sabato, ottobre 18, 2008

Le tre stimmate di Palmer Eldritch


Ho letto "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" di Philip K. Dick e, nonostante non possa annoverarlo tra i miei libri preferiti, non posso fare a meno di pensare che sia un libro notevole scritto da un autore davvero eccezionale.
Quello che mi affascina dei libri di Philip K. Dick è come riescono a metterti continuamente di fronte al contrasto tra realtà ed illusione. Che cosa è reale e cosa non lo è? Una cosa è reale soltanto perchè la posso sperimentare con i sensi? E se i sensi potessero essere ingannati o alterati? Quale sarebbe la realtà in quel caso? Ma come possiamo sapere noi se i nostri sensi, in un certo istante, sono alterati o meno?
Sembra un po' il tema di Matrix, solo che Dick è morto qualche anno prima che quel film fosse anche solo un'idea.
E se qualcuno creasse una droga che genera una realtà alternativa? E se questa realtà alternativa fosse migliore della realtà "reale"? Saremmo in grado di distinguere ancora quale è la realtà e quale quella alternativa? Finiremmo per preferire la realtà alternativa a quella "reale"?
Ma soprattutto, dove sta la realtà e dove l'illusione? Se la realtà è data dai sensi e i sensi possono essere ingannati: esiste veramente la realtà? Oppure la realtà è una delle tante illusioni che abbiamo a disposizione?
I libri di Dick sono proprio ciò che amo: una continua fonte di spunti di riflessione.
Un libro da provare, consigliato soprattutto agli amanti del telefilm "Lost": a parer mio chi ama "Lost" non può non apprezzare Philip K. Dick.

P.S.: in un episodio della quarta stagione, quando Ben è prigioniero di Locke, una volta insieme al pranzo John porta a Ben anche un libro che lui dice di aver già letto, il titolo di quel libro è "Valis" e l'autore è proprio Dick, spero di poter scrivere presto anche di questo libro.

NOW ON AIR: "The pretender" Foo Fighters

lunedì, luglio 21, 2008

Scusate per il disagio, il servizio riprenderà al più presto

Chiedo scusa a quei pochi (ma ottimi) che vorrebbero leggere alcune parole scritte dal sottoscritto, ma in questo periodo sono impossibilitato e vi scrivo queste poche righe tramite mezzi di fortuna.
Il mio fedele portatile mi ha infatti abbandonato: è andato in memo-pausa, nel senso che soffre di colpi improvvisi di calore, probabilmente dovuti ad un malfunzionamento dell'hard disk (per questo memo-pausa). Ha cercato in tutti i modi di continuare a servirmi, ma arrivato ai 119° C ha dovuto rinunciare anche lui.

Ringrazio Serena per avermi coinvolto nel premio "Brillante Web Blog" e spero di poter partecipare anch'io al più presto.

Per il momento "passo e chiudo".

