raccontare una storia. Per raccontare una storia c'è bisogno di comunicare sensazioni, di far sentire qualcosa allo spettatore, ma è davvero difficile sentire qualcosa guardando questo film.
È vero che i sentimenti sono soggettivi, ma secondo me ci sono tanti film che sono oggettivamente mal realizzati e "The hurt locker" è uno di questi. Se io devo cercare di immaginare quello che il protagonista prova nelle sue vicende il film è del tutto fallimentare; dovrebbe essere il film, con le sue immagini, con i suoi suoni, con le musiche, con l'interpretazione degli attori, a farmi sentire, non dovrei essere io a dover cercare qualcosa in un film.
"The hurt locker" miglior film: pessima scelta, non ho visto gli altri otto film candidati, ma sicuramente doveva esserci di meglio.

Come da titolo, ho trovato anche qualcosa di positivo in questa edizione. Il premio come migliore attore non-protagonista è sicuramente azzeccatissimo: Christoph Waltz è, infatti, l'unico motivo valido per vedere "Bastardi senza gloria". Questo film farebbe pena (a livello di quasi tutti gli altri film di Tarantino) se non fosse per la straordinaria interpretazione di Christoph Waltz. Un genio: dire che è un attore non-protagonista è riduttivo. Essendo, il suo personaggio, in pratica il filo conduttore di tutte le vicende che compongono il film ed essendo lui un interprete sublime di tale parte, rendendo praticamente invisibile la maggior parte delle scene in cui lui non compare, non si poteva evitare di assegnargli un premio, o meglio si poteva, ma per fortuna non l'hanno fatto.

NOW ON AIR: "Life after you" Daughtry

mercoledì, marzo 03, 2010

Prima il nome o prima il cognome? Parte 2

Ho ricevuto questo commento (da parte di Libera) al mio post precedente:

guarda che non è una forma ufficiale, che pare esista, è scritto di fare così sul codice civile precisamente all'articolo 6.
Ed è importante rispettarla perchè non sempre è possibile stabilire a priori qual'è il nome e qual'è il cognome.


Non l'ho capito molto bene il tuo commento, ma se ti riferisci al seguente articolo:

Art. 6. Diritto al nome.
Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito.
Nel nome si comprendono il prenome e il cognome.
Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati.


Non mi sembra affatto che si faccia riferimento a qualsiasi tipo di ordine. Il fatto che si citi prima il "prenome" e poi il "cognome" non mi sembra affatto sufficiente da un punto di vista giuridico, sicuramente per me non è sufficiente. La frase "Nel nome si comprendono [...]" non asserisce nulla circa l'ordine ma soltanto sul contenuto del nome. Quindi non mi hai convinto.

PS: "qual'è" si scrive senza apostrofo, quindi "qual è", anche se da quel che ci dicono quei simpaticoni dell'Accademia della Crusca, quando la maggior parte degli italiani scriverà "qual'è" (e ci manca veramente poco) diverrà questa la forma corretta. Ma di questo forse scriverò più approfonditamente in un altro post.

NOW ON AIR: "One of us" Joan Osborne

lunedì, marzo 01, 2010

District 9



Visto che ultimamente siamo in vena di cinema, ecco un altro film che ho visto.
"District 9" film di fantascienza presentato da Peter Jackson (il regista della trilogia "Il signore degli anelli"). L'idea alla base è allettante, il trailer ben studiato, tanto da avermi invogliato fortemente alla visione.
Un'astronave carica di "gamberoni" alieni, apparentemente in avaria, si ferma nel cielo sopra una delle città del pianeta Terra. Non su una delle solite città che vediamo nei film di fantascienza, non Washington, nè New York, nè Los Angeles, bensì Johannesburg. Cosa è accaduto all'astronave? Perché si è fermata? Perché su questa città del Sudafrica?
L'idea è affascinante, si, peccato che non venga sviluppata a sufficienza, o sviluppata in modo sensato. La sceneggiatura mi è sembrata penosa, i personaggi male o poco sviluppati. Uno o più messaggi forse ci sono, sottintesi, troppo sottintesi, praticamente nascosti dietro una trama scialba e stiracchiata.
Il mio voto per la vicenda raccontata sarebbe 5, ma lo abbasso di un un punto a causa degli eccellenti effetti speciali che risultano praticamente sprecati appiccicati su una storia come questa.
Voto finale: 4.
Commento: soldi buttati.

NOW ON AIR: "Hall of the mountain king" The Who