La vita dopo la morte...
Ci sarà qualcosa dopo la morte?
Ma certo che si.
La vita di quelli che sopravviveranno a te.
NOW ON AIR: "Gods' dice" Pearl Jam
Ci sarà qualcosa dopo la morte?
Ma certo che si.
La vita di quelli che sopravviveranno a te.
NOW ON AIR: "Gods' dice" Pearl Jam
Pubblicato da MaxParsifal alle 22:43 0 commenti
Etichette: riflessioni
Sono stanco ma non voglio dormire,
il tempo speso dormendo è tempo sprecato.
Sono stanco ma è inutile dormire,
il sonno non mi ha mai ristorato.
Pubblicato da MaxParsifal alle 08:03 0 commenti
Etichette: me
Conosco alcune persone che ritengono deprecabile l'essere umano, tra i tanti motivi che ci sono, anche per la sua tendenza naturale a fare guerra ai suoi simili. Spesso in momenti di poca lucidità anch'io l'ho pensata così.
Riflettendo meglio possiamo facilmente notare che l'uomo non è l'unico animale a ricorrere alla violenza per ottenere un vantaggio personale: non tutte, ma moltissime specie animali lottano per ottenere cibo, territorio e "riproduzione". Ma le nostre guerre sono tutt'altro.
Io, però, non ho mai conosciuto direttamente una persona che volesse fare guerra ad uno stato straniero. Panettieri, salumieri, edicolanti, netturbini, idraulici, bancari, studenti, magari provano il desiderio di picchiare qualcuno, di rivalersi per un torto subito, ma questo è molto diverso dal fare guerra ad uno stato straniero, ed è anche più comprensibile, sensato, ai miei occhi.
Ciò che trovo completamente insensato è che, invece, riusciamo a mandare al governo (non necessariamente noi italiani, ma noi esseri umani) sempre persone che dichiarano, provocano o sostengono guerre. Sarà colpa nostra o è assolutamente inevitabile che una volta al governo un uomo debba diventare servo della guerra o servo di uno stato guerriero?
Io penso che i soldati americani non ce l'avessero mai avuta con i talebani finchè non è arrivato qualcuno che gli ha detto "I talebani sono cattivi e anti-democratici, è nostro dovere di cittadini degli Stati Uniti d'America, la più grande democrazia del mondo, donare la democrazia a quei poveri bambini afgani". Quindi il vecchio gioco del "Armiamoci e partite". Hitler, Stalin, Roosvelt, Churchill, Bush padre, Bush figlio (solo per citarne alcuni) hanno mai partecipato ad una azione militare, si sono mai avvicinati più di qualche migliaio di chilometri ad un fronte di guerra, quanti di questi sono morti dissanguati per un colpo di fucile sparato da un nemico sul campo di battaglia? Quanti sono morti in preda ad atroci sofferenze, dilaniati dall'esplosione di un mina o da un colpo di mortaio? E cosa dire di quei tanti governi europei (di "destra" o di "sinistra" non importa) che adesso sostengono senza batter ciglio qualsiasi iniziativa di guerra degli Stati Uniti? Mio malgrado sono italiano e mi da alquanto fastidio che una mattina meno di mille fantocci si alzino e dicano "Soldati italiani armatevi e partite per sostenere le truppe americane".
Gli uomini hanno tanti difetti, sono spesso violenti ed aggressivi, ma non fanno guerra, perchè un essere umano non può materialmente organizzare una guerra... i governi però si. La cosa che non sopporto è che quando l'Italia partecipa ad una guerra indirettamente è come se vi partecipassi anch'io.
Mi sento molto amareggiato.
NOW ON AIR: "Fade away" Seether
Pubblicato da MaxParsifal alle 11:07 0 commenti
Etichette: fastidio, riflessioni, società
Servizio del TG3 da non perdere.
Questo giornalista invece di essere promosso è stato rimosso dal proprio incarico.
Io gli farei una statua.
Bravo Roberto Balducci.
Pubblicato da MaxParsifal alle 12:22 2 commenti
Questa mattina mi sono ricordato di una simpatica scenetta che ho vissuto diversi anni fa, quando ero ancora alle superiori.