sabato, luglio 12, 2008

Pochi soldi, tanti saldi

Devo dire quello che penso, mi dispiace, ma quando ci vuole ci vuole: ci sono veramente troppi coglioni in giro per le strade italiane, liberi di circolare e diffondere idiozia con le loro maledete teste di cavolo.
Non parlo di idioti al volante (anche se pure quelli sono molti) ma di quei deficienti che assaltano i negozi in occasione dei saldi. Attenzione, non ce l'ho con tutti quelli che usufruiscono dei saldi, perchè non c'è assolutamente niente di male.
La settimana scorsa a Roma, così come in tante altre città d'Italia, sono scattati i saldi e, oltre alle immagini aberranti viste in televisione, ho potuto vedere con i miei occhi file lunghissime fuori da negozi di grandi marche: due o tre ore di fila per comprare capi in saldo di Prada, Gucci, o Chissacchì. Come si fa? Come diavolo si fa? Perdere tutto questo tempo per pagare una firma, perchè è solo quello che si sta pagando, 300 euro invece che 500? Per questo è assurdo, molto più assurdo di chi compra capi firmati a prezzo pieno, spesso questi hanno i soldi in abbondanza per fare spese così idiote, ma ci sono tante persone, alcune delle quali conosco anche direttamente, purtroppo, che fanno pazzie tipo tre ore di fila per potersi comprare cose che non possono permettersi, per comprarsi un capo firmato.
Nel 2008 come possono esserci persone così idiote, certa gente non usa il cervello? Che domanda, la risposta la so, ma non riesco a rassegnarmi... provo rabbia ogni volta che vedo atteggiamenti come questi, la sostanza sottomessa in tutto e per tutto alla forma, tutta apparenza niente contenuto. Io maledico le deboli menti di questi incommensurabili idioti, questi miserabili, miserabili privi di qualsiasi ricchezza interna a discapito di una più o meno elemenosinata ricchezza esterna. Se perdi due ore della tua vita per poter comprare un completo firmato non posso che considerarti un miserabile.
Non abbiamo i soldi? Non lo metto in dubbio, anche se qualche dubbio ce l'ho. Non sarebbe più logico evitare di acquistare prodotti firmati anche se in saldo? Visto il prezzo ugualmente elevato rispetto a cose come il pane, la pasta, il latte, non sarebbe più sensato rinunciare a prodotti che non dovrebbero avere alcune reale, e sottolineo reale, valore nella vita di un qualunque essere umano? Tempo fa leggevo sul giornale di persone che pur di non rinunciare ad essere "presentabili" sul posto di lavoro, o nella vita sociale, spendono la maggior parte del denaro a loro disposizione per trucchi, prodotti per l'igiene personale, abiti e scarpe firmate, a volte per l'auto: per il resto, come cibo ed abitazione, fanno quello che possono, ricorrendo spesso all'aiuto dei parenti o a quello della Caritas. Come si può arrivare ad un tale punto di inciviltà e di barbarie.
La società dell'apparire sento spesso dire, lo sento da dieci anni, tutti quanti sono disgustati da questo "apparire prima che essere", ma sono sempre tutti là a fare la fila per le vie del centro, uccelli rapaci pronti ad accaparrarsi il capo visto sulla rivista, spendendo cifre da capogiro che non rappresentano neanche lontanamente il valore materiale dell'oggetto acquistato: compriamo aria, compriamo nomi, compriamo idee perchè evidentemente non ne abbiamo a sufficienza nei nostri cervelli bacati, compriamo pensieri perchè generarne di nostri è faticoso e pericoloso, rischiamo di pensare qualcosa che gli altri non condividono, aiuto!!!

Ritornando al pratico più spicciolo, io indosso indistintamente prodotti di marca e non, guardando sempre alla qualità e al prezzo senza fare caso a nient'altro e per questo sono stato considerato uno sciocco, uno sconsiderato, un coraggioso, un mentecatto, un poveraccio... io penso e spero solo di essere una persona razionale che usa il cervello ogni volta che può, perchè è il cervello che mi rende, o che può rendermi nel caso ancora non lo fossi, un uomo.
Per me cose come 3 magliette 5 euro non sono un problema ma un'opportunità, poi ci sono i vestiti usati specialmente quelli regalati da amici o conoscenti: sono uno scroccone? può darsi ma "scroccone" è solo una parola, a cui non associo alcuna importanza. Se mi regalano qualcosa, la prendo e se mi è utile la uso: nessuno si dispiacerebbe di utilizzare un'automobile regalata o di spendere dei soldi che gli sono stati regalati, perchè dovrebbe essere diverso per i vestiti. I saldi sono una buona cosa, ma solo quando vado a comprare al centro commerciale, spendendo 16 euro per dei pantaloni invece di 30, prezzo con cui li avevo visti 4 mesi prima; oppure quando mi permettono di comprare tre magliette della Reebok a 12 euro.
Se i soldi mancano, comportiamoci come se mancassero, non andiamo a spendere soldi che non abbiamo o che potremmo spendere molto meglio: con 300 euro spese da Prada, io ci mangio molto bene per un mese e mi avanza anche qualcosina se voglio.
Io sono un integralista per certe cose e voglio riconoscere che per certe cose a volte posso anche esagerare, ma esistono delle vie di mezzo in cui magari è possibile trovare un corretto equilibrio che possa farci vivere bene senza dover essere necessariamente degli idioti senza cervello.