La professoressa di fisica mi aveva invitato insieme ad un altro paio di compagni a firmare qualcosa, non ricordo cosa, forse il programma del suo corso. Mentre tutti, o quasi, i miei coetanei avevano l'abitudine all'epoca di apporre la propria firma scrivendo il nome di battesimo seguito dal cognome, io facevo esattamente il contrario: prima il cognome e poi il nome.
La suddetta professoressa mi fece quindi notare che era scorretto firmare in questo modo, riportando come esempio il fatto che quando scrivo il nome di Alessandro Manzoni non scrivo prima il cognome ma prima il nome, proprio così: Alessandro Manzoni.
In quel momento, e me lo ricorderò per tutta la vita, ho avuto uno di quei rari episodi in cui ho elaborato in pochissimo tempo (una quantità praticamente trascurabile e impercettibile di tempo) una risposta valida e anche un po' pungente. Ho detto: "Si, ma io, quando scrivo Alessandro Manzoni, non scrivo la sua firma e non sto firmando per lui."
La professoressa è rimasta senza parole, o comunque non ha avuto niente da ribattere, con un sorriso stampato sulla faccia che, a mio avviso, esprimeva si un po' di imbarazzo ma anche, almeno così piace pensare a me, un po' di ammirazione, se così la si può chiamare, per un ragionamento non troppo originale ma sicuramente fuori dagli schemi tradizionali.
Sinceramente questo evento mi ha dato, all'epoca, una piccola iniezione di orgoglio e fiducia in me stesso. Dico all'epoca perché, nonostante quella professoressa era e rimane tuttora uno degli insegnanti migliori che io abbia avuto e una delle persone che ho conosciuto con maggiore piacere, adesso non proverei le stesse sensazioni, avendo imparato che per mettere in difficoltà la maggior parte delle persone ci vuole molto meno di quello che si potrebbe pensare.
Ricordo ancora con un pizzico di piacere quell'evento e nonostante questo, mi sono ormai da tempo arreso anch'io alla prassi comune di firmare con il nome prima del cognome. In fondo a me non cambia niente, quella firma servirà a qualcun altro per fare qualcosa di stupido e allora tanto vale accontentare i miseri burocrati e spendere il mio tempo in qualcosa di più proficuo che una discussione sull'ordine corretto del nome e del cognome in una firma.
Cercando su internet qualcosa che spieghi realmente come si deve firmare, dal punto di vista burocratico, si leggono una gran quantità di stupidaggini e/o inutili disquisizioni pseudo-razionali sul motivo secondo il quale dovrebbe porsi sempre il nome prima del cognome: la peggiore di tutte, per me, è il rispetto dell'individuo che sembrerebbe mancare, per molti, nel caso ci si riferisse a qualcuno anteponendo il nome della sua famiglia al suo proprio. Come se nome e cognome non fossero solo delle superflue convenzioni sociali, come se il nome e il cognome facessero veramente di noi quel che siamo.
Comunque dal punto di vista amministrativo sembra che esista una norma ufficiale che prevede: firma copleta, leggibile e anteponendo il nome di battesimo al cognome. E così sia.
NOW ON AIR: "Shout 2000" Disturbed
Pubblicato da MaxParsifal alle 08:57 6 commenti
Etichette: me
Un consiglio per chi vuole consultare il testo di una canzone di cui conosce almeno l'autore e preferibilmente anche il titolo:
AngoloTesti
Si tratta di un sito molto ricco e frequentemente aggiornato che raccoglie un vasto database di testi di canzoni raccolti per interpreti e album.
È possibile cercare un cantante od un gruppo, organizzati in rigoroso ordine alfabetico, per poi accedere all'elenco degli album e dei testi disponibili.
Lo uso da anni e sono veramente pochi i testi che non sono riuscito a trovare.
Buona consultazione.
NOW ON AIR: "Free life" Dan Wilson
Pubblicato da MaxParsifal alle 14:59 0 commenti
Etichette: musica, suggerimenti
Già qualche tempo fa ci avevo fatto caso ma non avevo trovato lo stimolo per scriverne.
Sulla home page di Facebook c'è un bel planisfero con tante teste di persone connesse da linee tratteggiate.