NOW ON AIR: "Sick & Tired" Default

domenica, luglio 06, 2008

A spasso per le reti sociali

Ho voluto farmi del male, lo ammetto. Mi sono fatto un giro per alcuni di questi siti di social networking, sapete quei siti in cui si trovano tanti ragazzi che vogliono "conoscere tanta gente interessante" e per farlo pubblicano un profilo povero di informazioni ed eccessivamente standardizzato che non descrive praticamente niente di una persona vera.
Ho trovato un ammasso infinito di fighetti, tipi e tipe da discoteca con gli occhiali firmati in bella vista sulla foto che li rappresenta, una massa di alcolzzati che "quando bevono animano la serata" e a cui "piace divertirsi", senza parlare del "mi piace: musica, cinema, viaggi".
Ho avuto un'immagine disgustosa del genere umano, so che non tutte le persone sono così, ma mi disgusta comunque. Un popolo fatto di Pucci78, PrincipessaSorriso, Micina82, Bimba80, BambiBubbi... ho il morale abbattuto... poi che cacchio significa "mi piace divertirmi"? Che strano, perchè nessuno scrive che gli piace annoiarsi? Forse perchè a nessuno piace annoiarsi? O perchè è impossibile farsi piacere la noia? Oppure perchè nessuno vuole incontrarsi, o comunque "socializzare" con uno a cui piace annoiarsi? Beh, io dico che mi piacerebbe incontrare e conoscere qualcuno a cui piace annoiarsi, sono curioso ed un'affermazione come questa mi colpirebbe molto. Il resto è... amarezza, tanta amarezza.

NOW ON AIR: "Bleed American" Jimmy Eat World

mercoledì, luglio 02, 2008

Addormentarsi dolcemente...

Stavo immaginando questo scenario: io sul divano a guardare un bel film con una ragazza, ad un certo punto mi giro e mi accorgo che si è addormentata.
Qualcuno potrebbe pensare ad una serata noiosa e alla propria incapacità di renderla interessante. Per me, invece, è una bellissima scena: non è facile addormentarsi vicino ad una persona, ci deve essere almeno fiducia se non qualcosa di più... a meno che non si sia molto ma molto stanchi non è possibile addormentarsi accanto ad una persona con la quale non si abbia un rapporto, per così dire, speciale.
Mi piacerebbe molto se una ragazza si addormentasse accanto a me su un divano.



















NOW ON AIR: "She's so high above me" Tal Bachman

Face your manga

Anch'io ci sono caduto e ho generato il mio "avatar" ed ora lo pubblico.



Mi hanno detto che sembro io... più vecchio.

Per chi volesse provare, ecco il link: FaceYourManga.

NOW ON AIR: "Un uomo in smart" Gnometto Band

sabato, giugno 28, 2008

Lucky Starr e i pirati degli asteroidi


Altro libro, altra delusione.
Ho letto il secondo capitolo della saga di Lucky Starr, "Lucky Starr e i pirati degli asteroidi", e l'ho trovata una pallida imitazione del primo, tanto da pensare che probabilmente l'unico punto forte del capostipite della serie fosse soltanto la novità e nient'altro. Ancora troviamo il buono che se la cava sempre, il compagno di avventure un po' più sfigato, un po' più basso, un po' più grasso,... poi c'è lo scagnozzo attaccabrighe, il cattivo che sembra contare e poi si scopre non conta niente o quasi, l'insospettabile burattinaio che si nasconde dietro le quinte, talmente insospettabile che appena appare sulla scena già cominci a sentire puzza di bruciato. Tutti questi personaggi conditi da intrighi interstellari scoperti non si sa bene come: arrivi alla fine e il protagonista ha capito tutto, al limite della preveggenza, naturalmente non ci sono prove, a parte la confessione del cattivo che, trovandosi "alle strette", non può far altro che confessare.
Spero vivamente che il prossimo episodio della serie "Lucky Starr" sia caratterizzato da qualche elemento innovativo, per il momento però passerò a letture di altro genere, mi sento in vena di romanzo storico.

NOW ON AIR: "How soon is now" The Smiths

mercoledì, giugno 18, 2008

Ancora sulla libertà di pensiero

La libertà di pensiero è l'unica che veramente conta.
Perchè io sono un essere umano e ciò che mi rende tale è prima di tutto la mia mente e quindi il mio pensiero.
Se io modificassi i miei connottati nessuno mi riconoscerebbe, ma sarei sempre MaxParsifal; se io avessi pensieri differenti, invece, non sarei più MaxParsifal, sarei un altro essere umano, anche con la stessa faccia.
Questo per me è molto importante: la mente è ciò che ci rende unici e se non fossimo unici, se ci potessero essere due persone perfettamente identiche, quale valore potrebbe avere uno qualsiasi di quei due individui rispetto all'altro? Secondo me, nessuno. Se perdi un portachiavi che ti piace molto, ne ricompri uno uguale e sarà esattamente come quello vecchio: con le persone, purtroppo o per fortuna, non è così e io sono contento che non lo sia, perchè altrimenti la vita avrebbe ancora meno senso di quello che ha. In realtà, anche ricomprando un portachiavi esattamente identico, non sarebbe la stessa cosa, ma questo perchè tu sapresti che non è lo stesso, quindi ancora una volta rispunta la centralità dell'individuo che con i suoi ricordi ed i suoi pensieri dona, e si dona, senso alle cose.
Per questo la libertà di pensiero deve essere centrale e fondamentale nella vita. Le altre libertà si possono guadagnare attraverso quella di pensiero se proprio le si vuole, l'importante è imparare a capire cosa si vuole veramente. Io spesso sogno un mondo di persone che siano talmente forti mentalmente e talmente razionali da non farsi plagiare, da non farsi convincere: se i pensieri sono così importanti, permettere a qualcun altro di scrivere i tuoi pensieri significa vivere un po' meno, significa rinunciare a vivere la nostra vita e prendere in prestito quella di qualcun altro, per non parlare di quando paghiamo per vivere la vita degli altri. La vita di quelli che ci dicono che dobbiamo avere un automobile per vivere, che dobbiamo comunque comprare la benzina anche se costa 3 euro al litro; la vita di quelli che ci dicono che siamo più felici con un certo paio di occhiali da sole, con i nuovi pantaloni firmati o con le scarpe che hanno quattro bande orizzontali invece che tre cerchi allineati.
Se quello che siamo è ciò che pensiamo, come io credo, non pensare significa rinunciare a vivere la propria vita... non capisco come facciano le persone a non capirlo.