Bene, contandole ci si rende conto che ci sono 6 teste maschili e 7 femminili. Perchè questa disparità? Non mi sembra giusto.
O forse sono io, troppo antico, che erroneamente associo ancora un certo taglio lungo di capelli ad una donna ed un taglio corto ad un uomo? Forse si ma, a parte che io sono maschio e porto i capelli lunghi, rimane il fatto che siano complessivamente dispari. Indipenedentemente dal taglio di capelli sicuramente sono o più maschi che femmine o più femmine che maschi.
Riflessione inutile, ma è anche così che provo a rilassarmi.
NOW ON AIR: "Tremble" Better Than Ezra
Pubblicato da MaxParsifal alle 14:42 0 commenti
Etichette: Facebook, riflessioni
Sono sempre un po' depresso, lo sono sempre stato, con alti e bassi.
Non parlo di "essere giù di morale" ma di depressione vera, quella diagnosticata dagli "studiosi della psiche", anche se una forma lieve di depressione. Lieve ma costante.
C'è chi ritiene che la depressione non sia una malattia, ma io credo che lo sia, nei casi più gravi, ma non nel mio.
A volte sono quasi sooddisfatto di questa mia condizione: mi fa sentire che sto vivendo la mia vita e non quella di qualcun'altro.
Indipendentemente che sia o no una malattia, ritengo che per me non rappresenti un problema. Come ripeto spesso, i problemi nascono lì dove una condizione fisica o mentale ci impedisce di fare qualcosa che vogliamo fare: i problemi nascono dal contrasto, il contrasto, ad esempio, tra ciò che vuoi fare e ciò che riesci a fare.
Guardando le cose sotto questo punto di vista posso dire che nella mia vita ci sono pochissimi problemi, forse uno, non credo di più. È quasi ottimistismo detto da uno che si definisce depresso... oppure no?
NOW ON AIR: "Sunday bloody Sunday" U2
Pubblicato da MaxParsifal alle 22:52 1 commenti
Etichette: me, riflessioni
Ritengo vergognoso il modo in cui la redazione del TG1 si sia "vantata" degli straordinari successi di ascolto, ritengo comunque sbagliato che un TG tenga in così grande considerazione gli ascolti, ma è addirittura disprezzabile proclamare il proprio successo in momenti come questi.
Mi dispiace veramente tanto che i soldi che gli italiani sono costretti, e sottolineo costretti, a pagare ogni anno tramite il "Canone abbonamento RAI" contribuiscano anche a pagare lo stipendio di chi ha ideato o anche solo permesso questo atto maleducato e irrispettoso.
Questo è il testo di una e-mail che ho appena inviato alla RAI. Non credo che ci sia altro da aggiungere se non un link.
Chi fosse interessato ad inviare una e-mail (decidete voi se di protesta o di elogio) alla RAI può seguire questo altro link.
Update: forse era opportuno dare un riferimento al fatto che ha dato origine al vergognoso comportamento della redazione del TG1, cioè il terremoto (rivelatosi poi il primo di una lunga serie) che ha portato morte e distruzione nella città de L'Aquila all'inizio della settimana scorsa. Adesso che i fatti sono attuali sembra banale scriverlo, ma tra qualche mese, purtroppo, potrebbe non esserlo più.
A volte mi piacerebbe prendere il mondo e scuoterlo con forza... con tutta la forza che ho in corpo.
Scuoterlo fino a sconvolgerlo e sconquassarlo (mi piace questa parola).
Nella speranza che possa cambiare, nella speranza che possa essere più a misura mia, nella speranza di non dover essere più io ad adattarmi al mondo.
Immagino di scuoterlo e sento i miei denti serrarsi, quasi con rabbia.
Evidentemente sono ricolmo di risentimento inespresso.
Sono una persona molto tranquilla nella vita, ma credo di essere una delle persone più arrabbiate nel profondo che io conosca. Contro chi o contro cosa ho paura di saperlo ma preferisco non dirlo.
NOW ON AIR: "Cacca nello spazio" Caparezza
Pubblicato da MaxParsifal alle 23:30 2 commenti
Etichette: me