NOW ON AIR: "Faint" Linkin Park

La svastica sul Sole


Ho letto "La svastica sul Sole" di Philip K. Dick, un libro che mi ha regalato mio fratello conoscendo il mio innamoramento per questo autore.
E' difficile per me esprimere un giudizio e per farla breve dirò subito che non mi è piaciuta la fine del racconto: senza anticipare nulla della conclusione voglio dire che comunque mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, la sensazione di aver letto un libro incompiuto.
L'autore parte da una grande idea, a mio avviso, immaginare il mondo, in particolare gli Stati Uniti, dopo la vittoria del secondo conflitto mondiale da parte delle forze dell'Asse: Germania e Giappone si spartiscono il pianeta, con l'Italia sempre a fare la sua parte marginale, colonizzando e modificando il modo di vivere delle nazioni sottoposte al rispettivo controllo. Gli Stati Uniti spezzati a metà, ad Ovest i giapponesi e ad Est i tedeschi, famiglie spezzate in un modo o nell'altro, rapporti diplomatici difficili tra due popoli alleati in guerra ma tanto distanti in quanto a cultura.
Le storie di diverse persone si intrecciano e si rincorrono: è un libro "corale", non c'è un vero è proprio protagonista ma tanti, che permettono all'autore di descrivere tanti diversi aspetti del mondo che vuole raccontare. Tante persone ed un libro, un libro proibito nell'area di dominio tedesco e formalmente bandito anche dai giapponesi ma sostanzialmente tollerato: un libro, scritto da un certo Hawthorne Abendsen, che descrive come sarebbe stato il mondo se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dagli Alleati. Idea geniale.
"La svastica sul Sole" è un libro di oltre 300 pagine, ma l'ho letto con estrema velocità, strano per me che sono molto lento a leggere, l'ho divorato perchè è molto scorrevole, molto ben scritto e perchè è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Probabilmente se la conclusione delle vicende raccontate non mi fosse risultata deludente l'avrei considerato il migliore libro tra tutti quelli letti o al massimo il secondo nella mia personale classifica.
Purtroppo l'ultimo capitolo ha rovinato un po' questo sogno, non mi sento però di sconsigliarlo, anzi inviterei altre persone a leggerlo per spingerle a trovare una bellezza nascosta che, magari, io non sono riuscito a scovare, anche nel finale.

Nessun libro letto rappresenta tempo perso, neanche quelli che non ci piacciono, perchè da ogni libro possiamo imparare qualcosa, ad esempio possiamo cercare di capire perchè un libro non ci è piaciuto, ogni libro che non ci piace ci insegna ad apprezzare ancora di più quelli che ci sono piaciuti, ogni libro che non ci è piaciuto ci aiutare a capire perchè un altro ci è piaciuto tanto. Lo stesso vale per libri come questo che in parte mi è piaciuto ed in parte no.

NOW ON AIR: "Struggle for pleasure" Wim Mertens

venerdì, giugno 06, 2008

La vita secondo Capote

Finalmente ho ritrovato una citazione che mi era piaciuta molto e che mi ero appuntato, ma non ricordavo dove; eccola:

Intervistatore: "Sembra che lei abbia una visione tragica della vita."
Truman Capote: "Quale persona intelligente non ce l'ha?"

Comunque buona vita a tutti. Soprattutto a quelli che leggono il mio blog.

NOW ON AIR: "Just" Radiohead